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Advanced x64Components per Windows 7 e 8

Written By Unknown on Jumat, 28 Februari 2014 | 23.03

scheda aggiornata 2 ore fa

Noto in precedenza con il nome di x64 Components, questo pacchetto di codec video specificamente sviluppato per l'utilizzo con sistemi operativi Windows a 64bit. Questi componenti sono pienamente compatibili con i codec a 32bit installati utilizzando il pacchetto Vista Codec Package e possono essere completamente disinstallati dal pannello di controllo di Windows.

Ecco l'elenco dei cambiamenti apportati in quest'ultima release:

- update LAV filters 60.1+ 
- update FFDshow 4529 
- update Gabest filters 4469 
- update DirectVobSub 2.41.40 

23.03 | 0 komentar | Read More

Standard codecs per Windows 7 e Windows 8

scheda aggiornata 1 ora fa

Noto in precedenza con il nome di Windows 8 Codecs, questo pacchetto che comprende codec audio e video specifici per l'utilizzo con sistemi operativi Windows 8 e Windows 7. Queste le novità implementate nell'ultima versione:

Change Info:
- update LAV filters 60.1+ 
- DirectVobSub 2.41.40

23.03 | 0 komentar | Read More

Utenti Yahoo! spiati attraverso le webcam dei propri PC da parte di GCHQ e NSA

Si chiama Optic Nerve e rappresenta l'ultima novità scomoda per i servizi segreti britannici e l'NSA; con questo nome, infatti, si fa riferimento a un progetto rimasto attivo tra il 2008 e il 2010 che ha permesso alle autorità di raccogliere un'imponente mole di dati all'insaputa degli utenti.

Per questa importante operazione le agenzie governative coinvolte hanno utilizzato le webcam presenti sui sistemi degli utenti al fine di catturare immagini. Ciò che sconcerta sono le modalità e le motivazioni alla base di Optic Nerve. La GCHQ - l'equivalente dell'NSA nel Regno Unito - pare abbia avuto nelle proprie liste di sospettati alcuni individui riconducibili a singoli account Yahoo!, e questa circostanza è bastata alle autorità per mettere in atto un'ampia campagna di raccolta dati su parecchi utenti dei servizi Yahoo!.

The Guardian stima che il numero di utenti finito tra le maglie di Optic Nerve sia di circa 1,8 milioni. Un numero impressionante, anche se le preoccupazioni maggiori derivano dal fatto che tutti questi dati sono al momento conservati dalla GCHQ e non si hanno dettagli in merito alle modalità di filtro messe in atto per individuare i sospettati. Non è nemmeno noto se e quando tali immagini saranno distrutte.

La webcam del PC diviene quindi uno strumento attraverso il quale osservare l'utente davanti allo schermo a propria insaputa, azione poche volte rilevata in ambito malware e più affine a uno scenario di fantascienza. Le informazioni raccolte hanno anche evidenziato come la NSA si dica non direttamente coinvolta: Vanee Vines - portavoce della National Security Agency - afferma di non essere a conoscenza di richieste dirette alla GCHQ per la collaborazione e la raccolta di materiale. L'autorità del Regno Unito sottolinea che tutte le proprie operazioni siano autorizzate dal Governo, pur non volendo commentare la situazione nel dettaglio.

Anche Yahoo! in una nota si dichiara quale parte offesa e afferma che Optic Nerve è stata condotta a propria insaputa. In vicende simili, purtroppo, è difficile giungere a una chiarificazione definitiva con un dettagliato quadro degli attori coinvolti; limitiamoci a considerare azioni simili come potenzialmente attuabili anche in altri contesti, con altri dispositivi e periferiche intercettati. Di sicuro emerge ancora una volta quanto sia a rischio la privacy degli utenti e quanto sia labile il confine tra la giustificata esigenza di indagine e la necessità di violare sistemi informatici in modo anonimo.


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Advanced Codec per Windows 7 e 8

scheda aggiornata 1 ora fa

Noto in precedenza con il nome di Win7codecs, questo pacchetto che comprende codec audio e video specifici per l'utilizzo con sistemi operativi Windows 7. Queste le novità implementate nell'ultima versione:

- update LAV filters 60.1+ 
- update FFDshow 4529 
- update Gabest filters 4469 
- update DirectVobSub 2.41.40

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La GCHQ ha considerato Kinect per le attività di sorveglianza

Secondo gli ultimi documenti pubblicati dal Guardian, l'agenzia di spionaggio britannica GCHQ si è segretamente impossessata di immagini provenienti da webcam installate su PC e Mac per le sue attività di sorveglianza. Avrebbe valutato anche l'apporto di Kinect, che può essere considerato "alla stregua di una normale webcam e fatto rientrare in un programma di sorveglianza più ampio", si legge nei documenti del Guardian.

I file ottenuti dal Guardian, che risalgono agli anni che vanno dal 2008 al 2010, inducono a pensare che il programma di sorveglianza, chiamato Optic Nerve, fosse studiato per raccogliere le immagini degli utenti di intenet attraverso il servizio di chat di Yahoo.

Microsoft ha già fatto sapere in passato di non essere in grado di memorizzare le immagini degli utenti registrate con Kinect. Ma non si hanno dati certi sul comportamento delle agenzie come GCHQ: nel vortice di speculazioni nato dopo le rivelazioni sulle attività di sorveglianza dell'NSA, rese pubbliche da Edward Snowden, non ci sono conferme dettagliate sul modo di agire di queste agenzie. GCHQ o NSA sono in grado di accedere ai dati di Kinect o di altre videocamere con funzionamento simile come la PS Camera?

