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Phase One iXU 180: modulo per droni da 80 megapixel

Written By Unknown on Selasa, 31 Maret 2015 | 23.03

Phase One iXU 180: modulo per droni da 80 megapixel

"Non vi bastano i megapixel della fotocamera del vostro drone? Con il modulo Phase One iXU 180 potete arrivare fino a 80 megapixel con tutta la potenza di una fotocamera medio formato. In grado di montare ottiche Schneider-Kreuznach con otturatore centrale il modulo troverà applicazioni anche in ambito industriale"

Foto aeree da 80 megapixel? È questo quello che è possibile grazie al modulo medio formato dedicata ai droni presentato da Phase One Industrial, costola del popolare produttore di fotocamere e dorsi medio formato. L'ultima aggiunta alla gamma è modulo Phase One iXU 180, caratterizzato da un sensore CCD medio formato da 53.7x40.4 mm (pixel size 5.2 micron) da 80 megapixel con risoluzione 10,328x7,760 pixel. Studiato per poter essere trasportato da droni ferma la bilancia a 950 grammi senza ottiche e arriva a poco più di 1,4kg con l'obiettivo 80mm montato. Utilizza ottiche Schneider-Kreuznac con otturatore centrale per scattare fino a 1/1600s: le focali disponibili al momento sono 28mm, 55mm, 80mm, 110mm, 150mm e 240mm.

Il sensore può scattare con sensibilità comprese tra 35 e 800 ISO e la raffica è di circa 1,6 secondi tra uno scatto e l'altro. Il modulo è dotato di connessione USB 3.0 e della possibilità di connettere un modulo GPS per aggiungere le coordinate geografiche. È disegnato in modo da potersi integrare coi i più diffusi sistemi di montaggio, anche in ambito industriale, settore in cui può giocare al meglio le sue carte oltre a quello delle fotografie aeree. Sorveglianza, ispezione remota di infrastrutture e apparecchi (linee elettriche, turbine eoliche, condutture per gas o petrolio), monitoraggio di aree disastrate, aree agricole e forestali, modellazione 3D (anche costruendo sistemi multicamera): sono molti gli ambiti in cui Phase One Industrial vede uno sbocco per il suoi moduli, messi a disposizione anche con sensore da 60 e 50 megapixel.

La versione da 50 megapixel iXU 150 (presentata l'anno scorso) utilizza un sensore CMOS e può spingersi fino a 6400 ISO di sensibilità. Le immagini vengono salvate in formato RAW, TIFF o JPEG sulla scheda Compact Flash che può essere ospitata a bordo. Il nuovo modulo dovrebbe arrivare sul mercato verso metà aprile, ma al momento non sono state rilasciate informazioni sul prezzo, ma iXU 150 si posizionava sui $40.000 dollari.


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Microsoft annuncia Surface 3, sotto una scocca da 8,7mm c'è Windows 8.1 completo

Microsoft stupisce tutti con l'annuncio di un nuovo tablet che punta a fare le veci di un laptop pur mantenendo al tempo stesso la portatilità di un tablet tradizionale. Si potrebbe parlare di una versione rivista verso il basso di Surface Pro 3, per un modello che ricorda Surface 2 nel design e nelle dimensioni, ma che al tempo stesso riesce ad eseguire Windows 8.1 tradizionale. Niente RT, e niente restrizioni quindi.

Surface 3

Passiamo in rassegna le caratteristiche tecniche: all'interno di uno chassis di 267 x 187 mm spesso solo 8,7 mm troveremo un display ClearType Full HD da 10,8" con aspect-ratio di 3:2 e una risoluzione massima di 1920x1280. Si tratta dello stesso fattore di forma del modello Pro, un compromesso per ottenere buoni risultati sia nella visione di contenuti multimediali, che per la produttività on-the-go.

Microsoft è riuscita a mantenere un design passivo per la dissipazione del calore, quindi privo di ventole, come su Surface 2 che utilizzava però un processore basato su architettura ARM. Questa caratteristica è resa possibile dal processore integrato, un Intel Atom x7-Z8700 quad-core in grado di operare alla frequenza operativa di 1,6GHz, che diventano 2,4GHz grazie alla modalità Burst. Intel dichiara uno SDP (Scenario Design Power) di soli 2W per la CPU, in cui è integrata anche una GPU della famiglia Intel HD Graphics.

