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Fable Legends sarà free-to-play

Written By Unknown on Sabtu, 28 Februari 2015 | 23.03

Il titolo multiplayer annunciato all'E3 2014, e attualmente in fase di sviluppo presso Lionhead Studios, sarà free-to-play, come si può leggere sul sito ufficiale del gioco. Questo vuol dire che i giocatori potranno accedere liberamente a tutta la storyline e alle quest di questo titolo multiplayer 4 vs 1.

Fable Legends

"Potrete giocare Fable Legends dall'inizio alla fine senza spendere un centesimo", dice David Eckelberry, game director di Lionhead. "Questo vuol dire che avrete accesso all'intera storyline di Fable Legends e a tutte le quest che rilasceremo quest'anno e dopo".

Come guadagneranno allora Microsoft e Lionhead? Qualsiasi oggetto di equipaggiamento che renda gli eroi o le creature sotto il loro controllo più potenti potrà essere acquistato con l'argento, spiegano gli sviluppatori. E l'argento si guadagnerà semplicemente giocando. "Tutto quello che ha un impatto sul gameplay potrà essere ottenuto giocando", puntualizzano.

Ma in Fable Legends ci sarà anche una valuta ottenibile con denaro reale. Si tratta dell'oro, che potrà essere utilizzato per acquistare gli oggetti di equipaggiamento che possono essere acquistati anche in argento.

In Fable Legends quattro personaggi collaborano tra di loro, e ognuno di essi ha un ruolo ben preciso. Un altro giocatore può assumere i panni del cattivo, decidere dove far comparire i mostri e quali devono essere i loro attacchi. Il tutto attraverso una visuale isometrica allestita appositamente per lui.


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PowerVR GT7900: la nuova GPU mobile batte, e non di poco, una GeForce GT 730M

Imagination Technologies ha oggi tolto i veli da PowerVR GT7900, nuova GPU top di gamma della famiglia Series7XT per applicazioni embedded. Si tratta di un chip grafico che, stando alla società, può contrastare con estrema disinvoltura modelli di fascia medio-bassa concorrenti pensati per sistemi notebook. Il paragone è nello specifico fatto con la GeForce GT 730M di NVIDIA.

Imagination Technologies PowerVR GT7900

Secondo il primo comunicato di Imagination Technologies, alla stessa frequenza operativa di 800MHz, PowerVR GT7900 è in grado di sfoderare circa 800 GFLOPS in FP32 e 1,6 TFLOPS in FP16, laddove la concorrente di Santa Clara si ferma a 550 GFLOPS in FP32. Sarà tuttavia difficile, se non impossibile, vedere la nuova GPU top di gamma all'interno di uno smartphone.

Laddove PowerVR GT7800 è il chip destinato ad essere adottato nei dispositivi di dimensioni più piccole (smartphone di fascia alta, sistemi di infotainment delle automobili), GT7900 è invece pensato soprattutto per ultrabook e tablet di fascia alta. In più, Imagination Technologies si rivolge anche alla "nuova categoria di dispositivi" delle console da gioco economiche.

Il vantaggio in termini prestazionali è dato da un considerevole aumento del numero degli ALU core (più del doppio), oltre ad ulteriori mglioramenti sull'architettura. La nuova GPU si compone complessivamente di 512 ALU core disposti all'interno di 16 unified shading cluster (USC) basati sulla architettura Rogue che già la società ha usato in molti dei suoi chip più recenti.

Imagination Technologies PowerVR GT7900

Non mancherà il supporto alle API OpenGL ES 3.1 + AEP (Android Extension Pack), così come il supporto alla tassellatura via hardware e agli algoritmi di compressione delle texture in HDR. Imagination Technologies rimarca ancora una volta la capacità delle sue GPU di mantenere inalterate (o quasi) le prestazioni grafiche anche in seguito ad uno stress prolungato.

Il nuovo PowerVR GT7900 non tradirà questa tradizione, con un degrado quasi del tutto inesistente dopo circa 30 minuti di gioco. In confronto, secondo la società, le altre tecnologie concorrenti attualmente disponibili su mobile palesano un consistente degrado prestazionale alla mezzora, con fino al 50% delle performance in meno.

Imagination Technologies PowerVR GT7900

Il merito di un vantaggio simile è della tecnologia PowerGearing che permette di disabilitare dinamicamente alcune parti della GPU quando non necessarie, in modo da risparmiare sugli oneri energetici del chip e, conseguentemente, produrre meno calore. La nuova GPU è in grado inoltre di supportare risoluzioni 4K con un output a 60fps e supporto nativo al range di colori YUV a 10-bit.

PowerVR GT7900 sarà in grado di renderizzare ambienti grafici di qualità paragonabile alle produzioni su console, e le sue prodezze verranno mostrate con la demo Dwarf Hall al prossimo GDC 2015. Maggiori informazioni sulle nuove tecnologie di Imagination Technologies possono essere trovate in questa pagina.

Imagination Technologies PowerVR GT7900

La società non lo ha specificato esplicitamente, ma storicamente le GPU PowerVR vengono integrate all'interno dei dispositivi della Mela. È chiaro che la nuova GT7900 possa essere fra i candidati principali per essere integrata sugli iPad di nuova generazione, mentre una versione leggermente depotenziata potrà essere la prescelta per gli iPhone 6s, tutti terminali comunque non attesi prima del prossimo autunno.


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Android Pay a maggio: tap-and-pay per tutti per contrastare Apple

Google si appresta a lanciare una nuova API per i pagamenti chiamata Android Pay che avrà l'obiettivo non solo di semplificare l'esecuzione dei pagamenti all'interno di app di terze parti, ma anche di diffondere i pagamenti negli store fisici attraverso smartphone compatibili con le tecnologie NFC. La notizia proviene da fonti "affidabili" citate da ArsTechnica a pochi giorni dall'annuncio dell'acquisizione di Softcard da parte di Big G.

NFC

Chiamata precedentemente Isis, Softcard era un'applicazione tap-and-pay sviluppata da vari operatori telefonici americani proprio per contrastare Google Wallet. Verizon, AT&T e T-Mobile avevano fondato una joint venture nel 2010, ma l'app non è stata lanciata prima del 2012 per vari problemi di natura tecnica. I tre carrier si sono però arresi, vendendo ad un prezzo non ufficializzato le tecnologie alla base dell'app.

Google ha annunciato lunedì l'acquisizione, dichiarando di essersi appropriata di "tecnologie e proprietà intellettuali molto interessanti" detenute da Softcard. È probabile che il prezzo di vendita sia stato inferiore ai 100 milioni, una cifra ben al di sotto degli investimenti operati dalla joint venture negli anni passati. Ma questo è il momento migliore per rilanciare le tecnologie di pagamenti, e Google lo sa bene.

L'arrivo di Apple Pay sui mercati americani è stato un successo, ma non solo per la Mela. Anche i servizi concorrenti, fra cui Google Wallet, hanno beneficiato della nuova linfa portata al mercato dal servizio di pagamenti di Cupertino, e Google vuole un prodotto che sia più in linea con le richieste del pubblico rispetto all'attuale Google Wallet, soprattutto sul piano della semplicità d'uso e di implementazione.

Android Pay funzionerà per certi versi in maniera molto simile a Google Wallet: consentirà di registrare le proprie carte di credito o di debito all'interno del servizio, e darà la possibilità di effettuare transazioni all'interno di un'app o con i vari POS abilitati nei vari negozi mediante un singolo tap. Naturalmente, in quest'ultimo caso Android Pay si baserà su NFC con il supporto delle tecnologie Host Card Emulation (HCE) di Google.

Rispetto alle Google Wallet API, tuttavia, l'implementazione delle varie funzionalità di pagamento all'interno delle app di terze parti sarà molto più semplice. Android Pay, inoltre, potrebbe avere costi di gestione inferiori per Google. Al momento, Google Wallet ha la necessità di abbinare una scheda virtuale per ogni carta di credito o debito inserita nel servizio, con la quale la società versa ai beneficiari i pagamenti degli utenti.

Si tratta di una procedura che, secondo alcune fonti, costringerebbe Google stessa al pagamento di una piccola "tassa" per ogni transazione effettuata, piccolo compromesso a cui Big G è disposta a cedere per via dei dati sensibili e delle informazioni che riesce ad ottenere dalle transazioni, dati che poi può utilizzare indirettamente per la sua piattaforma pubblicitaria. Le nuove API potrebbero però funzionare in modo diverso, eliminando la necessità della scheda virtuale e riducendo o addirittura annullando del tutto questa particolare tassa.

Android Pay dovrebbe essere annunciato a maggio all'interno della Google I/O, tuttavia non preannuncia, almeno per il momento, la fine del servizio parallelo Google Wallet. Entrambi potranno coesistere, hanno specificato le fonti, anche se saranno i risultati delle due piattaforme a stabilirne l'esito finale.


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Facebook e i suicidi, la società rilascia degli strumenti per la prevenzione

Facebook ha annunciato il rilascio di strumenti appositi per prevenire eventuali suicidi che magari sono stati preannunciati in qualche modo sul social network. I nuovi tool sono frutto della collaborazione della società di Zuckerberg con organizzazioni come Forefront, Now Matters Now, la National Suicide Prevention Lifeline e Save.org, e con l'apporto diretto di esponenti che hanno avuto trascorsi autolesionisti o che hanno tentato il suicidio.

Facebook, tool per la prevenzione dei suicidiFacebook, tool per la prevenzione dei suicidi

Sfruttando i nuovi strumenti, gli utenti del social network possono riportare quei post in cui si esprimono intenzioni autolesioniste o suicide, con l'obiettivo di ottenere l'aiuto da parte di Facebook e, nello specifico, delle organizzazioni apposite che contatteranno lo stesso utente. I post segnalati verranno esaminati da un team in tempo reale, il quale offrirà un supporto diretto sulla base di un sistema di priorità con cui verrà stabilita l'entità di ogni singolo caso.

Gli individui che avranno bisogno del supporto riceveranno una notifica sulla parte superiore della News feed in cui verrà consigliata una consulenza da parte di un amico o di un organo specifico, come gli stessi esperti della National Suicide Prevention Lifeline. L'utente potrà inoltre selezionare una voce con cui ricevere consigli e supporto immediato. La funzionalità sarà distribuita per adesso solo negli Stati Uniti, ma verrà espansa in futuro anche nel resto del mondo.

Che Facebook sia decisamente interessata a contrastare fenomeni di questo tipo non è certo una novità. È un servizio estremamente legato alla vita sociale dei propri utenti, e per molti è divenuto un vero e proprio diario della propria vita. Proprio per questo uno strumento del genere sul social di Zuckerberg potrebbe salvare molte vite se utilizzato correttamente. È bene precisare però che il servizio non si sostituisce agli organi di prevenzione locali, che è sempre un bene contattare soprattutto nei casi più gravi.


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La TouchWiz è davvero più lenta di Android stock? La risposta in una serie di test

Samsung Galaxy Note 4 e Motorola Nexus 6 hanno una piattaforma hardware molto simile, tuttavia si differenziano per una caratteristica essenziale: la versione di Android installata. Entrambi sono aggiornabili ad Android 5.0 Lollipop ma il phablet di Samsung viene notoriamente personalizzato con la TouchWiz, ritenuta dai più come un'interfaccia pesante che porta il dispositivo a "laggare" - ovvero presentare rallentamenti facilmente individuabili - anche dove non dovrebbe.