Durante il periodo di sei mesi durante il quale il programma Optic Nerve è rimasto attivo, la GCHQ è stata in grado di raccogliere le foto di oltre 1,8 milioni di utenti attraverso il servizio di Yahoo. Potenzialmente, dunque, anche se non si hanno certezze, potrebbe aver utilizzato anche Kinect, in quel caso in congiunzione a Xbox 360, visto che Xbox One non era ancora sul mercato all'epoca dei fatti.

Le webcam in questione facevano delle foto ogni cinque minuti e le mandavano alla GCHQ. Con l'aiuto dell'NSA, quindi, l'agenzia britannica avrebbe svolto diversi tipi di indagini sfruttando il riconoscimento facciale, sperando di individuare obiettivi legati alle organizzazioni terroristiche o altre persone di interesse.

"Il report, se vero, rappresenta un nuovo livello di violazione della privacy per i nostri utenti che è completamente inaccettabile. Pertanto, invitiamo con forza i governi a riformare le leggi sulla sorveglianza", si legge in un comunicato ufficiale di Yahoo, che si oppone categoricamente alla divulgazione di informazioni riservate come invece avrebbe fatto il Guardian.

Microsoft in passato è già stata messa sotto esame a proposito delle sue politiche sul rispetto della privacy. Nel mese di luglio si è scoperto, infatti, che la società di Redmond ha fornito il contenuto di email e informazioni ottenute tramite Skype alla NSA. Microsoft in quell'occasione disse che giuridicamente non era tenuta a motivare apertamente il suo operato.


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Activision decreta la fine di Call of Duty Elite

Written By Unknown on Kamis, 27 Februari 2014 | 23.03

Activision ha annunciato che dalla giornata di domani il servizio Call of Duty Elite non sarà più attivo. Come abbiamo visto al lancio, avvenuto nel 2011 insieme a Call of Duty Modern Warfare 3, Elite è una piattaforma dedicata principalmente al confronto e alla condivisione dell'esperienza di gioco. Per 49.99 euro i giocatori ricevevano tutti i contenuti scaricabili pubblicati nel corso dell'anno, oltre a materiale video esclusivo e nuove perk.

Call of Duty Modern Warfare 3

All'inizio il servizio mostrò subito dei segni di debolezza, con un numero di persone troppo alto rispetto a quante i server avrebbero potuto gestirne. Anche dopo che il servizio venne restaurato non fu mai veloce e scattante come i fan si sarebbero aspettati. L'interesse per Elite, quindi, cominciò a scemare e la stessa Activision smise di supportarlo con Black Ops II.

Alcune delle feature disponibili tramite Elite adesso vengono inserite all'interno dei prodotti principali: ad esempio, in Ghosts le Clan Wars sono presenti all'interno del gioco vero e proprio. Contemporaneamente, il supporto ai precedenti Call of Duty va scemando, con alcune caratteristiche, prima legate ad Elite, che potrebbero non essere più presenti. Alcune di queste caratteristiche, inoltre, sono adesso inserite all'interno dell'app di Call of Duty.

"Call of Duty Elite non tornerà più attivo", si legge nelle FAQ ufficiali. "Incoraggiamo i fan a scaricare l'app di Call of Duty per Ghosts, che permette ai giocatori di personalizzare il proprio personaggio multiplayer e i loadout delle armi, di tenere traccia delle statistiche e supporta le Clan Wars, che permettono ai giocatori di competere per equipaggiamento esclusivo".


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Microsoft Windows XP dopo 12 anni destinato al pensionamento

Era l'ottobre del 2001 quando Microsoft iniziò la commercializzazione di Windows XP, un prodotto la cui diffusione ha raggiunto traguardi notevoli e che ancor oggi, a distanza di 12 anni, continua a essere molto utilizzato. Windows XP avrebbe dovuto terminare il proprio ciclo di vita alcuni anni fa, ma l'elevata diffusione e la pressione di alcuni OEM hanno suggerito a Microsoft di estendere a più riprese la durata del supporto garantito agli utenti finali. Il prossimo 8 di aprile sarà però una data improrogabile: Microsoft è determinata nel voler sospendere ogni forma di supporto. Oltre tale data non verranno più rilasciati aggiornamenti di sicurezza e le possibili nuove vulnerabilità rimarranno irrisolte.

Microsoft e parecchi esperti di sicurezza sono concordi nel giudicare Windows XP un prodotto datato, superato e non più adatto alle attuali esigenze dell'utenza soprattutto in relazione ai problemi di sicurezza. Nelle prossime pagine ci addentreremo meglio nell'argomento proponendo una serie di motivazioni che giustificano un rapido aggiornamento dei sistemi ma ora, per comprendere meglio la situazione, presentiamo alcuni elementi che mostrano il problema nella sua integrità.

A meno di due mesi dal termine ufficiale del supporto di Windows XP il 24% delle piccole e medie aziende italiane lavora con questo sistema operativo con oltre l'80% del parco PC aziendali; mentre tra i singoli utenti privati, il 16% ha un computer con il sistema operativo di oltre 12 anni fa. Inoltre, la maggior parte delle aziende (58%) e dei consumatori finali (71%) è a conoscenza del fatto che a partire dall'8 Aprile 2014 non saranno più disponibili gli aggiornamenti automatici per la sicurezza, ma ciononostante c'è ancora una larga fetta di utenti che non hanno pianificato di migrare a un sistema operativo più moderno.