Surface 3

Stando ai dati rilasciati da Microsoft, Surface 3 può operare fino ad un massimo di 10 ore di riproduzione video quando sprovvisto di alimentazione esterna. Sono due le fotocamere integrate: quella posteriore è dotata di auto-focus e può imprimere scatti da 8 megapixel, mentre la frontale usa un sensore da 3,5 megapixel. Entrambe sono in grado di registrare video fino alla risoluzione 1080p. Ottime le opzioni sul fronte della connettività, soprattutto considerando il profilo esile del tablet.

Surface 3 dispone di una porta USB 3.0 full-size, una Mini DisplayPort, un lettore di schede microSD, il connettore per le cover dedicate e un jack combo per auricolari e microfono esterni. Microsoft abbandona il connettore proprietario per la carica del dispositivo, introducendo una più tradizionale micro USB. Le versioni 4G LTE, che arriveranno in un futuro non meglio precisato, avranno anche uno slot per schede nano-SIM.

Surface 3

L'alimentatore esterno sarà da 13W, una potenza paragonabile a quella dei prodotti utilizzati su tablet iOS o Android con processori ARM. Ma Surface 3 è sulla carta molto di più: integrando un processore x86 a 64-bit e la stessa versione di Windows che troviamo sui nostri desktop, il nuovo tablet di Microsoft ha le stesse funzionalità di un notebook, all'interno di un form factor sottile e simile a quello di un tablet vero e proprio. Anche il peso è decisamente contenuto, fermandosi a soli 622g per la versione Wi-Fi only.

Bisogna tuttavia fare delle dovute considerazioni sul SoC scelto da Microsoft, una scelta che appare obbligata per via delle limitate capacità termiche di una scocca - in magnesio anche su Surface 3 - di dimensioni così ridotte. L'Intel Atom x7-Z8700 non è naturalmente paragonabile al Core i7 che troviamo sul modello Pro e nemmeno al Core i3 della variante entry-level, tuttavia non è da bocciare in via preliminare. La leggerezza di Windows 8.1 potrebbe consentire performance di buon livello con le operazioni di tutti i giorni, garantendo anche una buona produttività con le suite di lavoro più diffuse.


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WhatsApp, arrivano le chiamate vocali su Android. Utenti iPhone a bocca asciutta

È finalmente arrivata su tutti gli smartphone Android compatibili una fra le funzionalità più attese di WhatsApp. Parliamo naturalmente delle chiamate vocali, annunciate parecchi mesi fa e disponibili fino ad oggi attraverso un particolare sistema ad inviti. Le chiamate vocali sono adesso disponibili sulla versione 2.12.19 del client ufficiale di WhatsApp per Android che può essere scaricato dal sito ufficiale, da Google Play Store, o aggiornando l'applicazione sullo smartphone all'ultima versione disponibile.

WhatsApp, chiamate vocaliWhatsApp chiamate vocali

Nelle scorse settimane, per attivare le chiamate vocali era necessario effettuare alcuni tweak o ricevere una chiamata da chi aveva già avuto l'accesso alla feature in anteprima. Ma qualcosa è cambiato nelle scorse ore, con l'ultima versione del client che abilita l'opzione delle chiamate apparentemente per tutti gli utenti. Scaricando l'APK o aggiornando l'app, l'interfaccia mostrerà una nuova tab "Chiamate" in cui potremo visualizzare la lista di tutte le chiamate ricevute, effettuate o perse in precedenza.

Avviando una chiamata, verremo accolti da un'interfaccia familiare nella quale poter scegliere se attivare il vivavoce, interrompere la chiamata o passare alla pagina dei messaggi con la conversazione testuale con l'interlocutore. Abbiamo avuto modo di provare la funzionalità su Nexus 4, Galaxy Note 4 Edge, Nexus 6 ed in tutti i casi la chiamata è partita con tempi d'attesa quasi del tutto nulli, con una buona qualità audio e senza interruzioni di sorta. È chiaro che se non si è in presenza di una ricezione ottimale, la qualità va a degradarsi progressivamente.

WhatsApp chiamate vocali

Restano invece a bocca asciutta gli utenti iPhone: il Melafonino non ha ancora ricevuto l'aggiornamento, che arriverà nelle prossime settimane a detta dei vertici della stessa WhatsApp. Se si tenta di chiamare un utente che usa il servizio di messaggistica su un iPhone, o che usa un client non ancora compatibile con la feature, l'app mostrerà una finestra d'avviso che avverte dell'impossibilità di portare a termine l'operazione. Insomma, le famigerate chiamate vocali sono finalmente arrivate e sono disponibili per tutti, ma gli utenti della Mela dovranno pazientare un po' per sfruttare l'ultima delizia offerta da Jan Koum e colleghi.