Nexus 6 e Galaxy Note 4

Ma si tratta di verità, o di una di quelle leggende metropolitane dovute alle esperienze avute con le prime versioni dell'interfaccia? Hanno cercato di rispondere in maniera oggettiva a questa domanda i ragazzi di PhoneArena, effettuando una serie di test per verificare le prestazioni di Galaxy Note 4 e Nexus 6 in ambiente Android, personalizzato o meno. I test hanno l'obiettivo di verificare sia la fluidità che i tempi di apertura delle app, e i risultati ottenuti non sono poi così scontati.

Per realizzare i test di fluidità dell'interfaccia, i ragazzi di PhoneArena hanno utilizzato una versione custom di GameBench, ovvero un tool che consente di misurare i fotogrammi renderizzati all'interno di applicazioni di terze parti, per poi stabilire una media finale. Hanno inoltre utilizzato uno script da eseguire per ogni test in modo da ottenere risultati affidabili sulla base di interazioni di volta in volta sempre identiche. Per valutare invece i tempi d'apertura delle applicazioni sono state usate le registrazioni di una videocamera, prendendo come riferimento le tempistiche dei fotogrammi in cui l'app stessa veniva lanciata e completava il caricamento.

Nexus 6 vs Galaxy Note 4 test di fluidità

Il test di fluidità vede come vincitore Nexus 6, sempre prossimo ai 60fps (soglia massima legata alla frequenza di aggiornamento dei display) ad esclusione del test del browser (43 frame al secondo). Note 4, di contro, arranca soprattutto nel browser (36 fps) e nella Galleria di immagini nativa (39 fps). In tutte le altre applicazioni le differenze non sono consistenti a tal punto da essere discernibili ad occhio nudo.

La situazione è particolarmente diversa e più articolata nel test di apertura delle applicazioni. PhoneArena ha effettuato i test sia "a freddo" che "a caldo", ovvero accedendo all'app sia da spenta, che da attiva in background. In questo caso il Nexus 6 si è rivelato più efficace nella gestione della memoria, anche se "a freddo" è stato Galaxy Note 4 ad avere definitivamente la meglio. È possibile che questo comportamento sia dovuto alla crittografia dei dati nativa sul Nexus 6, che rallenta leggermente le prestazioni della memoria flash integrata.

Nexus 6 vs Galaxy Note 4, test di apertura applicazioni

In definitiva appare chiaro che, a parte alcune situazioni ben specifiche, Galaxy Note 4 riesce a confrontarsi a testa alta con il dispositivo "Pure Google" della concorrenza, palesando prestazioni mediamente comparabili a quelle di Nexus 6, talvolta inferiori ma altre volte anche superiori. Il test è molto interessante e serve soprattutto a sfatare un mito, anche se solo in parte. La TouchWiz - così come probabilmente ogni personalizzazione di terze parti - rallenta di fatto le prestazioni del dispositivo in uso, ma le differenze sono minime, ed è chiaro che i lavori di ottimizzazione da parte di Samsung abbiano portato parecchi frutti nel corso degli ultimi anni.


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LibreOffice 4.4.1

Written By Unknown on Jumat, 27 Februari 2015 | 23.03

Utility di produttività personale compatibile con la maggior parte delle suite office disponibili sul mercato; è completamente gratuita, disponibile per varie piattaforme e liberamente distribuibile. Comprende i seguenti elementi:

Writer is the word processor inside LibreOffice. Use it for everything, from dashing off a quick letter to producing an entire book with tables of contents, embedded illustrations, bibliographies and diagrams. The while-you-type auto-completion, auto-formatting and automatic spelling checking make difficult tasks easy (but are easy to disable if you prefer). Writer is powerful enough to tackle desktop publishing tasks such as creating multi-column newsletters and brochures. The only limit is your imagination.

Calc tames your numbers and helps with difficult decisions when you're weighing the alternatives. Analyze your data with Calc and then use it to present your final output. Charts and analysis tools help bring transparency to your conclusions. A fully-integrated help system makes easier work of entering complex formulas. Add data from external databases such as SQL or Oracle, then sort and filter them to produce statistical analyses. Use the graphing functions to display large number of 2D and 3D graphics from 13 categories, including line, area, bar, pie, X-Y, and net – with the dozens of variations available, you're sure to find one that suits your project.

Impress is the fastest and easiest way to create effective multimedia presentations. Stunning animation and sensational special effects help you convince your audience. Create presentations that look even more professional than the standard presentations you commonly see at work. Get your collegues' and bosses' attention by creating something a little bit different.

Draw lets you build diagrams and sketches from scratch. A picture is worth a thousand words, so why not try something simple with box and line diagrams? Or else go further and easily build dynamic 3D illustrations and special effects. It's as simple or as powerful as you want it to be.

Base is the database front-end of the LibreOffice suite. With Base, you can seamlessly integrate your existing database structures into the other components of LibreOffice, or create an interface to use and administer your data as a stand-alone application. You can use imported and linked tables and queries from MySQL, PostgreSQL or Microsoft Access and many other data sources, or design your own with Base, to build powerful front-ends with sophisticated forms, reports and views. Support is built-in or easily addable for a very wide range of database products, notably the standardly-provided HSQL, MySQL, Adabas D, Microsoft Access and PostgreSQL.

Math is a simple equation editor that lets you lay-out and display your mathematical, chemical, electrical or scientific equations quickly in standard written notation. Even the most-complex calculations can be understandable when displayed correctly. E=mc2.

LibreOffice also comes configured with a PDF file creator, meaning you can distribute documents that you're sure can be opened and read by users of almost any computing device or operating system.


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AVG Antivirus Free

scheda aggiornata 2 ore fa

Versione 2015 freeware del famoso antivirus sviluppato da AVG Technologies. Le opzioni disponibili consentono una completa protezione del sistema da virus e malware; si segnala, oltre alla scansione in realtime, anche il controllo dei messaggi email in entrata e in uscita.

Di fatto questa versione non ha particolari e macroscopiche limitazioni rispetto alle release coperte da licenza commerciale; il supporto post vendita ovviamente non viene garantito ma comunque la disponibilità di svariata documentazione online dovrebbe sopperire alla mancanza.

La licenza gratuita è disponibile solo per impieghi personali o in ambito domestico.


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Aggiornamento per OneDrive su Windows Phone

Continuano le novità Microsoft dedicate a OneDrive: dopo gli annunci relativi a nuove API e nuovo spazio a disposizione per gli utenti, un post sul blog ufficiale mostra interessanti novità relative all'app per Windows Phone.

Viene introdotta la possibilità di gestire un secondo account dall'app OneDrive, opzione particolarmente utile per chi organizza i propri contenuti online su differenti account di OneDrive. Il tutto poi è gestibile in modo unificato da un singolo pannello dell'app.

Per offrire invece maggior protezione ai propri contenuti la versione aggiornata dell'app prevede l'utilizzo di un codice PIN a 4 cifre per l'accesso. In questo modo anche avendo disattivato il blocco del telefono e la password iniziale i file di OneDrive risulteranno comunque protetti.

C'è poi una novità che riguarda la gestione delle fotografie da OneDrive via app: all'utente è data la possibilità di creare da smartphone album, organizzando le immagini e condividendole con modalità simili a quanto introdotto tempo fa nella versione online


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Una partita NHL in realtà virtuale

La realtà virtuale, fra i tantissimi ambiti di utilizzo che già adesso si profilano, potrebbe cambiare anche il modo di fruire lo sport in TV. Potrebbe essere in grado, infatti, di rendere gli eventi sportivi più coinvolgenti per lo spettatore che li segue da casa, colmando la differenza tra guardarli dal vivo e guardarli in TV.

Otoy, una startup che si occupa di grafica elaborata in cloud, ha inteso dimostrare che tutto questo è già possibile registrando un match di NHL tra Los Angeles Kings e San Jose Sharks con telecamere a 360 gradi e trasmettendolo in streaming.

Gli spettatori possono guardare le partite così registrate con i PC connessi a Oculus Rift o sui dispositivi mobile tramite il nuovo Samsung Gear VR. Dal momento che l'azione viene filmata da diverse angolazioni, gli spettatori possono scegliere il loro punto di vista e quindi se seguire la partita da bordo campo o se entrare direttamente nel vivo dell'azione e posizionarsi sopra una delle due porte.

Si può scegliere di vedere le sessioni di allenamento dalla panchina, seguire tutte le attività pre-match oppure di posizionarsi a ridosso della porta per avere una visuale altamente spettacolare su quello che succede sul ghiaccio. Otoy ha registrato le immagini con telecamere dotate di sensore 6K in modalità high dynamic range. Si tratta di camere plenottiche (Light Field) sperimentali progettate per offrire una maggiore qualità visiva tramite la cattura di informazioni in 4D sul campo luminoso della scena.

"La realtà virtuale ci offre l'opportunità di seguire lo sport in un modo completamente nuovo", ha detto Jules Urbach, CEO di Otoy. "A prescindere dal luogo in cui ti trovi, potrai seguire la partita come la seguono coloro che hanno comprato il biglietto e si trovano a ridosso dell'azione. L'NHL è stata da sempre avanti sulle tecnologie e le modalità di visione per i fans, per cui siamo entusiasti di poter usare la tecnologia di realtà virtuale di Otoy per aiutare la Lega a raggiungere ancora più fans".

"Con i recenti progressi della realtà virtuale, la National Hockey League è entusiasta di esplorare nuovi tipi di esperienze da offrire ai suoi fans", ha aggiunto Peter DelGiacco, chief technology officer NHL. "La partita all'aperto tra i Kings e gli Sharks tenutasi al Levi's Stadium è stata una grande occasione per testare la tecnologia di realtà virtuale in un match di NHL.


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Disponibili i due nuovi zoom Leica T annunciati a Photokina

Disponibili i due zoom per il sistema T che Leica ha anticipato a Photokina 2014, vale a dire Il Super-Vario-Elmar-T 11–23 mm f/3.5–4.5 ASPH e l'APO Vario-Elmar-T 55–135 mm f/3.5–4.5 ASPH.


Il Super-Vario-Elmar-T 11-23 mm f/3.5–4.5 ASPH, zoom grandangolare equivalente a 17-35mm, è composto da 14 elementi in 11 gruppi, con 4 superfici asferiche, e offre angoli di campo diagonale compresi tra 103° e 65°, mettendo a fuoco a partire da 20cm. Misura 77x73mm (LxD), pesa 386g e utilizza filtri di diametro 67mm (attacco filtri non rotante).


L' l'APO Vario-Elmar-T 55–135 mm f/3.5–4.5 ASPH , tele-zoom equivalente a 80-200mm, è invece composto da 12 elementi in 10 gruppi, con una superficie asferica, e offre angoli di campo diagonale compresi tra 12° e 28°, mettendo a fuoco a partire da 1m. Misura 110x68mm (LxD), pesa 500g e utilizza filtri di diametro 60mm (attacco filtri non rotante).
I due nuovi arrivi si aggiungono ai già disponibili 23mm e 18-56mm portando a 4 le ottiche attualmente disponibili per il sistema Leica T.

Chi volesse, e consigliamo di farlo, sul sito Leica troverà una selezione di immagini scattate da Maik Scharfscheer, Nick Rains, Sim Tiak Siew e Michael Lee con queste due ottiche. Qui le immagini scattate con l'11-23mm, qui le immagini scattate con il 55-135mm.