Questi dati confermano una situazione spesso ipotizzata: sia tra le aziende sia tra gli utenti finali manca la consapevolezza in merito ai problemi di sicurezza. Precisiamo che i dati sopracitati si riferiscono a ricerche condotte da Microsoft con IDC e si riferiscono a un panel di riferimento costituito da 13.000 utenti di Windows XP.

Anche nel Rapporto Clusit 2013, fonte più neutrale rispetto alla precedente, si conferma l'ampia diffusione di sistemi operativi e applicazioni datate anche su postazioni utilizzate per l'esecuzione di applicazioni legacy di tipo critico. In questi dati non compare il nome preciso di Windows XP ma è lecito ipotizzare che il sistema operativo di Microsoft con 12 anni di anzianità rientri nella tipologia di PC presi in considerazione.

Se ci limitiamo a considerare i problemi di sicurezza circoscritti alla sola navigazione Web o alle possibili infezioni virus provenienti dalla posta elettronica - problematiche tipiche di una decina di anni fa - il termine del supporto di Windows XP potrebbe avere un ridotto interesse. Ma la situazione oggi è ben differente: i malware sfruttano le vulnerabilità dei sistemi operativi, di applicazioni specifiche o - ancor più di frequente - di plug-in usati dai browser web. Queste vulnerabilità, potenzialmente, danno accesso a dati, eseguono codice malevolo da remoto e installano componenti di difficile individuazione anche con suite di sicurezza aggiornate.

È questo lo scenario reale nel quale ci si trova oggi e nel quale un sistema Windows XP privo di costanti aggiornamenti incontrerà problemi, anche installando su tali sistemi un completo set di strumenti per la sicurezza.

L'8 aprile sarà anche la data finale per il supporto a Office 2003 e Exchange 2003: da tale data chi continuerà a utilizzare questi software si esporrà al rischio derivante da nuove possibili vulnerabilità che verranno individuate, e potenzialmente sfruttate da exploit. L'8 aprile quindi Windows XP, Office 2003 e Exchange 2003 non smetteranno di funzionare ma saranno solo molto più vulnerabili rispetto ad altri software più recenti. È anche verosimile immaginare che proprio l'ampia diffusione di Windows XP possa indurre l'industria del malware a realizzare attacchi mirati proprio per questi sistemi.


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Microsoft Windows XP dopo 12 anni destinato alla pensione

Era l'ottobre del 2001 quando Microsoft iniziò la commercializzazione di Windows XP, un prodotto la cui diffusione ha raggiunto traguardi notevoli e che ancor oggi, a distanza di 12 anni, continua a essere molto utilizzato. Windows XP avrebbe dovuto terminare il proprio ciclo di vita alcuni anni fa, ma l'elevata diffusione e la pressione di alcuni OEM hanno suggerito a Microsoft di estendere a più riprese la durata del supporto garantito agli utenti finali. Il prossimo 8 di aprile sarà però una data improrogabile: Microsoft è determinata nel voler sospendere ogni forma di supporto. Oltre tale data non verranno più rilasciati aggiornamenti di sicurezza e le possibili nuove vulnerabilità rimarranno irrisolte.

Microsoft e parecchi esperti di sicurezza sono concordi nel giudicare Windows XP un prodotto datato, superato e non più adatto alle attuali esigenze dell'utenza soprattutto in relazione ai problemi di sicurezza. Nelle prossime pagine ci addentreremo meglio nell'argomento proponendo una serie di motivazioni che giustificano un rapido aggiornamento dei sistemi ma ora, per comprendere meglio la situazione, presentiamo alcuni elementi che mostrano il problema nella sua integrità.

A meno di due mesi dal termine ufficiale del supporto di Windows XP il 24% delle piccole e medie aziende italiane lavora con questo sistema operativo con oltre l'80% del parco PC aziendali; mentre tra i singoli utenti privati, il 16% ha un computer con il sistema operativo di oltre 12 anni fa. Inoltre, la maggior parte delle aziende (58%) e dei consumatori finali (71%) è a conoscenza del fatto che a partire dall'8 Aprile 2014 non saranno più disponibili gli aggiornamenti automatici per la sicurezza, ma ciononostante c'è ancora una larga fetta di utenti che non hanno pianificato di migrare a un sistema operativo più moderno.

Questi dati confermano una situazione spesso ipotizzata: sia tra le aziende sia tra gli utenti finali manca la consapevolezza in merito ai problemi di sicurezza. Precisiamo che i dati sopracitati si riferiscono a ricerche condotte da Microsoft con IDC e si riferiscono a un panel di riferimento costituito da 13.000 utenti di Windows XP.

Anche nel Rapporto Clusit 2013, fonte più neutrale rispetto alla precedente, si conferma l'ampia diffusione di sistemi operativi e applicazioni datate anche su postazioni utilizzate per l'esecuzione di applicazioni legacy di tipo critico. In questi dati non compare il nome preciso di Windows XP ma è lecito ipotizzare che il sistema operativo di Microsoft con 12 anni di anzianità rientri nella tipologia di PC presi in considerazione.