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Sottraggono Bitcoin durante le indagini su Silk Road, arrestati due agenti federali

Due agenti federali assegnati alle indagini relative a Silk Road e alle attività svolte da Ross Ulbricht sono stati arrestati con varie accuse dopo aver sottratto illecitamente bitcoin nel corso delle indagini e deviandoli nei loro conti personali.

Si tratta di Carl Mark Force IV e Shaun Bridges che hanno svolto una serie di indagini a Baltimora. Force ha lavorato per il Drug Enforcement Administration e Bridges per i Servizi Segreti al momento del crimine.

Secondo quanto affermato all'interno della documentazione di denuncia, di oltre 50 pagine, Force avrebbe creato una serie di identità online allo scopo di operare "complesse transazioni in bitcoin per rubare dal governo e dagli obiettivi dell'indagine, rubando e convertendo a suo uso personale una considerevole somma in bitcoin". Bridges ha invece girato un valore di circa 800 mila dollari in bitcoin verso i suoi conti di investimento personali prima di firmare il mandato per il sequestro di Mt Gox.

Force è accusato di frode telematica, furto di proprietà del governo, riciclaggio di denaro e conflitto di interessi, mentre Bridges è accusato di frode telematica e riciclaggio di denaro. Entrambi gli agenti saranno già oggi in tribunale.


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GeForce Experience

scheda aggiornata 1 ora fa

GeForce Experience è un tool specificamente sviluppato per i sistemi dotati di GPU NVIDIA GeForce, grazie al quale è possibile impostare in modo automatico la migliore impostazione qualitativa per il proprio sistema con una ricca serie di titoli 3D.

Questo software permette quindi di andare oltre quelle che sono le impostazioni predefinite dal gioco nel momento in cui si lascia che sia quest'ultimo a selezionare in automatico le migliori opzioni. La risultante è una esperienza qualitativamente migliore, con frames al secondo più elevati e una migliore qualità video.

Di seguito le note fornite con la versione più recente:

  • GeForce Experience ora si mantiene sempre aggiornato
  • Nuovo metodo per abbinare PC e SHIELD utilizzando gli account NVIDIA
  • Ora Remote GameStream funziona senza configurazione manuale del router
  • Soluzioni di bug

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Google, ok al brevetto per le lenti a contatto con sensori

Written By Unknown on Senin, 30 Maret 2015 | 23.03

Ne avevamo già parlato nel settembre del 2012 e anche l'anno scorso, ma in questi giorni è stato approvato il brevetto per le lenti a contatto di Google contenenti sensori e chip. Utili ad ora nel campo medico per i diabetici, utilizzate per misurare il livello di glucosio nel sangue analizzando il liquido lacrimale, le future lenti speciali by Google (mai la parola "indossabile" è stata più adatta) potrebbero mettere le basi anche al futuro della realtà aumentata e virtuale. Ve lo spieghiamo meglio nel video seguente.


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Su Galaxy S6 più bloatware che mai, in barba agli annunci di Samsung

Durante le prime fasi di presentazione di Galaxy S6 e Galaxy S6 Edge, Samsung ha parlato più volte di "TouchWiz alleggerita". L'obiettivo dei coreani con i nuovi top di gamma è chiaramente quello di mettere a tacere la critica, che più volte si è scagliata sui prodotti della società lamentando problemi di natura hardware e software. Se sono tangibili i miglioramenti sul primo aspetto e sul piano del design, sul secondo sono ancora tutti da verificare.

Samsung Galaxy S6

In un primo momento si pensava che Samsung volesse eliminare l'obbligo di mantenere installate sullo smartphone le applicazioni native proprietarie e non. Sembrava inoltre che queste potessero essere proposte in numero inferiore rispetto al passato, tuttavia, non sembra che sarà così. Attraverso un nuovo report di Gizmodo, infatti, si scopre che le applicazioni preinstallate sui nuovi dispositivi coreani sono addirittura aumentate, diventando 56.