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WhatsApp Web adesso compatibile su Firefox e Opera, ma niente da fare per chi ha iPhone

Written By Unknown on Kamis, 26 Februari 2015 | 23.03

WhatsApp Web ha introdotto lo scorso mese di gennaio la possibilità di conversare all'interno del servizio di messaggistica istantanea anche con sistemi desktop. Funziona attraverso browser e da giovedì ha introdotto anche il supporto di Firefox e Opera; inizialmente era compatibile esclusivamente con Chrome.

WhatsApp Web

La web-app è stata accolta con grande furore dal popolo della rete e dagli utenti storici del servizio, tuttavia la sua particolare implementazione ha tagliato fuori tutti gli utenti iPhone. Le restrizioni su App Store non consentono il supporto di applicazioni che sfruttano le tecnologie scelte da WhatsApp, che usa un sistema proprietario per sincronizzare i messaggi ricevuti sullo smartphone con la web-app.

Jan Koum, CEO e co-fondatore della società, in occasione del lancio ufficiale di WhatsApp Web aveva specificato che la funzione non sarebbe apparsa su iPhone per via dei limiti imposti da Apple nel suo App Store, e non è da attendersi in tempi brevi sui melafonini (a meno che non si applichi il jailbreak, invalidando la garanzia del terminale).

WhatsApp Web funziona però con le restanti piattaforme mobile più diffuse, tra cui Android, Windows Phone e BlackBerry, e da poco è compatibile non solo su Chrome, ma anche su Firefox e Opera. La novità è stata annunciata dalla stessa società mediante l'account Twitter ufficiale, mentre il servizio è raggiungibile a questo indirizzo, una volta effettuato il log-in attraverso la scansione del codice QR nella pagina.


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Evolve: il miglior titolo multiplayer dell'anno è innovativo e simil-MOBA

Le prime partite sono incredibilmente esaltanti. Lo sono perché il gioco è veramente innovativo e perché è bilanciato: non solo per gli equilibri di forza dei vari personaggi coinvolti nei match ma anche per quanto riguarda la distribuzione del divertimento all'interno della struttura asimmetrica. Mi spiego meglio: l'asimmetria esalta in maniera efficace gli elementi di forza del gioco. Come abbiamo già visto, infatti, nella precedente anteprima, in Evolve un team di quattro cacciatori deve mettersi sulle tracce di un possente e resistente Mostro.

Proprio il coinvolgimento all'interno di questa perenne caccia è uno degli elementi più riusciti del titolo Turtle Rock. Non c'è neanche un attimo da perdere: non appena i cacciatori si paracadutano a terra devono subito seguire le tracce della bestia. Questa nel frattempo deve fuggire il più velocemente possibile e uccidere le creature gestite dall'IA e mangiarne i loro corpi per migliorare il suo scudo e scalare verso gli stadi evolutivi successivi. Al primo stadio, infatti, il Mostro è assolutamente vulnerabile, e non può affrontare i cacciatori con i loro jetpack e le loro abilità.

L'inseguimento dei cacciatori non è facile, e devono essere reattivi, abili nel padroneggiare le loro abilità e capaci di interpretare subito la mappa di gioco. Vengono in loro soccorso alcuni segnali più o meno evidenti: devono scrutare la vegetazione, nel caso il Mostro abbia involontariamente abbattuto degli alberi, e la fauna. Dei rapaci, infatti, si posano sulle carogne divorate dal Mostro, il quale lascia anche delle voluminose orme. Uno dei cacciatori, il Trapper, è poi dotato di una "simpatica" bestiola, conosciuta come Daisy, che fiuta automaticamente la posizione del Mostro e si mette sulle sue tracce.

Da parte sua il Mostro deve uccidere velocemente, mangiare senza esitazioni e poi fuggire verso una direzione che non sia prevedibile per gli umani. Una strategia valida potrebbe essere quella di uccidere sporadicamente: ricordiamo, infatti, che per lui nutrirsi è cruciale ma allo stesso tempo in questo modo rivela la sua posizione ai Cacciatori. Quando sarà al secondo stadio potrà iniziare a ingaggiare una lotta equilibrata contro i quattro umani, ma solamente al terzo stadio sarà in grado di sfruttare al meglio la sua mole e le sue abilità.

La partita base di Evolve si svolge così: i Cacciatori si mettono subito sulle tracce delle bestia e cercano di segnalarsi a vicenda vari indizi. Con il tasto "Q" (su PC) possono indicare la direzione verso la quale il Mostro si sta muovendo, e se premono in corrispondenza della sua sagoma lo "spottano", consentendo ai compagni di team di avere consapevolezza della posizione dell'avversario. I Cacciatori devono poi stare sempre uniti, perché rimanere da soli si traduce, praticamente istantaneamente, in un'uccisione a favore del Mostro.

Una volta individuato quest'ultimo, il Trapper deve abilitare la Cupola Portatile per imprigionare il Mostro. Questi, infatti, non potrà più scappare dall'area e dovrà cercare di resistere il più possibile, e verificare se può far danni ai Cacciatori, per ottenere una nuova possibilità di fuga. Naturalmente poi potrà muoversi liberamente, sfruttando le sue eccellenti doti di arrampicata e di devastazione del mondo di gioco.

All'interno della Cupola Portatile il Medico deve poi usare il suo Fucile Tranquillante per rallentare i movimenti del Mostro, e poi il Fucile di Precisione per creare punti deboli sulla corazza delle prede che i compagni possono prendere di mira. A questo punto subentrano in gioco Assaltatore e Supporto. La prima è sostanzialmente la tipica classe DPS, mentre il secondo può proteggere il primo, parando i colpi ricevuti, mentre è "focussato" dalla bestia. Ma il Supporto può anche sopperire ad alcune funzioni di inviduazione del Mostro, per esempio tramite il dispositivo UAV, che in altri casi sono di competenza del Trapper.

Il Mostro, da parte sua, invece, deve concentrarsi inizialmente sul Medico. Questa classe è infatti fondamentale per rimettere in salute i compagni e per potenziarli, in modo da aumentare la loro efficacia nell'attacco al Mostro. Questo, comunque, è solo uno schema di attacco e di difesa, visto che le cose possono variare sulla base della mappa e della modalità di gioco, ma spero che sia sufficiente per dare un'idea iniziale sulla profondità strategica offerta da Evolve.


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Lytro cambia: nel mirino video e realtà virtuale

Lytro cambia: nel mirino video e realtà virtuale

"Famosa fra gli appassionati per aver creato la Light Field Camera, Lytro annuncia un cambio di rotta per puntare dritta su contenuti video e realtà virtuale"

Gli appassionati assoceranno il nome di Lytro a quello della Light Field Camera, che mette offre un sistema di ripresa decisamente insolito: all'immagine è associata una "mappa di profondità", permettendo quindi di mettere a fuoco lo scatto nella zona desiderata dopo e non prima del click. Dopo il primo modello l'azienda ha dato continuità al progetto con Illum, una fotocamera a tutti gli effetti, dotata di ottica 30-250mm equivalenti F2 e in grado di produrre immagini a 4 megapixel nelle quali mettere a fuoco i soggetti dopo lo scatto.

The Verge ci informa che Lytro ha adesso altri progetti, ovvero quello di sfruttare le tecnologie finora consolidate per puntare dritta al mondo dei contenuti video e nella realtà virtuale. Fresca di nuovi finanziamenti (50 milioni di Dollari), l'azienda si dice convinta che le proprie tecnologie rispondano perfettamente alle esigenze legate al mondo virtuale e alla creazione di video da integrare nei vari apparecchi indossabili, ma non solo.

Non una buona notizia per alcuni dipendenti, poiché l'organico di circa 130 persone sarà immediatamente ridotto di 25-50 unità, per far posto ad almeno altrettanti elementi focalizzati sui nuovi obiettivi. Stando a quanto affermato da Jason Rosenthal, CEO di Lytro, chi realizza ambientazioni virtuali potrà trarre innumerevoli vantaggi dalle tecnologie del marchio, per realizzare molto più facilmente un mondo che deve essere rapportato a chi indossa un headset di realtà virtuale con tanto di giochi prospettici ed elementi più o meno a fuoco.

Per ora le informazioni finiscono qui ma non mancheremo di aggiornarvi non appena si saprà qualcosa di più preciso.


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Filezilla

scheda aggiornata 1 ora fa

Semplice e intuitivo client ftp in grado di gestire contemporaneamente più sessioni di trasferimento supportando anche le opzioni di resuming. L'utente ha la possibilità di creare un elenco di indirizzi preferiti ai quali saranno anche associate le credenziali di accesso. Sul fronte della sicurezza supporta sessioni SSL e può essere utilizzato anche tramite proxy. Inoltre, per una più semplice gestione dei trasferimenti molte opzioni sono disponibili in drag and drop.

Qui di seguito le novità introdotte nell'ultima release:

3.9.0.5 (2014-09-06) - Fix auto-updater not being able to download updates


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Con Android for Work Google guarda al settore PRO

A distanza di parecchi mesi Google torna a parlare di Android for Work: lo aveva fatto in occasione dell'evento Google I/O ma ora ha pubblicato una serie di informazioni che permettono di capire meglio le caratteristiche e la portata dell'iniziativa.

Google parte da una considerazione semplice e condivisibile: Android è tanto diffuso in ambito consumer ma assai meno tra i professionisti, e anche per questi utenti le opportunità sarebbero molto elevate. Certo, guardando alla clientela professionale, all'utilizzo dei dispositivi in ambito aziendale ci sono alcuni aspetti del sistema operativo da rivedere, e proprio questo è uno degli scopi di Android for Work

Nel documento diffuso da Google si legge che con Android 5 sono stati fatti importanti passi avanti sul fronte della sicurezza, infatti, Lollipop presenta un sistema di criptazione attivo di default e offre supporto multi-utente permettendo così di creare profili professionali nei quali isolare i dati aziendali. Potranno poi essere creati profili personali con la possibilità di mantenere sfera privata e lavorativa ben separata.

Per gli amministratori di rete, inoltre, la possibilità di gestire i profili professionali sui terminali e l'installazione di apposite app validate rappresentano importanti potenzialità. Su sistemi Android più datati sui quali non è presente l'approccio multiutente è possibile installare l'app Android for Work che mette a disposizione un set di strumenti professionali in un ambiente sofware dedicato, ambiente personalizzabile dagli amministratori IT che permette l'accesso alla mail aziendali e altri servizi.

Anche su questi dispositivi è ben definita la separazione tra ambito professionale e privato. L'iniziativa Android for Work va però oltre alla disponibilità di un'app o di una serie di strumenti software, infatti Google ha individuato una serie di partner con i quali collaborare per portare il proprio sistema operativo mobile anche in ambienti professionali.

Questi partner - tra i quali citiamo SAP, Citrix, Lenovo, Dell, Adobe Samsung e Cisco - dovranno concorrere a sviluppare soluzioni software tali da promuovere Android anche in azienda; è previsto anche lo sviluppo di dispositivi hardware ottimizzati per questo tipo nuovo di clientela. Si tratta di un'iniziativa importante e di larga portata che potrebbe offrire nuovi e importanti spazi di espansione a Google nel segmento mobile.


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LG annuncia la disponibilità di G Flex2: prima negli States, a seguire in Europa e Asia

Written By Unknown on Rabu, 25 Februari 2015 | 23.03

A pochi giorni dal Mobile World Congress, LG annuncia la disponibilità internazionale di G Flex2, lo smartphone di fascia alta con schermo P-OLED curvo. Lo smartphone sarà distribuito prima negli Stati Uniti, in Hong-Kong, Singapore, Francia, Germania e Regno Unito, per poi raggiungere l'Europa e l'Asia nelle settimane successive all'evento di Barcellona. LG G Flex2 è previsto anche in Italia.