Se ci limitiamo a considerare i problemi di sicurezza circoscritti alla sola navigazione Web o alle possibili infezioni virus provenienti dalla posta elettronica - problematiche tipiche di una decina di anni fa - il termine del supporto di Windows XP potrebbe avere un ridotto interesse. Ma la situazione oggi è ben differente: i malware sfruttano le vulnerabilità dei sistemi operativi, di applicazioni specifiche o - ancor più di frequente - di plug-in usati dai browser web. Queste vulnerabilità, potenzialmente, danno accesso a dati, eseguono codice malevolo da remoto e installano componenti di difficile individuazione anche con suite di sicurezza aggiornate.

È questo lo scenario reale nel quale ci si trova oggi e nel quale un sistema Windows XP privo di costanti aggiornamenti incontrerà problemi, anche installando su tali sistemi un completo set di strumenti per la sicurezza.

L'8 aprile sarà anche la data finale per il supporto a Office 2003 e Exchange 2003: da tale data chi continuerà a utilizzare questi software si esporrà al rischio derivante da nuove possibili vulnerabilità che verranno individuate, e potenzialmente sfruttate da exploit. L'8 aprile quindi Windows XP, Office 2003 e Exchange 2003 non smetteranno di funzionare ma saranno solo molto più vulnerabili rispetto ad altri software più recenti. È anche verosimile immaginare che proprio l'ampia diffusione di Windows XP possa indurre l'industria del malware a realizzare attacchi mirati proprio per questi sistemi.


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Crescono le vendite di server grazie a x86 ma cala il fatturato

Tanto IDC come Gartner hanno pubblicato dati aggiornati al quarto trimestre 2013 incentrati sulle vendite di soluzioni server a livello globale. Si tratta di un mercato che registra due dinamiche molto chiare: aumento nel numero di server venduti ma contrazione nel fatturato complessivo.

Prendendo i dati del 2013 il confronto con il 2012 vede, secondo Gartner, un aumento nel numero di sistemi venduti del 2,1% ma una contrazione del 4,5% per quanto riguarda il fatturato complessivo. Questa dinamica è legata ad una domanda che si sta da tempo sempre più spostando verso soluzioni x86 di ridotte dimensioni e costo, essendo calato l'interesse verso sistemi RISC e Unix di più elevate dimensioni e costi.

Osservando i dati di vendita del quarto trimestre 2013 emerge una posizione di sostanziale pareggio, in termini di fatturato complessivo, tra HP e IBM con una quota di mercato che è per entrambe di poco inferiore al 27%. Segue Dell con il 14,5%, mentre Cisco e Oracle seguono appaiate con rispettivamente il 4,5% e il 4,1%. Le vendite dei restanti produttori del settore, inclusi quelli ODM diretti, incide per circa il 23,5% del totale di mercato.

Gartner fornisce alcuni dati anche per quanto riguarda il mercato EMEA, dove la situazione non è complessivamente delle migliori. Il fatturato complessivo registra un calo nel quarto trimestre 2013 del 6,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre in termini di numero di server venduti la contrazione è pari al 2,5%. Su base annuale nel 2013 la contrazione in termini di fatturato è stata pari al 6,3%, mentre prendendo quale riferimento il numero di server venduti il calo è stato del 5,6%.

Le aspettative degli analisti sono di una ripresa nelle vendite generata da una nuova serie di aggiornamenti dei sistemi attualmente in produzione. I primi risultati concreti dovrebbero materializzarsi nel corso della prima metà del 2014, con vendite che riteniamo continueranno ad essere sempre più spostate come quota di fatturato verso sistemi x86 e verso approcci in cluster.


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Quip, l'editor di testi gratuito per Android si aggiorna con nuove funzioni

Quip è un editor di testi creato da Bret Taylor, ex-CTO di Facebook, e da Kevin Gibbs, fondatore di Google App Engine e Google Suggest. Lanciata lo scorso dicembre, la versione mobile per Android è stata aggiornata alla versione 1.6, forte del grosso successo di pubblico conseguito sino ad ora.

Quip, editor di testi per Android

L'app consente di "combinare documenti e messaggi in un unico thread di aggiornamenti", in modo da visualizzare una cronologia degli aggiornamenti che rende più semplice la condivisione dei contenuti. La versione 1.6 annovera alcune novità al fine di rendere ancora più facile la creazione, la condivisione e l'organizzazione dei file in seguito alla migrazione di tutti i documenti. Quip diventa inoltre disponibile in sette ulteriori store di applicazioni Android, tra cui Kindle Fire, Yandex (motore di ricerca Russo) e 360 Mobile Assistant, il più grande app store della Cina.

Fra le novità principali del nuovo aggiornamento riportiamo la possibilità di iniziare ad usare Quip senza un account, che verrà richiesto solo nel momento in cui si vorrà iniziare a collaborare con altri utenti. Documenti e messaggi adesso vengono sincronizzati automaticamente anche se l'app non è stata aperta. L'aggiornamento permette inoltre di importare facilmente documenti di Microsoft Word, o contenuti da Dropbox, Google Drive e Evernote. I documenti saranno comunque convertiti in un formato compatibile con Quip.

Quip è un elaboratore di testi gratuito e multi-piattaforma, a cui è possibile accedere da desktop tramite browser web, a questo indirizzo previa registrazione, e su mobile attraverso le applicazioni disponibili sia su App Store che su Google Play


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MirrorLink: allo stand CoPilot la tecnologia per integrare cellulare e infotainment

Written By Unknown on Rabu, 26 Februari 2014 | 23.03

Allo stand CoPilot al Mobile World Congress abbiamo visto all'opera la tecnologia MirrorLink che permette una comunicazione a due vie tra cellulare e automobile. Semplicemente collegando lo smartphone all'auto con un connettore standard microUSB è possibile sfruttare contenuti dello smartphone sul display dell'auto, con la possibilità di pilotare il cellulare dai comandi al volante.

