Google segue Amazon nella ricerca e sviluppo di droni spedizionieri. Il colosso di Mountain View ha svelato a The Atlantic di essere stato al lavoro su Project Wing negli ultimi due anni all'interno dei laboratori Google X. I test sono stati effettuati in Australia per via delle leggi meno restrittive riguardo all'uso di velivoli gestiti da remoto.
In Google X sono nati alcuni fra i progetti più avveniristici di BigG, fra cui le vetture a guida autonoma, i Google Glass o i palloni aerostatici per consegnare internet in tutto il mondo. Si tratta del laboratorio in cui Google sta ricamando il futuro della tecnologia su più piani diversi, preannunciando un mondo tipico dei migliori romanzi di fantascienza.
L'obiettivo del sistema di droni sviluppato da Google è quello di consegnare beni, similmente a quanto previsto da Amazon con Prime Air, ma anche con scopi più nobili. Project Wing vuole essere presente negli scenari di soccorso in seguito a calamità naturali consegnando ad esempio rifornimenti nelle aree coinvolte: "Anche pochi droni potrebbero essere in grado di rifornire continuamente un ampio numero di persone in condizioni d'emergenza", sono state le parole di Astro Teller di Google X alla BBC.
Al momento lavorano al progetto decine di persone, con piani di espansione del team previsti per il prossimo futuro. Il veicolo si configura come un ibrido fra un aereo e un elicottero, in grado sia di planare che decollare e atterrare senza una pista vera e propria. Consiste in quattro eliche a trazione elettrica con un'apertura alare di circa un metro e pesa poco più di 8 chilogrammi. Secondo The Atlantic i motori possono gestire un peso complessivo di circa 10kg, pertanto il peso degli oggetti consegnabili risulta attualmente molto limitato.
A bordo troviamo una serie di sensori per gestire l'andamento e l'equilibrio del drone, fra cui GPS, fotocamere, sensori radio ed un sistema di misura inerziale composto da accelerometri e giroscopi per determinale il posizionamento del velivolo nello spazio. Il drone di Google non avrà la necessità di atterrare per consegnare gli oggetti, né li lascerà cadere dall'alto per evitare eventuali pericoli per chi si trova sotto.
Google ha realizzato un sistema controllato in parte dai computer e dalle persone da remoto, nel caso in cui l'oggetto rimanga bloccato. Questo arriverà a terra attraverso una lenza, che lo farà adagiare delicatamente al suolo. Per essere portato a termine, tuttavia, Project Wing deve fronteggiare anche alcuni ostacoli burocratici, oltre che tecnici, in quanto molti stati hanno posto parecchi paletti ai velivoli guidati da remoto.
Oltre ad Astro Teller, Google ha ingaggiato Nick Roy del MIT per capitanare il progetto.
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Project Wing consegna via droni: il progetto che Google ha tenuto nascosto per due anni
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