LG G Flex2

Annunciato il mese scorso al CES 2015 di Las Vegas, LG G Flex2 si caratterizza naturalmente per il suo display da 5,5" P-OLED curvo a risoluzione Full-HD. Lo smartphone è però decisamente interessante anche sotto la scocca, rappresentando uno fra i punti di riferimento attuali in termini di performance grazie al suo processore Qualcomm Snapdragon 810 integrato, supportato da 2GB di RAM DDR4.

Come sul precedente modello, la scocca posteriore è realizzata con una plastica "Self Healing", in grado di auto-rigenerarsi in pochi secondi da eventuali graffi. La batteria integrata è da 3.000mAh e può essere ricaricata da 0 a 50% in poco più di mezzora grazie alla tecnologia Fast Charge proprietaria. LG G Flex2 viene proposto nativamente con Android 5.0 Lollipop e dispone di due fotocamere, fra cui la principale ha un sensore da 13MP con tecnologia di stabilizzazione ottica proprietaria.

G Flex è una famiglia di prodotti di nicchia di LG, nata soprattutto come banco di prova per mostrare fin dove i coreani riescono a spingersi. I display curvi e flessibili però non si sono mostrati molto appetibili sul piano commerciale quanto su quello tecnologico, ma nonostante tutto la società ci riprova con un modello di dimensioni meglio gestibili, una CPU più potente e un display di qualità superiore. Il dispositivo potrebbe arrivare in Italia nelle ultime settimane di marzo ad un prezzo non ancora ufficializzato.

LG G Flex2

Di seguito vi riportiamo la lista delle specifiche tecniche di LG G Flex2:

  • SoC: Qualcomm Snapdragon 810 octa-core a 64-bit da 2.0GHz
  • Display: 5.5" Full HD P-OLED Curvo (403 ppi)
  • Memoria: 16/32GB eMMC ROM, 2GB DDR4 RAM, microSD slot (fino a 2TB)
  • Fotocamere: 13.0MP con OIS+ e Auto Focus Laser, frontale da 2.1MP
  • Batteria: 3.000mAh non rimovibile
  • OS: Android 5.0 Lollipop
  • Dimensioni: 149,1 x 75,3 x 7,1-9,4 mm
  • Peso: 152g
  • Connettività: Reti 4G LTE, Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac, Bluetooth Smart Ready (Apt-X) 4.1, NFC, SlimPort, A-GPS, Glonass, USB 2.0

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Processo FinFET a 10nm, anche Samsung al lavoro

Kinam Kim, presidente della divisione semiconduttori di Samsung Electronics, ha avuto modo di presentare la visione dell'azienda sullo sviluppo delle tecnologie di produzione dei chip in occasione dell'International Solid-State Circuits Conference 2015.

L'azienda koreana ha annunciato di essere al lavoro sullo sviluppo della prossima generazione di transistor FinFET a 10 nanometri, ma Kim sostiene che per proseguire ancor oltre nello svilupo di tecnologie più raffinate è necessario individuare nuovi materiali e passare a nuove strutture di transistor.

Kim è convinto che le innovazioni nel campo dei materiali, i passi avanti nella progettazione di strutture e le migliorie dei processi produttivi permetteranno di ottenere prestazioni più elevate nonostante attualmente vi possa essere qualche dubbio sulle capacità di scaling.

Se da un lato, con lo sviluppo del processo a 10 nanometri già in corso, sarà lecito attendersi l'approdo sul mercato di chip realizzati con questo processo verso la fine del 2016 o durante il 2017, le cose verso i 10 nanometri si fanno più complicate. Kim crede che per poter sviluppare adeguatamente il processo produttivo a 7 nanometri sarà opportuno rivolgersi a nuove strutture di transistor rispetto alle attuali FinFET o Tri-Gate. Secondo l'executive Samsung sarà più adatta la struttura Gate-All-Around FET, dove il materiale di gate circonda la regione del canale su tutti i lati. Le strutture GAA-FET, che possono avere due o quattro gate effettivi, sono già state implementate in laboratorio sia usando nanocavi di silicio sia con nanocavi di InGaAs (Arseniuro di Indio-Gallio). Per questo motivo Samsung, così come Intel, stanno concretamente pensando alla possibilità di usare InGaAs come materiale per i processi produttivi da 7 nanometri in poi.

L'affinamento delle tecnologie produttive, se ha da sempre rappresentato un elemento fondamentale per il progresso tecnologico, sta divenendo ancor più importante in visione del fatto che nei prossimi anni saranno sempre di più i dispositivi mobile in circolazione che avranno bisogno di soluzioni capaci di un elevato livello prestazionale unito ad un ridotto consumo energetico.

Osservando lo scenario futuro, comunque, appare piuttosto probabile che il settore dei semiconduttori si troverà dinnanzi a cambiamenti particolarmente rilevanti nei prossimi anni. Solitamente queste situazioni rappresentano un passaggio di "selezione naturale": le realtà più deboli potranno sparire dal mercato o venir acquisite da realtà più solide.


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Come la Digital Bros Game Academy valorizzerà i giovani sviluppatori italiani

La Digital Bros Game Academy è la scuola italiana di formazione professionale post-diploma ideata in collaborazione con Siam allo scopo di formare figure professionali destinate al mondo dello sviluppo dei videogame. È al centro della nuova strategia di differenziazione di Digital Bros, la multinazionale italiana di cui fa parte anche il noto distributore di videogiochi Halifax.

"Pensiamo che i ragazzi italiani possano contribuire enormemente alla crescita del media videoludico, ma ciò non toglie che ci sia ancora da colmare un grosso gap", ha detto Raffaele Galante, Amministratore Delegato Gruppo Digital Bros, durante l'evento di presentazione della scuola alla stampa svoltosi questa mattina nella sede milanese della Siam. "Potremo raggiungere questo obiettivo solamente valorizzando i nostri talenti".

Digital Bros Game Academy

"E per far questo vogliamo creare un nuovo polo tecnico-creativo per rendere l'Italia un produttore di intrattenimento digitale oltre che un paese consumatore di media digitali. I nostri giovani possono stabilire un nuovo capitolo nella storia dell'entertainment, trasformando la loro passione in una fonte di reddito".

I corsi di Digital Bros Game Academy hanno un indirizzo fortemente orientato alla pratica e allo sviluppo, si concentrano in circa un anno e sono particolarmente intensi. Per partecipare non è richiesta la laurea, anche se i candidati dovranno superare un accurato percorso di selezione e dimostrare la loro passione per i videogiochi.

Digital Bros Game Academy

Alla fine di ogni corso lo studente avrà realizzato un portfolio progetti che costituirà la base di un curriculum "job ready" che potrà consentire di avere opportunità concrete di impiego professionale o di sviluppo di una propria attività indipendente. L'organizzazione didattica di Digital Bros Game Academy si suddivide in tre corsi professionalizzanti: Game Designer, Game Developer, Games Artist & Animator. I corsi sono affidati a tre professionisti del settore, detti core trainer: Simone Magni, Ludovico Cellentani e Massimo Ribattezzato.

"C'è sempre una grande emozione quando si lancia un nuovo progetto, soprattutto quando hai fatto parte della creazione di questo prodotto", ha aggiunto Bruno Soresina, Presidente della Siam. "Con le scuole tradizionali si rischia di non avere persone preparate per affrontare il mondo del lavoro, visto che quest'ultimo sta cambiando a grandissima velocità".

Digital Bros Game Academy

Digital Bros Game Academy

La Siam collaborerà attivamente con Digital Bros al sostentamento di questo corso e rilascerà a tutti i corsisti un attestato alla fine del percorso di studi. Negli ultimi anni, la Società d'Incoraggiamento d'Arti e Mestieri ha contribuito all'assunzione di circa 20 mila persone, secondo le parole del presidente della Società.

Ciascun corso della Digital Bros Game Academy ha una durata di 12 mesi ed è articolato in moduli tematici settimanali. L'attività didattica, con frequenza obbligatoria, si svolge nell'arco di 3 lezioni per settimana e affianca a lezioni in aula, sessioni di pratica in laboratorio, workshop, seminari e attività di networking. Durante i pomeriggi e nei giorni in cui non c'è la normale lezione, ogni studente può avere libero accesso alle postazioni del laboratorio per fare pratica e lavorare ai propri progetti, condividendo con i compagni spazi e idee.

Digital Bros Game Academy

"Vogliamo essere una soluzione a una domanda del mercato", sono le parole pronunciate all'evento alla Siam da Geoffrey Davis, Direttore Generale Digital Bros Game Academy. "Un'industria può dirsi forte se sono forti le persone che vi lavorano all'interno. Per questo offriamo corsi tecnici e non teorici che permetteranno di far parte di uno studio di sviluppo e di dare un contributo anche se non si ha esperienza pregressa. Il nostrro obiettivo è quello di frenare la fuga dei nostri talenti all'estero perché l'italia è per eccellenza il paese del talento e della creatività. Riteniamo che sia assolutamente possibile generare occupazione con i videogiochi e fare dei videogiochi un nuovo motore economico anche in Italia".

I testi di studio sono basati sull'expertise di Train2Game, ente formativo britannico riconosciuto da TIGA (The Independent Game Developers' Association), l'associazione di categoria che rappresenta gli interessi di alcune tra le principali software house videoludiche in Gran Bretagna ed Europa.

Le lezioni saranno suddivise in moduli tematici di attività, affidati ai Core Trainer, e in laboratori, tenuti da specialisti del settore, i cosiddetti Guest Trainer. Digital Bros sostiene che alcuni tra i più famosi team di sviluppo italiani, come Ovosonico e Kunos Simulazioni, parteciperanno alle attività didattiche. I corsisti saranno coinvolti in attività di sviluppo all'interno di alcune software house affermate italiane e internazionali tra quelle che lavorano con Digital Bros come Overkill Software, Giant Squid Studios, Starbreeze, Re-Logic e Three One Zero.

Digital Bros Game Academy

Nello specifico, il corso per Game Designer ha alla base la comprensione e l'approfondimento di elementi di game design e di concept design, corredati da esercizi pratici, finalizzati alla creazione di un proprio portfolio di progetti. Il corso per Game Developer, invece, si articola attorno all'apprendimento dei concetti basilari di programmazione 2D/3D, programmazione in team e teoria della programmazione grafica, corredati di esercizi pratici. Il Corso per Artist&Animator 2D/3D prevede la comprensione di concetti e tecniche di base della grafica digitale, concetti di Game Art 2D e 3D e approcci avanzati di design ed elementi di modelling e texturing.

Per ulteriori dettagli vi rimandiamo al sito della Digital Bros Game Academy.


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Olympus OM-D E-M1: raffica a 9fps con autofocus continuo con il Firmware 3.0

Olympus OM-D E-M1: raffica a 9fps con autofocus continuo con il Firmware 3.0

"L'aggiornamento firmware Olympus OM-D E-M1 v3.0 consente di utilizzare l'AF continuo anche nelle riprese a raffica a 9 fps, inoltre abilita i comandi per le riprese video con il Live View sullo smartphone"

Olympus OM-D E-M1 rappresenta l'ammiraglia per il marchio nipponico e a quasi un anno e mezzo dalla presentazione la casa giapponese continua i suoi sforzi per mantenerla un prodotto al passo coi tempi. Il nuovo aggiornamento firmware 3.0 va proprio in questa direzione e segue a stretto giro la versione 2.0 che era giunta negli ultimi mesi del 2014 con una buona dose di nuove funzioni, come vi avevamo raccontato nella nostra recensione.