La comunicazione è a due vie e il cellulare può avere accesso ai dati della macchina, quali ad esempio quelli in arrivo dal GPS integrato nell'auto per utilizzare la geolocalizzazione di quest'ultima per la navigazione dall'app del cellulare e non quella di quest'ultimo, che a volte ha una cattiva ricezione sotto i vetri schermati. Inoltre il celulare può avere accesso ai dati della diagnostica dell'auto e visualizzarli sul display del sistema di infotainment.


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Un hub USB 3.0 per destreggiarsi tra più periferiche

L'interfaccia USB 3.0 sta conoscendo una certa diffusione sul mercato dei personal computer, grazie alla compatibilità con le periferiche USB 2.0 e 1.1 di precedente generazione e ai non indifferenti vantaggi che offre in termini di velocità di trasmissione dei dati. Da USB 2.0 a USB 3.0 si passa da una velocità massima teorica di 480 Gbit/s a una 10 volte superiore, 4,8 Gbit/s corrispondenti a circa 600 Mbytes al secondo.

Le rilevazioni pratiche sulla velocità di queste interfacce sono inferiori a quelle teoriche: parliamo di circa 30-35 Mbytes al secondo per lo standard USB 2.0 che diventano circa 400 Mbytes al secondo per quello USB 3.0. Il passo in avanti velocistico è comunque netto e permette di superare alcune limitazioni prestazionali nel collegamento con periferiche molto veloci, quali ad esempio hard disk esterni anche di tipo SSD.

Da questo, come dicevamo, l'aumentata disponibilità di dispositivi che sono dotati di questo tipo di connessione, ben riconoscibile dal colore blu dei connettori. Tale interfaccia è presente principalmente nei PC, desktop e portatili, ma non mancano quali esempi anche gli smartphone: il modello Samsung Galaxy Note 3, ad esempio, è dotato di collegamento USB 3.0 grazie al quale si raggiunge una notevole velocità nel trasferimento di dati da e verso il dispositivo.

hub_usb_techly_2.jpg (45120 bytes)

La presenza di un connettore USB 3.0 nei PC più recenti amplia quindi le possibilità di trasferimento dei dati; la disponibilità di un solo connettore può però rappresentare un limite nel momento in cui si possiedono più periferiche USB 3.0, si pensi ad esempio ad hard disk o chiavette esterne, e le si voglia utilizzare assieme al massimo delle potenzialità.

In nostro soccorso viene l'HUB USB 3.0 Techly, piccolo accessorio che permette di collegare sino ad un massimo di 4 periferiche USB 3.0 al proprio sistema condividendo il collegamento USB 3.0 con il proprio PC. Quest'ultimo viene connesso attraverso il cavo in dotazione, dalla lunghezza di 80 cm e caratterizzato da una connessione maschio di tipo A per la parte PC e Micro-B per quella di collegamento con l'HUB.

Oltre a condividere la connessione USB 3.0 su più dispositivi, l'HUB Techly può essere abbinato ad un alimentatore esterno (non fornito in dotazione). In questo caso il prodotto si trasforma in un HUB attivo, con il quale poter ricaricare i propri dispositivi mobile quali tablet e smartphone attraverso connessione USB. L'opzione di ricarica è accessibile anche senza abbinare un alimentatore ma sfruttando il segnale proveniente dal PC: in questo caso sarà possibile fornire sino ad un massimo di 900mA.

hub_usb_techly_1.jpg (26988 bytes)

L'utilizzo di un hub di questo tipo può in qualche misura limitare le velocità di trasmissione dei dati? Abbiamo eseguito alcuni test di trasferimento con vari dispositivi collegati all'USB HUB 3.0 Techly, utilizzando un file compresso di dimensione pari a circa 3,27 Gbytes e servendoci di una chiavetta USB 3.0 da 16 Gbytes, di un hard disk esterno Western Digital sempre con interfaccia USB 3.0 e di un cassettino esterno USB 3.0 per unità da 2 pollici e mezzo, nel quale abbiamo installato un recente SSD. Questi i dati ottenuti nei trasferimenti di dati incrociati tra queste 3 unità

  • trasferimento da chiavetta USB 3.0 a hard disk USB 3.0: velocità media 10 MB/s;
  • trasferimento da hard disk USB 3.0 a chiavetta USB 3.0: velocità media 10 MB/s;
  • trasferimento da chiavetta USB 3.0 a SSD esterno USB 3.0: velocità media 76 MB/s;
  • trasferimento da SSD esterno USB 3.0 a chiavetta USB 3.0: velocità media 10 MB/s;
  • trasferimento da SSD esterno USB 3.0 a hard disk USB 3.0: velocità media 84 MB/s;
  • trasferimento da hard disk USB 3.0 a SSD esterno USB 3.0: velocità media 85 MB/s.