Ora il firmware 3.0 porta in dote novità sul fronte autofocus: ora la funzione AF tracking è supportata anche durante lo scatto continuo C-AF in modalità H a scatto continuo, con raffica a 9 fotogrammi al secondo. Inoltre ora è possibile utilizzare il Live View sul cellulare tramite l'app durante la registrazione dei filmati.


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Google Inbox anche per i professionisti

Written By Unknown on Selasa, 24 Februari 2015 | 23.03

Sono trascorsi circa cinque mesi da quando Google ha presentato Google Inbox per il segmento consumer, e ora il progetto si amplia comprendendo anche la clientela professionale. Il nuovo servizio si chiama Google Inbox for Work e riguarda tutti colore che accedono ai servizi premium di Google dedicati ai professionisti.

Con Inbox Google intende offrire un nuovo modo di gestire la propria email, un modo che possibilmente sia più comodo, veloce e produttivo. Si parte da un concetto - condivisibile - ovvero che utilizzando la mail su più dispositivi si perde spesso tempo a gestire gli ultimi messaggi ricevuti, e potenzialmente questi ultimi non sono anche i più importanti.

La sfida è quindi quella di proporre all'utente i messaggi in modo prioritario, cercando di mettere al primo posto i più importanti e significativi, filtrando poi in modo differente gli altri. Un buon lavoro viene fatto già analizzando i messaggi stessi e ad esempio raggruppando contenuti relativi a notifiche, social network o simili.

C'è però una parte di "intelligenza" che va istruita e viene appresa da Inbox analizzando le abitudini dell'utente. Fino ad ora il tutto è stato pensato per l'utenza consumer mentre ora queste nuove regole che comporranno l'intelligenza di Inbox for Work riguarderanno anche i contesti aziendali. E per rispondere al meglio a queste esigenze Google ha previsto un accesso graduale a Inbox for Work: a partire dal mese prossimo un ristretto gruppo di utenti potrà disporre del servizio impegnandosi a collaborare in questa prima fase iniziale.

In seguito il servizio verrà esteso a tutti gli utenti professionali di Gmail; tutti i dettagli sulle modalità di accesso previste per il prossimo mese sono disponibili qui.


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Utenti tracciati tramite droni in volo sfruttando le tecnologie wireless

Le tecnologie wireless integrate in smartphone o altri dispositivi mobile possono essere sfruttate da terzi per inviare sul nostro terminale informazioni pubblicitarie, è il caso ad esempio di locali pubblici che con questo sistema promuovo il proprio business nell'area circostante offrendo piccoli sconti agli utenti. Ma le stesse tecnologie possono essere sfruttate anche per tracciare la posizione e gli spostamenti all'insaputa dell'utente stesso.

Per queste azioni sono spesso usati i dati raccolti da Hotspot pubblici, oppure da apparecchiature installate su veicoli di varia natura. Vicino a Los Angeles, nella San Fernando Valley è stata però condotta una prima sperimentazione che ha coinvolto l'utilizzo di svariati droni.

Sfruttando questo tipo di velivoli è stato possibile raccogliere i dati relativi allo spostamento degli utenti: il drone era in grado di rilevare le informazioni inviate dai singoli client e processando poi tali dati è stato possibile procedere a una vera e propria profilazione completa di spostamenti. Per rendere possibile il rilevamento era sufficiente che sul terminale fosse attiva una qualsiasi app che in un determinato momento scambiava dati attraverso tecnologie wireless.

L'iniziativa è stata condotta da Adnear, società impegnata in quello che possiamo definire advertising di prossimità - che però ha dichiarato di rilevare e memorizzare i soli dati di posizione del terminale e non ulteriori informazioni utili alla profilazione. Nell'operazione sono stati coinvolti svariati droni, ognuno dei quali pilotato da un operatore e probabilmente la medesima iniziativa verrà ripetuta a Singapore, area in cui Adnear ha il proprio head quarter.

Nell'esperimento si è scelto di utilizzare dei droni per sfruttare l'ampia copertura offerta da un dispositivo radio posizionato su tali velivoli, anche se nel corso delle prove sono emersi pure i limiti di queste soluzioni, e in particolare l'autonomia di volo offerta.

L'utilizzo di droni e la sperimentazione in tal senso è sempre più estesa, spingendosi fino a situazioni piuttosto borderline sul piano legale come la raccolta di dati all'insaputa dell'utente. Quello dei droni è un ambito completamente nuovo e solo in parte coperto da una normativa, ma in futuro questi aspetti diverranno molto discussi e interessanti.

Ricollegandoci all'argomento della notizia ricordiamo che qualche settimana fa è stata presentata un'iniziativa intesa a definire delle no-fly-zone per i droni, aree di divieto di sorvolo segnalate dagli utenti stessi al fine di evitare di essere spiati dai droni.


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Cortana ancora una volta (quasi) infallibile indovina i vincitori degli Oscar 2015

Una delle caratteristiche più distintive di Cortana, l'assistente virtuale di Microsoft, è la sua abilità nel prevedere l'esito di eventi sportivi e show televisivi. Si basa su algoritmi diversi per le varie categorie, ma entrambi si sono rivelati discretamente affidabili nel corso del tempo, a tal punto da essere utilizzati come banco di prova per eventuali scommesse.

Cortana, previsioni degli Oscar
Fonte: PhoneArena

Avevamo parlato delle previsioni corrette di Cortana durante gli ultimi Mondiali di Calcio, quando l'assistente virtuale di Redmond totalizzava un risultato di 15 partite indovinate sulle 16 più importanti. In occasione della finalissima, inoltre, Cortana aveva "battuto" Siri, indovinando la vittoria della Germania sull'Argentina. L'assistente di iPhone e iPad, invece, dava per vincente la squadra latino-americana.

Cortana si basa sul servizio di previsioni del motore di ricerca Bing di Microsoft che, oltre ad essere estremamente affidabile, si è espanso nel corso del tempo con i risultati della Premier League inglese e con le partite della NFL americana. La percentuale di risposte corrette è in entrambi i casi molto elevata, così come lo è stata in occasione degli Oscar.

Lo scorso anno Bing aveva indovinato 21 dei 24 vincitori degli Oscar, mentre due anni fa 19. Sono invece 20 i titoli indovinati da Bing in occasione dell'ultima Notte degli Oscar tenutasi lo scorso fine settimana, un risultato decisamente pregevole. Fra questi l'esito dei premi di maggior prestigio, fra cui il vincitore del premio Miglior Film (Birdman), Miglior Regia (Alejandro González Iñárritu) e i migliori attori protagonisti e non protagonisti.

Che si sia trattato ancora una volta di una coincidenza?


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Presentate le nuove Rollei Actioncam 400 e 410

Sebbene per molti GoPro sia sinonimo di action cam, esistono molte alternative a quello che è il marchio sicuramente più diffuso. Vediamo infatti sul mercato diverse soluzioni proposte da altri marchi, a testimoniare da una parte il successo commerciale di queste soluzioni, dall'altra che possono esistere alternative anche convincenti. In questi giorni Rollei ha annunciato i modelli Actioncam 400 e Actioncam 410, camcorder in grado di registrare nel formato Full HD e dotate di WiFi integrato, di numerosi accessori e di un telecomando da polso che funziona con il WiFi.

Rollei

Rollei Actioncam 400 registra video nel formato Full HD a 1080p/30fps e può scattare fotografie alla risoluzione di 3 megapixel; Rollei Actioncam 410 mette a disposizione i 60fps registrando video Full HD a 1080p, facendo al contempo salire la risoluzione delle foto a 4 megapixel. Entrambi i modelli vantano un obiettivo a sei lenti, apertura F2.5 e grandangolo (non meglio specificato).

Per entrambe è disponibile una buona gamma di accessori, dai sistemi di montaggio che assicurano le ActionCam alla bicicletta, al casco o alle superfici piatte o curve, fino alla custodia subacquea  (40 metri di profondità) che resiste anche alle cadute fino a un metro di altezza.

Integrato troviamo anche un display TFT-LCD da 2 pollici; l'autonomia dichiarata è di 90 minuti per Actioncam 400, che sale a 110 minuti per il modello Actioncam 410. Prezzi? A partire dalla metà di marzo le due Rollei Actioncam 400 e 410 saranno disponibili rispettivamente al prezzo di € 99,99 e 149,99.


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Da Applied Materials nuovi strumenti di misurazione per la produzione FinFET e 3D NAND

Applied Materials, tra i principali fornitori di macchinari per la produzione di semiconduttori, afferma di aver risolto una delle problematiche più complesse che si presentano nelle tecniche di produzione di chip tridimensionali, come FinFET e memorie 3D NAND. La società ha presentato la propria soluzione, denominata VeritySEM 5i, all'International Society for Optics and Photonics di San Jose.

Il principale ostacolo che i produttori di semiconduttori incontrano nell'avvicinarsi alla produzione FinFET è rappresentato dalla difficoltà nello spegnere tutti i transistor insieme e in maniera precisa allo stesso voltaggio, ovvero l'unico modo che permette di trarre vantaggio del basso leakage e della seguente contenuta dissipazione termica possibile con i transistor tridimensionali.

Per far sì che il leakage possa essere contenuto, è opportuno controllare con precisione tutti gli aspetti del gate tridimensionale (l'altezza e lo spessore della "fin", l'altezza del gate, lo slope dei bordi del gate). Nessuno di questi parametri può però essere misurato accuratamente con i dispositivi di misurazione tradizionalmente impiegati per la produzione di semiconduttori bidimensionali.

Ancor peggiori sono i problemi nella produzione di dispositivi 3D NAND dal momento che le misurazioni necessarie al proseguimento del processo produttivo devono essere condotte all'interno del cubo 3D, per assicurare l'adeguata precisione nel posizionamento delle interconnessioni tra i vari strati dello stack. Attualmente solo Samsung afferma di aver avviato la produzione di questi dispositivi, che non sono commercialmente disponibili ma forniti a clienti selezionati senza che vi siano informazioni pubblicamente disponibili su architetture e rese.

Applied Materials ha quindi pensato di utilizzare una tecnica chiamata high-energy backscattering electron che permette di ottenere una risoluzione di 1,2 nanometri nelle misurazioni, permettendo quindi alla soluzione VeritySEM 5i di poter risolvere i problemi che si presentano sia nelle fasi di ricerca, sia nelle fasi di produzione e dando modo alle varie realtà che si occupano della produzione di semiconduttori di tenere il passo con Intel, che a livello di laboratorio ha già la possibilità di realizzare esemplari di chip con processo FinFET a 10nm.

VeritySEM 5i ha già superato la fase di debug e venti sistemi di misurazione sono prossimi all'impiego da parte di clienti ad alto profilo allo scopo di velocizzare le attività di ricerca e per incrementare le rese produttive. La risoluzione di 1,2 nanometri può già essere usata per il nodo produttivo a 10 nanometri e sarà compatibile anche con il nodo a 6 nanometri.


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Microsoft aggiorna Windows Defender per eliminare Superfish dal sistema

Written By Unknown on Senin, 23 Februari 2015 | 23.03

Anche Microsoft si è apprestata a fronteggiare Superfish, l'ad-ware pre-installato sui computer Lenovo che ha effettivamente destato non poche preoccupazioni durante lo scorso fine settimana (maggiori informazioni qui e qui). Il produttore cinese ha rilasciato un tool automatizzato per la rimozione di Superfish, ma il gigante di Redmond aveva già aggiornato Windows Defender per eliminare il software e tutte le sue tracce.