Siamo quindi passati a test di trasferimento dai 3 dispositivi USB 3.0 al PC portatile utilizzato nei test, un modello Sony Vaio Pro con connessione USB 3.0 e unità di storage SSD. Questi i risultati ottenuti con lo stesso file di test adottato nelle misure precedenti:

  • trasferimento da hard disk USB 3.0 a SSD notebook: velocità media 85 MB/s;
  • trasferimento da chiavetta USB 3.0 a SSD notebook: velocità media 76 MB/s;
  • trasferimento da SSD esterno USB 3.0 a SSD notebook: velocità media 121 MB/s;
  • trasferimento da SSD notebook a hard disk USB 3.0: velocità media 84 MB/s;
  • trasferimento da SSD notebook a chiavetta USB 3.0: velocità media 10 MB/s;
  • trasferimento da SSD notebook a SSD esterno USB 3.0: velocità media 104 MB/s;

Migliorano i risultati in quanto l'SSD utilizzato nel notebook ha prestazioni velocistiche tanto in scrittura quanto in lettura superiori a quelli delle altre 3 periferiche esterne utilizzate nei test; queste ultime pertanto possono sfruttare al meglio tutto il margine di cui sono a disposizione e da questo un incremento per alcune di esse nelle velocità di transfer rate al secondo.

Concludiamo l'analisi verificando se l'utilizzo dell'Hub porti a una qualche penalizzazione prestazionale; abbiamo quindi collegato singolarmente le 3 periferiche USB 3.0 utilizzate in questo test direttamente al PC portatile, senza quindi servirsi dell'Hub Techly quale collegamento intermedio.

  • trasferimento da hard disk USB 3.0 a SSD notebook: velocità media 85 MB/s;
  • trasferimento da chiavetta USB 3.0 a SSD notebook: velocità media 76 MB/s;
  • trasferimento da SSD esterno USB 3.0 a SSD notebook: velocità media 126 MB/s;
  • trasferimento da SSD notebook a hard disk USB 3.0: velocità media 84 MB/s;
  • trasferimento da SSD notebook a chiavetta USB 3.0: velocità media 10 MB/s;
  • trasferimento da SSD notebook a SSD esterno USB 3.0: velocità media 110 MB/s;

E' ben evidente come il collo di bottiglia in questi risultati non sia nell'hub USB, in quanto i risultati in termini di velocità media di trasferimento dei dati non cambiano se non in misura marginale inserendo o rimuovendo questo accessorio. La velocità è limitata di fatto dalla velocità dei dispositivi: questo è ben evidente osservando i dati della chiavetta USB, che per il tipo di memorie che utilizza è molto poco brillante in scrittura di dati guadagnando un certo margine di vantaggio nei dati in lettura. Quello che possiamo aggiungere in questa analisi è che adottando un collegamento USB 2.0 con il PC, a parità di dispositivi, saremmo stati limitati quale massimo a circa 30 MB/s di velocità anche con le periferiche più veloci per via dei limiti massimi dell'interfaccia USB 2.0.

hub_usb_techly_3.jpg (46804 bytes)

Questo Hub USB 3.0 si rileva essere un accessorio utile per coloro che possiedono varie periferiche USB 3.0, che le utilizzano anche contemporaneamente e non vogliono scendere a compromessi in termini di velocità di trasmissione massima. La possibilità di collegare sino a 4 periferiche contemporaneamente permette inoltre di ottimizzare il flusso dei cavi da e verso il PC: questo è ancor più importante nel momento in cui le periferiche adottate siano fisse su una scrivania e non destinate, se non come eccezione, a venir trasportate. L'USB HUB 3.0 Techly è in vendita a questo indirizzo, al prezzo di 23,59€ IVA inclusa.


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DivX Play

scheda aggiornata 2 ore fa

DivX Play permette di riprodurre filmati in formato Divx; versione freeware senza alcun tipo di limitazione di utilizzo.


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Tutte le novità Nvidia al MWC 2014

Tegra K1 è la soluzione che porta la tecnologia di Nvidia Kepler in ambito mobile e che fa leva su ben 192 core per mettere a disposizioni altissime prestazioni in un package contenuto. Al Mobile World Congress 2014 di Barcellona Nvidia ha mostrato diverse implementazioni di Tegra K1, tra cui l'interessante versione in grado di entrare in un tablet da 7 pollici e su esso far girare Unreal Engine 4.

Abbiamo incontrato dal vivo le diverse implementazioni di Tegra K1 allo stand Nvidia, assieme ad altre interessanti novità, che trovate tutte nel nostro video:


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HWiNFO64

scheda aggiornata 1 ora fa

HWiNFO64 è un tool diagnostico che supporta tutto l'hardware del proprio PC, permettendo di evidenziare in dettaglio quali ne siano i componenti utilizzati. Compatibile con le versioni a 64bit dei sistemi operativi Microsoft Windows.

Di seguito le novità introdotte nella versione 4.22:

  • Added support of RTSS 5.3.2+ for OSD with up-to 4096 characters.
  • Added reporting of drive warning status based on SMART.
  • Added drive health status icon (OK/Warning/Failure) to summary window.
  • Improved enumeration of USB-ATA drives.
  • Enhanced sensor monitoring on ASUS A88X series.
  • Added reporting of GPU clock and improved support of Bay Trail.
  • Added nVidia Quadro K6000, GeForce GTX 760 Ti OEM.
  • Enhanced reporting of SATA features and current transfer rate.
  • Improved ICC support.
  • Enhanced sensor monitoring on ASUS A55M series.
  • Enhanced sensor monitoring on Intel DZ87 series.