L'aggiornamento dell'anti-virus nativo di Windows pertanto rende immuni i sistemi dalle vulnerabilità integrate nell'ad-ware senza rendere necessario il download e l'installazione di applicativi di terze parti. Oltre a rimuovere il software, Defender cancella anche tutti i certificati SSL legati in qualche modo con Superfish ripristinando la piena sicurezza della piattaforma.

Lenovo è ancora impegnata con le procedure di smantellamento della vulnerabilità, in modo da rendere sicuri anche i computer di quegli utenti che solitamente non prestano attenzione a certe problematiche nell'uso del proprio computer: "Stiamo lavorando a stretto contatto con McAfee e Microsoft per rimuovere definitivamente il software Superfish e il certificato relativo utilizzando strumenti e tecnologie leader di settore", aveva dichiarato nel week-end la società.

"Queste azioni correttive sono già iniziate e risolveranno automaticamente la vulnerabilità dei sistemi anche per gli utenti che non sono attualmente a conoscenza del problema". La collaborazione fra le parti è sfociata nell'aggiornamento di Defender e del database di anti-virus di Norton, con il fine di rendere Superfish sempre meno offensivo, anche e soprattutto per quegli utenti che ne ignorano l'esistenza.

Ricordiamo che Superfish potrebbe essere installato sui computer Lenovo venduti fra i mesi di settembre e dicembre 2014 e non coinvolge nessuno dei sistemi della famiglia Thinkpad, né i prodotti pensati per il mercato enterprise. Potrebbero invece essere relativamente a rischio alcuni dei computer venduti nei mesi di gennaio o febbraio, tuttavia ad oggi sono tanti gli strumenti, sia manuali che automatizzati, per proteggersi efficacemente da un eventuale attacco man-in-the-middle che sfrutta le vulnerabilità dell'ad-ware.


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SmartFTP

scheda aggiornata 1 ora fa

Ottimo software per la navigazione e gestione degli FTP, caratterizzato da un'interfaccia grafica semplice ed estremamente intuitiva.


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Calibre

scheda aggiornata 1 ora fa

Con Calibre è possibile gestire la propria libreria digitale convertendo i libri in vari formati e trasferendoli sul proprio ebook reader.Oltre a questa funzionalità Calibre permette di scaricare articoli o news provenienti da svariate fonti di informazione rendendoli fruibili sul proprio dispositivo mobile.
Qui di seguito le note di rilascio diffuse dallo sviluppatore:

  • Edit Book: Add 'Style Classes' and 'Links' report pages to the Reports tool
  • Tag browser: Allow expanding all children of a node by right clicking and choosing 'Expand All'
  • Preferences: Re-arrange the controls to avoid needing to move the mouse from the top to the bottom of the dialog when closing the dialog after making some changes
  • Bug Fixes:
  • Save to Disk: Fix a bug where when multiple books are being saved to disk, if the save to disk template results in identical filenames, the filenames were not being properly disambiguated.
  • Preferences: Use a dialog instead of a main window to workaround Qt's poor handling of full screen mode on OS X Yosemite.

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Disponibile online il primo render ufficiale di Samsung Galaxy S6: lo schermo curvo c'è

Proviene da fonti ufficiali la nuova foto che ritrae Samsung Galaxy S6, il prossimo punto di riferimento per la fascia alta del mondo Android. Si tratta di un'immagine che T-Mobile, l'importante operatore telefonico statunitense, ha pubblicato nella sua pagina ufficiale, con il gioco di parole "six appeal". Il dispositivo raffigurato presenta inoltre uno schermo curvo, emblema di Samsung e possibile caratteristica del suo prossimo top di gamma.

Samsung Galaxy S6

Da Galaxy S6 ci aspettiamo le migliori caratteristiche hardware disponibili su piazza, anche questo simbolo distintivo della produzione di Samsung. Le indiscrezioni parlano di un processore Exynos 7420 octa-core a 64-bit proprietario (probabilmente affiancato da un modello con Snapdragon 810) e un display da 5,5" a risoluzione Quad HD, mentre troveremo Lollipop installato nativamente come sistema operativo.

Le due fotocamere dovrebbero essere da 20 e 5 megapixel, fra cui quella posteriore leggermente sporgente dal profilo di 6,91 mm dello smartphone. L'esile form factor avrebbe costretto il produttore coreano ad implementare una batteria da non oltre i 2.600mAh, leggermente inferiore rispetto ad alcuni concorrenti del settore con cui Galaxy S6 si andrà a scontrare.

Il CEO di T-Mobile ha poi confermato la presenza di Galaxy S6 su Twitter, pubblicando nuovamente l'immagina dello smartphone all'interno di un post che recita testualmente: "Was there even a question? Of course @TMobile will carry The Next Big Thing!", che traduciamo liberamente con "C'erano dubbi? È ovvio che T-Mobile avrà la Next Big Thing", ovvero il prossimo top di gamma Samsung.

Negli scorsi giorni sono apparsi online anche i render ufficiali di HTC One M9, quello che potremmo identificare come il diretto rivale su piattaforma Android di Galaxy S6. I due dispositivi saranno meno diversi rispetto ai corrispettivi modelli dell'anno scorso: Galaxy S6 avrà quest'anno finiture premium, e caratteristiche tecniche - ad esempio la fotocamera - più allineate alla proposta di HTC. Samsung ci riprova però con lo schermo curvo, feature che sembra ancora una volta confermata sulla base delle ultime novità.


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Sempre più schede video NVIDIA nei PC desktop

Le vendite di schede video dei partner AIB, cioè delle varie aziende che utilizzano GPU sviluppate da AMD e da NVIDIA per i propri prodotti su scheda PCI Express, hanno registrato un calo su base annuale nel corso del quarto trimestre del 2014. Il dato è negativo per il 17,5%, una contrazione decisamente importante, ben superiore al calo di vendite dei PC desktop che è stato inferiore all'1% in questo periodo di riferimento.

Questo andamento del mercato è giustificato, secondo Jon Peddie Research che ha reso disponibili questi dati, dall'interesse dei consumatori verso soluzioni tablet e smartphone oltre che dalla disponibilità di GPU integrate nei processori che sono sempre più potenti. Non è però da trascurare l'impatto positivo dato dal settore del gaming, capace di generare quelle vendite di schede video di fascia medio alta che permettono ai partner AIB di ottenere i margini più elevati.

Interessante analizzare l'andamento delle vendite di GPU AMD e NVIDIA in termini di quota di mercato complessiva. AMD ha subito una forte contrazione nel trimestre di riferimento, scendendo al 24% del totale di mercato contro un dato del 35% detenuto nel quarto trimestre 2013 e del 28,4% nel terzo trimestre 2014.

Per NVIDIA il dato è al contrario positivo, con una quota di mercato che è pari al 76% del totale. A incidere su questo dato la disponibilità delle schede video basate su architettura Maxwell, che non hanno ancora trovato una concorrenza diretta da proposte di AMD basate sulla nuova generazione di architettura video. Per NVIDIA il dato del 76% è da confrontare con una quota di mercato del 64,9% detenuta nel quarto trimestre 2013, oltre che con un dato del 71,5% del terzo trimestre 2014.

I dati trimestrali confermano una dinamica ben chiara sul mercato: NVIDIA beneficia al momento di un vantaggio su AMD in termini di quota di mercato, con la seconda che necessita di presentare quanto prima possibile le GPU di nuova generazione così da poter meglio contrastare le soluzioni basate su architettura Maxwell. Questo non accadrà in ogni caso prima del secondo trimestre 2015, pertanto non è difficile prevedere per i primi 3 mesi dell'anno in corso una quota di mercato di AMD che tenderà a restare stabile se non calare ulteriormente.


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Una microSD per puri audiofili da Sony a prezzi esorbitanti, ma serve davvero?

Written By Unknown on Minggu, 22 Februari 2015 | 23.03

Sony ritorna a solleticare l'appetito dell'audiofilo con un nuovo prodotto pensato per migliorare la resa sonora a livelli del tutto impercettibili ai più. Lo aveva fatto riesumando il brand Walkman allo scorso CES di Las Vegas con un riproduttore audio da oltre mille dollari, e continua a farlo con una nuova scheda di memoria microSD "for Premium Sound".

Sony SR-64HXA Class 10 microSDXC

Il suo costo è decisamente improponibile: 18.500 ¥ in Giappone, equivalenti a circa 140€ per un taglio da 64GB. Sony SR-64HXA Class 10 microSDXC può aiutare, secondo i giapponesi, ad ottenere una resa sonora ineccepibile grazie alla schermatura integrata. La scheda riproduce meno rumori elettrici durante l'ascolto rispetto alle restanti proposte del settore, almeno stando alle "misurazioni interne" operate dalla società.

È chiaro che stiamo parlando di un prodotto pensato per una nicchia di utenti molto limitata, ed anche fra questi è probabilmente difficile trovare qualcuno realmente interessato alle dubbie prodezze della nuova microSD di Sony, se non per scopi puramente di prova. Un prodotto probabilmente pensato per chi compra un player da 1.200$ per poi ascoltare musica compressa con lo stesso.

Le vendite di Sony SR-64HXA saranno aperte in Giappone il prossimo 5 marzo ad un prezzo notevolmente superiore rispetto alle restanti soluzioni del mercato. Si parla di circa 140€, laddove le schede di taglio e velocità simili di Sony sono proposte di listino ad un prezzo inferiore alla metà. Il produttore non ha confermato se la scheda di memoria raggiungerà anche i mercati occidentali, anche se non credo che in caso contrario ne sentiremo troppo la mancanza.


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Decreto Concorrenza: Google News a rischio in Italia come in Spagna, ma c'è del buono

Il Governo italiano discute oggi le nuove leggi sulla Concorrenza, fra cui spicca ignominiosamente quella che viene definita "link tax", ovvero una sorta di dazio per gli operatori del web voluto dai grossi editori. Si tratta di una tassa da pagare per ottenere il diritto di indicizzazione di contenuti editoriali di terzi nei propri portali. In altre parole, un processo simile a quello che ha costretto Google News alla chiusura in Spagna, applicato ancor prima in Germania con altri termini.

Le clausole del nuovo disegno di legge non sono ancora note, tuttavia si pensa che l'Italia possa seguire l'esempio della Francia, con l'istituzione di un fondo comune alimentato dalla stessa "link tax", da utilizzare in casi particolari o per l'espansione e l'evoluzione delle tecnologie di rete a banda larga italiane. C'è da dire che sia il caso spagnolo che quello tedesco non sono stati proprio dei successi, con in alcuni casi una cocente diminuzione del traffico web per alcuni dei servizi editoriali coinvolti.

Del resto Google News e servizi analoghi rappresentano una delle fonti principali del traffico web per determinati tipi di servizi online e non è consigliabile contrapporsi al gigante di Mountain View su argomenti che vedono internet in primo piano. Nel caso spagnolo, nella fattispecie, le nuove leggi sul diritto d'autore non hanno fatto che ritorcersi contro il volere degli stessi editori del web, trovatisi ad affrontare perdite nell'ordine del 10/15% delle visualizzazioni per via delle nuove misure applicate.

"Non sarà una norma anti-Google", specificano i nostri ministri, ed infatti proporre un necessario dazio per i "link" di news rappresenta uno scacco più per gli stessi siti indicizzati che per gli aggregatori di notizie veri e propri. Ma si tratta anche di una legge che va a contrapporsi con le attività di quelle società che propongono la funzione in maniera del tutto gratuita, come Google News per l'appunto, che potrebbero trovarsi costrette alla chiusura come avvenuto in Spagna pochi mesi or sono.