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Driver AMD Catalyst 14.2 Beta

Written By Unknown on Selasa, 25 Februari 2014 | 23.03

scheda aggiornata 32 minuti fa

Driver AMD beta per schede video dalla famiglia Radeon HD 5000 sino alla serie Radeon R9 200, compatibile anche con le APU delle famiglie A e E per quanto concerne la componente GPU integrata. Questo driver implementa varie ottimizzazioni per Thief, titolo che rientra all'interno del programma AMD Gaming Evolved. Sin dal debutto grazie a questi driver Thief viene supportato da schede video AMD in abbinamento a display 4K, tecnologia AMD Eyefinity oltre a CrossFire.

Queste le principali note fornite a corredo con i driver:

  • Thief: Crossfire Profile update and performance improvements for single GPU configurations
  • Mantle: Multi-GPU configurations (up to 4 GPUs) running Battlefield 4 are now supported
  • Frame Pacing for Dual Graphics and non-XDMA configurations above 2560x1600 are now supported with Battlefield 3 and Battlefield 4
  • Dual graphics DirectX 9 application issues have been resolved
  • Minecraft: missing textures have been resolved
  • 3D applications no longer see intermittent hangs or application crashes
  • Resolves corruption issues seen in X-plane

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NGM Forward 5.5 in anteprima assoluta lo smartphone più sottile al mondo dal MWC2014

In anteprima dal Mobile World Congress NGM ha mostrato a noi di Hardware Upgrade un nuovo smartphone che vedrà la luce ufficialmente solo nel corso del prossimo mese di maggio. Il nome del nuovo terminale sarà Forward 5.5 ma, al contrario di quanto la maggior parte degli utenti potrebbe essere portata a pensare 5.5 non indica la misura della diagonale del display ma, bensì, i mm di spessore della soluzione.

Proprio così, NGM Forward 5.5 è al momento il terminale più sottile al mondo e stentiamo a credere che qualcun'altro possa fare di meglio, soprattutto integrando nella scocca dei componenti interessanti come quelli che troviamo in questo Forward.

La scheda tecnica dello smartphone annovera infatti un display da 5 pollici a risoluzione FullHD, processore octacore di produzione Mediatek, 32 GB di memoria interna dedicata allo storage e 2 GB di memoria RAM.

Molto bella l'interfaccia utente studiata da NGM che si sovrappone ad Android, in questa anteprima in versione 4.2 Jelly Bean ma che potrebbe diventare 4.4 KitKat prima del lancio. Impressiona anche la fotocamera che offrirà un sensore da 16 megapixel.

La batteria sarà da 2300 mAh, non certo un primato in questo caso ma, del resto, in 5,5 mm di spessore era forse eccessivo chiedere di più.


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OneNote per Windows 8.1 ora con supporto OneDrive

Nei giorni scorsi Microsoft ha aggiornato l'app OneNote dedicata a Windows 8.1 integrando l'utilizzo di OneDrive, soluzione di cloud storage rinominata e migliorata la scorsa settimana. OneNote rappresenta una sorta di blocco degli appunti virtuale capace di integrarsi con altri strumenti Microsoft, costantemente aggiornato e sincronizzato attraverso il cloud, raggiungibile da tablet, PC o smartphone.

Questa app può essere usata per scrivere a mano libera degli appunti, per disegnare, creare checklist e all'occorrenza integrare tutti questi elementi in altri documenti Office o in Outlook. Per rendere ancor più semplice la gestione di note e appunti è possibile sfruttare anche la funzionalità OCR; OneNote è uno strumento che su tablet ben si presta all'utilizzo dello stilo.

L'aggiornamento di OneNote introduce alcuni miglioramenti in merito all'usabilità: ora è più facile individuare la posizione delle proprie note con il link diretto "Go to note's location" e anche lo strumento Narrator per la lettura delle note è stato migliorato.

Go to Note

Ora OneNote supporta ulteriori 62 localizzazioni e lo spazio occupato su disco è stato ridotto. Nelle precedenti versioni di OneNote l'integrazione con Charm Share di Windows 8.1 non era ben implementato, mentre ora - stando alle note ufficiali riportate qui - le opzioni di condivisione sono state migliorate.

Uno strumento come OneNote trova il suo miglior utilizzo su dispositivi Tablet, ma offre anche piena flessibilità con l'accesso alle note utilizzando dispositivi tradizionali. Tra le note di rilascio Microsoft indica proprio alcune migliorie integrate nell'app utilizzando per la gestione mouse e tastiera.


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Sempre più smartphone e tablet nel 2014 di Asus

In occasione del CES di Las Vegas, lo scorso mese di Gennaio, Asus aveva presentato una completa gamma di nuove soluzioni smartphone appartenenti alla famiglia Zenfone. Si trattava di terminali con display da 4, 5 e 6 pollici di diagonale, proposti con listini particolarmente aggressivi e destinati nella strategia Asus a estendere la presenza dell'azienda taiwanese nel settore mobile. In occasione del Mobile World Congress di Barcellona Asus ripropone questa famiglia di smartphone presentando il phablet Fonepad 7 LTE.

Si tratta dell'evoluzione del modello Fonepad 7 presentato lo scorso autunno, phablet con display da 7 pollici dotato di funzionalità vocali. Nella versione LTE troviamo un SoC Intel Atom Z2560 con frequenza di clock di 1,6 GHz, che prende il posto del chip Intel Atom Z2520 con clock di 1,2 GHz adottato in Fonepad 7.