C'è tuttavia anche del buono nel nuovo disegno di legge sulla Concorrenza. Verrà modificata parte del decreto Bersani sulle liberalizzazioni, con pesanti cambiamenti per le pratiche di recesso da un operatore telefonico. I ministri vogliono che le stesse pratiche siano del tutto gratuite per l'utente, concludendo un percorso iniziato da Bersani nel 2007. La sua totale eliminazione appare però al momento utopica, in quanto i costi di recesso sarebbero così tutti a spese degli stessi operatori telefonici. Questa parte del decreto verrà infatti probabilmente ridiscussa, con l'obiettivo che resta però il medesimo: ridurre il più possibile i costi di recesso nell'ambito della telefonia.


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NVIDIA Tegra X1 straccia tutti i record su AnTuTu sfiorando i 75 mila punti

Presentato allo scorso CES di Las Vegas, Tegra X1 rappresenta un grosso cambiamento di tendenza rispetto ai precedenti SoC per mobile di NVIDIA. Il colosso di Santa Clara punta ad una soluzione più standardizzata, con due CPU quad-core in configurazione big.LITTLE ed una interessantissima GPU con architettura Maxwell presa in prestito dalle soluzioni desktop.

NVIDIA Tegra X1 performance

Come riporta GizmoChina, il processore è passato al vaglio dei test di AnTuTu, facendo segnare un risultato decisamente elevato se contrapposto ad altre soluzioni per mobile. Si tratta, tuttavia, di una soluzione pensata soprattutto per dispositivi tablet, di dimensioni più generose, e con soluzioni di dissipazione e richieste energetiche meno invalidanti.

Tegra X1 registra un punteggio di 74.977 sulla celebre suite di test, laddove la prima posizione in precedenza era occupata da Meizu MX4, che si fermava a "soli" 47.765, grazie al suo MediaTek MT-6595 con GPU PowerVR G6200MP4. Un risultato in ogni caso molto interessante per il nuovo chip di Santa Clara, che dovrà scontrarsi, con Exynos serie 7 di Samsung, che si rivela decisamente promettente stando alle ultime indiscrezioni, e i vari Snapdragon.

Bisogna considerare purtroppo che la diffusione dei SoC NVIDIA non è mai andata di pari passo con le sue performance. Anche l'anno scorso Tegra K1 prometteva faville, tuttavia il chipset di Santa Clara è stato scelto da pochi produttori e adottato solamente su una manciata di soluzioni di particolare caratura: citiamo fra i migliori esempi Nexus 9 e lo Shield Tablet, quest'ultimo progettato e prodotto dalla stessa NVIDIA. Maggiori informazioni su Tegra X1 in questa pagina.


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Un network sempre più basato sul software per i servizi EOLO di NGI

La connettività a banda larga è una realtà accessibile in molte zone d'Italia, soprattutto pensando alle grandi città, ma esistono numerosi ambienti nei quali l'accesso veloce ad Internet non sia ottenibile con le tradizionali soluzioni di connettività via cavo. In questi casi l'utilizzo di connessioni wireless diventa una scelta di fatto unica: la diffusione di segnale 4G è ogni mese sempre più capillare ma sono altri i sistemi adottati quando si voglia assicurare elevata velocità di collegamento a postazioni fisse (abitazioni o ambienti di lavoro).

NGI, con i servizi della famiglia EOLO, mette a disposizione varie proposte di connettività senza fili. A differenza di altri operatori questa azienda, dal 2000 impegnata nella fornitura di soluzioni di connettività, ha scelto di sviluppare un proprio protocollo chiamato EOLO Wave e implementare un'infrastruttura completamente proprietaria, grazie alla quale poter avere pieno controllo del servizio fornito ai propri clienti.

Tradizionalmente le aziende fornitrici di contenuti e gli Internet Service Provider costruiscono le proprie infrastrutture su macchine monolitiche e difficilmente modificabili acquistate da pochi grossi produttori. Negli ultimi anni aziende di scala globale quali Google e Facebook hanno iniziato a utilizzare apparati disegnati "in casa" sulle proprie esigenze, beneficiando di maggiore flessibilità e di una netta riduzione nei costi operativi. E' questo l'approccio dell'Open Compute Project, che prevede l'utilizzo di componenti hardware standard per sviluppare cluster di calcolo estremamente potenti e complessi.

Il constante progresso della capacità di calcolo dei processori di uso generale, in particolare quelli basati su architetture x86 come su quelle ARM, accanto alla disponibilità di nuove tecniche di programmazione rendono quindi possibile disegnare e implementare apparati di rete su misura con un processo di sviluppo più snello ed accessibile. L'evoluzione tecnologica porta quindi ad una progressiva semplificazione nella costruzione delle infrastrutture di rete richieste ai service provider, con una sempre più forte dipendenza da quella che è l'infrastruttura software utilizzata.

Da questo deriva l'accordo di partnership, annunciato nei giorni scorsi, che NGI ha sottoscritto con 6WIND, azienda specializzata in soluzioni software ad elevate prestazioni, e EZchip Semiconductor Ltd, per la costruzione della prossima generazione di piattaforma di routing che verrà utilizzata da NGI nella propria rete di accesso web. Questa scelta è legata alla visione strategica di NGI, che prevede per i prossimi anni un profondo cambiamento nell'industria delle telecomunicazioni. Giacomo Bernardi, CTO di NGI, indica questa prospettiva di evoluzione futura con il termine di "network softwarization".

La strategia dell'azienda non è altro che la continuazione di quanto sviluppato negli ultimi anni e che per NGI deve diventare il modo di operare degli operatori di telecomunicazione. Si tratta di passare dall'installazione e gestione della propria rete, alla sua creazione. Se la prima fase interna per l'azienda è stata quella di sviluppare il protocollo di trasmissione EOLO Wave, creato tenendo conto delle specifiche esigenze delle trasmissioni dati dei servizi EOLO e quindi privo di tutto l'overhead e la comlpessità di altri protocolli più general purpose come quello WiMax, è ora il momento di rivedere l'infrastruttura hardware in modo radicale.

Giacomo Bernardi segnala come NGI stia sviluppando un router ad alte prestazioni da installare presso ciascuno degli oltre duemila tralicci della rete EOLO, con un investimento che sarà pari a 10 milioni di Euro. I vantaggi rispetto alle implementazioni attuali sono nella maggiore scalabilità, efficienza dell'uso della banda disponibile tramite bilanciamento su percorsi differenti, e nel risparmio di energia. La filosofia dell'azienda è però quella di rilasciare con licenza open source tutto il software sviluppato, per favorire la collaborazione con realtà simili che operino in altri paesi   per fornire connettività con strumenti wireless.

In che modo questo permetterà di avere connettività Internet veloce a chi non ha accesso a linee cablate sarà il tempo a dirlo. L'azienda mette al momento a disposizione connettività in download sino a 30 Mbit per linee domestiche e raggiunge 1 Gbit simmetrico per le aziende; i piani futuri, e da questo i radicali interventi sulla propria infrastruttura di connettività, vanno nella direzione di fornire connessioni web da 100 Mbit alle utenze residenziali sempre via trasmissioni radio.


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Samsung, nuovo video teaser per Galaxy S6 e Galaxy Edge

Dopo che nelle settimane passate siamo stati letteralmente sommersi da notizie più o meno certe riguardanti il nuovo Samsung Galaxy S6, verosimilmente prossimo all'esordio in occasione del MWC di Barcellona, oggi é il giorno di un nuovo video teaser, questa volta ufficiale.

Questo nuovo video è focalizzato sul design e, in particolare, viene detto che il nuovo Galaxy è realizzato unendo tutto ciò che di meraviglioso lo circonda. Beh, a dire il vero non proprio tutto ma ci si aspetta comunque metallo scintillane e vetro per questo nuovo top di gamma. Nei primi frame del video, che riportiamo qui sotto, infatti, viene mostrato uno dei lati dello smartphone che sembra realizzato proprio in materiale metallico.

Il nuovo Galaxy e verosimilmente anche il nuovo Galaxy Edge saranno svelati il prossimo 1 marzo a Barcellona, noi saremo presenti, non mancate quindi di seguirci per tutte le novità.


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Un network sempre più basato sul software per i servizi EOLO di NGI

Written By Unknown on Sabtu, 21 Februari 2015 | 23.03

La connettività a banda larga è una realtà accessibile in molte zone d'Italia, soprattutto pensando alle grandi città, ma esistono numerosi ambienti nei quali l'accesso veloce ad Internet non sia ottenibile con le tradizionali soluzioni di connettività via cavo. In questi casi l'utilizzo di connessioni wireless diventa una scelta di fatto unica: la diffusione di segnale 4G è ogni mese sempre più capillare ma sono altri i sistemi adottati quando si voglia assicurare elevata velocità di collegamento a postazioni fisse (abitazioni o ambienti di lavoro).

NGI, con i servizi della famiglia EOLO, mette a disposizione varie proposte di connettività senza fili. A differenza di altri operatori questa azienda, dal 2000 impegnata nella fornitura di soluzioni di connettività, ha scelto di sviluppare un proprio protocollo chiamato EOLO Wave e implementare un'infrastruttura completamente proprietaria, grazie alla quale poter avere pieno controllo del servizio fornito ai propri clienti.

Tradizionalmente le aziende fornitrici di contenuti e gli Internet Service Provider costruiscono le proprie infrastrutture su macchine monolitiche e difficilmente modificabili acquistate da pochi grossi produttori. Negli ultimi anni aziende di scala globale quali Google e Facebook hanno iniziato a utilizzare apparati disegnati "in casa" sulle proprie esigenze, beneficiando di maggiore flessibilità e di una netta riduzione nei costi operativi. E' questo l'approccio dell'Open Compute Project, che prevede l'utilizzo di componenti hardware standard per sviluppare cluster di calcolo estremamente potenti e complessi.

Il constante progresso della capacità di calcolo dei processori di uso generale, in particolare quelli basati su architetture x86 come su quelle ARM, accanto alla disponibilità di nuove tecniche di programmazione rendono quindi possibile disegnare e implementare apparati di rete su misura con un processo di sviluppo più snello ed accessibile. L'evoluzione tecnologica porta quindi ad una progressiva semplificazione nella costruzione delle infrastrutture di rete richieste ai service provider, con una sempre più forte dipendenza da quella che è l'infrastruttura software utilizzata.

Da questo deriva l'accordo di partnership, annunciato nei giorni scorsi, che NGI ha sottoscritto con 6WIND, azienda specializzata in soluzioni software ad elevate prestazioni, e EZchip Semiconductor Ltd, per la costruzione della prossima generazione di piattaforma di routing che verrà utilizzata da NGI nella propria rete di accesso web. Questa scelta è legata alla visione strategica di NGI, che prevede per i prossimi anni un profondo cambiamento nell'industria delle telecomunicazioni. Giacomo Bernardi, CTO di NGI, indica questa prospettiva di evoluzione futura con il termine di "network softwarization".

La strategia dell'azienda non è altro che la continuazione di quanto sviluppato negli ultimi anni e che per NGI deve diventare il modo di operare degli operatori di telecomunicazione. Si tratta di passare dall'installazione e gestione della propria rete, alla sua creazione. Se la prima fase interna per l'azienda è stata quella di sviluppare il protocollo di trasmissione EOLO Wave, creato tenendo conto delle specifiche esigenze delle trasmissioni dati dei servizi EOLO e quindi privo di tutto l'overhead e la comlpessità di altri protocolli più general purpose come quello WiMax, è ora il momento di rivedere l'infrastruttura hardware in modo radicale.

Giacomo Bernardi segnala come NGI stia sviluppando un router ad alte prestazioni da installare presso ciascuno degli oltre duemila tralicci della rete EOLO, con un investimento che sarà pari a 10 milioni di Euro. I vantaggi rispetto alle implementazioni attuali sono nella maggiore scalabilità, efficienza dell'uso della banda disponibile tramite bilanciamento su percorsi differenti, e nel risparmio di energia. La filosofia dell'azienda è però quella di rilasciare con licenza open source tutto il software sviluppato, per favorire la collaborazione con realtà simili che operino in altri paesi   per fornire connettività con strumenti wireless.

In che modo questo permetterà di avere connettività Internet veloce a chi non ha accesso a linee cablate sarà il tempo a dirlo. L'azienda mette al momento a disposizione connettività in download sino a 30 Mbit per linee domestiche e raggiunge 1 Gbit simmetrico per le aziende; i piani futuri, e da questo i radicali interventi sulla propria infrastruttura di connettività, vanno nella direzione di fornire connessioni web da 100 Mbit alle utenze residenziali sempre via trasmissioni radio.


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Una microSD per puri audiofili da Sony a prezzi esorbitanti, ma serve davvero?

Sony ritorna a solleticare l'appetito dell'audiofilo con un nuovo prodotto pensato per migliorare la resa sonora a livelli del tutto impercettibili ai più. Lo aveva fatto riesumando il brand Walkman allo scorso CES di Las Vegas con un riproduttore audio da oltre mille dollari, e continua a farlo con una nuova scheda di memoria microSD "for Premium Sound".

Sony SR-64HXA Class 10 microSDXC

Il suo costo è decisamente improponibile: 18.500 ¥ in Giappone, equivalenti a circa 140€ per un taglio da 64GB. Sony SR-64HXA Class 10 microSDXC può aiutare, secondo i giapponesi, ad ottenere una resa sonora ineccepibile grazie alla schermatura integrata. La scheda riproduce meno rumori elettrici durante l'ascolto rispetto alle restanti proposte del settore, almeno stando alle "misurazioni interne" operate dalla società.

È chiaro che stiamo parlando di un prodotto pensato per una nicchia di utenti molto limitata, ed anche fra questi è probabilmente difficile trovare qualcuno realmente interessato alle dubbie prodezze della nuova microSD di Sony, se non per scopi puramente di prova. Un prodotto probabilmente pensato per chi compra un player da 1.200$ per poi ascoltare musica compressa con lo stesso.

Le vendite di Sony SR-64HXA saranno aperte in Giappone il prossimo 5 marzo ad un prezzo notevolmente superiore rispetto alle restanti soluzioni del mercato. Si parla di circa 140€, laddove le schede di taglio e velocità simili di Sony sono proposte di listino ad un prezzo inferiore alla metà. Il produttore non ha confermato se la scheda di memoria raggiungerà anche i mercati occidentali, anche se non credo che in caso contrario ne sentiremo troppo la mancanza.


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NVIDIA Tegra X1 straccia tutti i record su AnTuTu sfiorando i 75 mila punti

Presentato allo scorso CES di Las Vegas, Tegra X1 rappresenta un grosso cambiamento di tendenza rispetto ai precedenti SoC per mobile di NVIDIA. Il colosso di Santa Clara punta ad una soluzione più standardizzata, con due CPU quad-core in configurazione big.LITTLE ed una interessantissima GPU con architettura Maxwell presa in prestito dalle soluzioni desktop.

NVIDIA Tegra X1 performance

Come riporta GizmoChina, il processore è passato al vaglio dei test di AnTuTu, facendo segnare un risultato decisamente elevato se contrapposto ad altre soluzioni per mobile. Si tratta, tuttavia, di una soluzione pensata soprattutto per dispositivi tablet, di dimensioni più generose, e con soluzioni di dissipazione e richieste energetiche meno invalidanti.

Tegra X1 registra un punteggio di 74.977 sulla celebre suite di test, laddove la prima posizione in precedenza era occupata da Meizu MX4, che si fermava a "soli" 47.765, grazie al suo MediaTek MT-6595 con GPU PowerVR G6200MP4. Un risultato in ogni caso molto interessante per il nuovo chip di Santa Clara, che dovrà scontrarsi, con Exynos serie 7 di Samsung, che si rivela decisamente promettente stando alle ultime indiscrezioni, e i vari Snapdragon.

Bisogna considerare purtroppo che la diffusione dei SoC NVIDIA non è mai andata di pari passo con le sue performance. Anche l'anno scorso Tegra K1 prometteva faville, tuttavia il chipset di Santa Clara è stato scelto da pochi produttori e adottato solamente su una manciata di soluzioni di particolare caratura: citiamo fra i migliori esempi Nexus 9 e lo Shield Tablet, quest'ultimo progettato e prodotto dalla stessa NVIDIA. Maggiori informazioni su Tegra X1 in questa pagina.


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Decreto Concorrenza: Google News a rischio in Italia come in Spagna, ma c'è del buono

Il Governo italiano discute oggi le nuove leggi sulla Concorrenza, fra cui spicca ignominiosamente quella che viene definita "link tax", ovvero una sorta di dazio per gli operatori del web voluto dai grossi editori. Si tratta di una tassa da pagare per ottenere il diritto di indicizzazione di contenuti editoriali di terzi nei propri portali. In altre parole, un processo simile a quello che ha costretto Google News alla chiusura in Spagna, applicato ancor prima in Germania con altri termini.

Le clausole del nuovo disegno di legge non sono ancora note, tuttavia si pensa che l'Italia possa seguire l'esempio della Francia, con l'istituzione di un fondo comune alimentato dalla stessa "link tax", da utilizzare in casi particolari o per l'espansione e l'evoluzione delle tecnologie di rete a banda larga italiane. C'è da dire che sia il caso spagnolo che quello tedesco non sono stati proprio dei successi, con in alcuni casi una cocente diminuzione del traffico web per alcuni dei servizi editoriali coinvolti.

Del resto Google News e servizi analoghi rappresentano una delle fonti principali del traffico web per determinati tipi di servizi online e non è consigliabile contrapporsi al gigante di Mountain View su argomenti che vedono internet in primo piano. Nel caso spagnolo, nella fattispecie, le nuove leggi sul diritto d'autore non hanno fatto che ritorcersi contro il volere degli stessi editori del web, trovatisi ad affrontare perdite nell'ordine del 10/15% delle visualizzazioni per via delle nuove misure applicate.

"Non sarà una norma anti-Google", specificano i nostri ministri, ed infatti proporre un necessario dazio per i "link" di news rappresenta uno scacco più per gli stessi siti indicizzati che per gli aggregatori di notizie veri e propri. Ma si tratta anche di una legge che va a contrapporsi con le attività di quelle società che propongono la funzione in maniera del tutto gratuita, come Google News per l'appunto, che potrebbero trovarsi costrette alla chiusura come avvenuto in Spagna pochi mesi or sono.

C'è tuttavia anche del buono nel nuovo disegno di legge sulla Concorrenza. Verrà modificata parte del decreto Bersani sulle liberalizzazioni, con pesanti cambiamenti per le pratiche di recesso da un operatore telefonico. I ministri vogliono che le stesse pratiche siano del tutto gratuite per l'utente, concludendo un percorso iniziato da Bersani nel 2007. La sua totale eliminazione appare però al momento utopica, in quanto i costi di recesso sarebbero così tutti a spese degli stessi operatori telefonici. Questa parte del decreto verrà infatti probabilmente ridiscussa, con l'obiettivo che resta però il medesimo: ridurre il più possibile i costi di recesso nell'ambito della telefonia.


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Samsung, nuovo video teaser per Galaxy S6 e Galaxy Edge

Dopo che nelle settimane passate siamo stati letteralmente sommersi da notizie più o meno certe riguardanti il nuovo Samsung Galaxy S6, verosimilmente prossimo all'esordio in occasione del MWC di Barcellona, oggi é il giorno di un nuovo video teaser, questa volta ufficiale.

Questo nuovo video è focalizzato sul design e, in particolare, viene detto che il nuovo Galaxy è realizzato unendo tutto ciò che di meraviglioso lo circonda. Beh, a dire il vero non proprio tutto ma ci si aspetta comunque metallo scintillane e vetro per questo nuovo top di gamma. Nei primi frame del video, che riportiamo qui sotto, infatti, viene mostrato uno dei lati dello smartphone che sembra realizzato proprio in materiale metallico.

Il nuovo Galaxy e verosimilmente anche il nuovo Galaxy Edge saranno svelati il prossimo 1 marzo a Barcellona, noi saremo presenti, non mancate quindi di seguirci per tutte le novità.


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Problemi video su MacBook Pro: ufficiale il programma di riparazione gratuita

Written By Unknown on Jumat, 20 Februari 2015 | 23.03

Apple ha annunciato un nuovo "programma di estensione della copertura per la riparazione di MacBook Pro con problemi video" che portavano alla presentazione di immagini distorte, freeze e riavvii del sistema inattesi. La società riparerà gratuitamente tutti i MacBook Pro venduti nel periodo tra febbraio 2011 e dicembre 2013, anche nel caso in cui la garanzia fosse precedentemente scaduta.

MacBook Pro con problemi video

Il caso delle anomalie video sui MacBook Pro meno recenti è esploso durante gli ultimi mesi del 2013, in cui alcuni utenti - una piccola percentuale secondo Apple - segnalavano le stesse problematiche che Apple si propone di sistemare gratuitamente nel nuovo Programma di estensione della garanzia. Di recente, Apple non si è mostrata molto interessata a trovare rimedio ai casi segnalati dagli utenti, comportamento sfociato lo scorso anno con una petizione online contro la società.

Non sappiamo se il programma lanciato da Apple sia conseguenza diretta della risposta "coercitiva", tuttavia si tratta certamente di un'ottima notizia per chi ha riscontrato problemi con il notebook premium della Mela. Apple ha segnalato che i modelli interessati sono i MacBook Pro da 15 e 17 pollici prodotti nel 2011, di cui ne avevamo riportato i problemi già quattro anni fa, e i MacBook Pro con display Retina da 15 pollici prodotti tra la metà del 2012 e l'inizio del 2013.

La società ha rilasciato anche uno strumento per verificare se il modello posseduto è incluso nel programma di riparazione gratuita. Nel caso in cui il portatile abbia presentato uno fra i sintomi segnalati (immagine video distorta o disturbata, assenza di immagine video sullo schermo, riavvii inaspettati), e fosse idoneo alla riparazione, l'utente dovrà consegnarlo presso un Apple Store o un AASP, che notificherà il termine delle procedure correttive dei problemi riscontrati.

Il MacBook Pro non dovrà presentare naturalmente problemi di altra natura causati da un uso incauto del prodotto, ed eventuali riparazioni accessorie saranno a carico dello stesso cliente. Il programma è aperto da oggi negli Stati Uniti e Canada, mentre sarà disponibile in Italia e nel resto del mondo a partire dal prossimo 27 febbraio. I modelli di MacBook Pro riparati saranno coperti da garanzia fino al 27 febbraio 2016 o per tre anni dalla data di vendita originale, a seconda della modalità che offre il periodo di copertura più lungo.


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