Di notevole interesse anche PadFone Mini, prodotto anche in questo caso anticipato al CES. Si tratta di uno smartphone con display da 4 pollici di diagonale, basato su SoC Intel Atom Z2560, che può essere inserito all'interno di uno chassis tablet con display da 7 pollici di diagonale. La componente tablet fornisce alimentazione supplementare, estendendo quindi la durata della batteria, oltre a rendere disponibile una modalità di fruizione dei contenuti che è quella tablet da sistema operativo, sostituendo quella tipica da smartphone accessibile utilizzando il terminale non inserito nella PadFone station. Il display dello smartphone ha risoluzione di 800x480 pixel, dato che sale a 1280x800 pixel per il pannello da 7 pollici della componente tablet.

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Asus Padfone mini 4.3

Al MWC Asus presenta anche PadFone Mini 4.3, che riprende la diagonale da 7 pollici del display della parte tablet abbinandovi uno smartphone da 4,3 pollici. Cambiano la risoluzione, che sale a 940x560 pixel, oltre al chip alla base: da un'architettura Intel Atom passiamo a quella Qualcomm Snapdragon 400 con frequenza di clock di 1,4 GHz. Accanto a questi modelli viene sempre proposto The New Padfone Infinity, abbinata tra smartphone con display da 5 pollici di diagonale e tablet da 10 pollici. Ferme restando le modalità d'uso che sono quelle già proposte con PadFone Mini, in The New Padfone Infinity troviamo un SoC Qualcomm Snapdragon 800 quad core con frequenza di clock di 2,2 GHz abbinato a fotocamera posteriore da 13 Mpixel. Il pannello dello smartphone, da 5 pollici di diagonale, ha risoluzione di 1920x1080 pixel mentre per la station tablet la diagonale da 10 pollici è abbinata ad una risoluzione di 1920x1200 pixel.

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interfaccia Asus ZenUI

Segnaliamo infine due nuove importanti novità dal versante software. La prima è l'interfaccia ZenUI proprietaria di Asus, con la quale si vuole rendere più efficiente l'utilizzo del proprio smartphone oltre in generale a migliorare organizzazione e produttività. What's Next è una funzionalità di ZenUI che evita all'utente di dover gestire attivamente l'enorme numero di informazioni con cui ha a che fare quotidianamente.  Do It Later è invece una funzionalità di ZenUI perfettamente integrata con molte app native - come Telefono, Email, Messaggistica e Browser -che permette all'utente di concentrarsi sull'attività in corso senza tuttavia dimenticare altre cose importanti da portare a termine in un secondo momento. Open Cloud, un'altra funzionalità unica su ZenUI, aiuta gli utenti a restare connessi con le proprie informazioni e accedervi ovunque si trovino sul Cloud.

La seconda novità riguarda tanto la componente software come quella hardware: parliamo di PixelMaster, nome che raccoglie una serie di funzionalità specifiche legate al rendimento della fotocamera dei dispositivi mobile di Asus. Particolarmente interessante è la modalità Low-light, grazie alla quale è ottimizzata la resa fotografica in presenza di scarsa illuminazione ambientale: attraverso la combinazione di pixel adiacenti viene aumentata la sensibilità del sensore sino al 400% e il contrasto sino al 200%, ottenendo in questo modo risultati migliori negli scatti con illuminazione scarsa.

Pur mancando significative novità rispetto a quanto anticipato al CES di Las Vegas, ma del resto è trascorso poco più di un mese da quell'evento, il Mobile World Congress 2014 è stata occasione per Asus per rimarcare il proprio interesse per il mercato dei dispositivi mobile. Il settore degli smartphone è il nuovo settore di conquista per l'azienda taiwanese e la gamma di prodotti della serie Zenfone rappresenta la prima serie in questa direzione, affiancando prodotti particolari che a tutti gli effetti possiamo definire come ibridi quali sono le soluzioni Padfone.


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Driver Catalyst 14.2 per le schede AMD, ottimizzati per Thief

AMD rende disponibile quest'oggi una nuova versione dei driver Catalyst per schede video della famiglia Radeon. Si tratta della release 14.2 beta, presentata in concomitanza con il debutto del gioco Thief. Questo è un nuovo titolo che rientra all'interno del programma AMD Gaming Evolved. Sin dal debutto grazie a questi driver Thief viene supportato da schede video AMD in abbinamento a display 4K, tecnologia AMD Eyefinity oltre a CrossFire

A partire dai primi del mese di Marzo Thief riceverà supporto ufficiale alle tecnologie Mantle e TrueAudio, estendendo quindi il numero di titoli con i quali potranno venir utilizzate queste nuove API. Al momento attuale Battlefield 4 permette di sfruttare Mantle con le GPU AMD Radeon di ultima generazione ma si prevede nei prossimi mesi il rilascio di nuovi titoli dotati di questa caratteristica.

I driver Catalyst 14.2 implementano anche un fix per Minecraft che aveva afflitto la precedente versione dei driver, oltre a correggere alcuni problemi di stabilità con applicazioni 3D. E' stato migliorato il supporto ai giochi con API DirectX 9 in configurazione AMD Dual Graphics, mentre non sono più presenti artefatti con X-Plane.

Il download dei driver è disponibile in locale a questo indirizzo, in versioni a 32bit e a 64bit per i sistemi operativi Windows 8.1, Windows 8 e Windows 7.</</span>


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