Sei in più, come precisa la fonte, rispetto a quelle che trovavamo installate su Galaxy Note 4, per un numero che non ha precedenti nella recente storia di Samsung. Fra queste troviamo anche app non indispensabili, come WhatsApp o Instagram, oltre alle native S Voice ed S Health. Molte delle app potranno essere disabilitate e non disinstallate, differentemente da quanto riportavamo pochi giorni fa. In paragone, dispositivi come il Moto G, vicini alla stock di Android, integrano circa 33 applicazioni preinstallate.

Il tutto si traduce con uno spazio di archiviazione decurtato di ben 8GB al primo avvio, questione che Samsung ha puntato di risolvere innalzando il taglio minimo da 16 a 32GB per la versione entry level del prossimo top di gamma. In questo modo avremo circa 24GB di storage disponibile ed utilizzabile al primo avvio, rendendo meno indispensabile - ma non inutile - la presenza dello slot per scheda di memoria esterna, che è stato eliminato per motivi legati al nuovo design premium.

Per chi ha la necessità di archiviare un quantitativo di roba superiore può rivolgersi al servizio OneDrive, disponibile nativamente, o acquistare il modello da 64GB in cui gli 8 decurtati dal bloatware pesano naturalmente meno. Ma se Atene piange, Sparta non ride, dice un proverbio: anche la diretta rivale HTC è stata criticata per le politiche adottate con il nuovo One M9, il quale dispone al primo avvio di soli 21GB di spazio libero, 3 in meno rispetto ai nuovi Galaxy S6.


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La Commissione Europea vuole il mercato unico digitale

Uno dei pilastri su cui poggia l'Unione Europea è il mercato comune, ovvero la possibilità per i cittadini europei di acquistare e vendere servizi ovunque nel territorio dell'Unione. Uno dei paradossi più significativi è però rappresentato dal mercato digitale che, sebbene sia quello meno vincolato dal punto di vista geografico, è quello dove ancora esistono una serie di ostacoli e barriere. La Commissione Europea, allo scopo di cambiare rotta su questo fronte, ha annunciato la nuova Digital Single Market Strategy, che si rivolge in particolare a tre aree.

La prima di esse, le cui iniziative rientrano nel cappello "Miglior accesso per consumatori e aziende a beni e servizi digitali", riguarda due argomenti tra i più spinosi, ovvero il copyright e le misure cosiddette di "geo-blocking". Osserva infatti l'Unione: "Troppi Europei non possono fare uso di servizi online che sono disponibili in Paesi diversi da quello in cui vivono o si trovano, spesso senza giustificazione alcuna, o vengono deviati verso store locali con prezzi differenti. Queste discriminazioni non possono esistere in un mercato comune".

La rimozione delle misure di geo-blocking trovano e troveranno una forte resistenza da parte di quelle compagnie che usualmente vendono diritti di copyright su base nazionale e che, per questo motivo, appoggiano il geo-blocking per poter continuare a beneficiare della frammentazione geografica. L'Unione Europea è inoltre impegnata ad affrontare una attenta valutazione della Copyright Directive, ovvero ciò che governa le leggi sul diritto d'autore in Europa, campo dove la Commisione vuole "modernizzare le leggi di copyright e assicurare il giusto bilanciamento tra gli interessi dei creatori e quelli degli utenti o consumatori".

La seconda area di intervento è volta a "Dare forma all'ambiente affinché prosperino reti e servizi digitali". In questo caso si tratta di investimenti nelle infrastrutture di telecomunicazioni, gestione dello spettro wireless e attenta revisione delle regole per le telecomunicazioni ed i media. Una particolare attenzione sarà inoltre incanalata verso una nuova direttiva per la protezione dei dati. Al pari del tema del copyright, anche in quest'area vi è l'azione di molte realtà che cercano di promuovere ed appoggiare quelle norme che favorsicono i loro interessi e modelli di business, di norma a spese del pubblico.

L'ultima area di intervento raccoglie invece una serie di iniziative sotto il titolo "Creare una economia e una società digitale europea con potenziale di crescita a lungo termine" dove si ritrovano le usuali parole d'ordine di "cloud computing", "big data", "interoperabilità" ed una new-entry: il passaggio verso uno "Smart Industrial System" o "Industria 4.0".

La nuova strategia della Commissione Europea infonde sicuramente speranze in direzione di un miglior assetto del panorama digitale sebbene manchi, ora come ora, di vera concretezza. Altresì di dubbia concretezza è la tabella di marcia con cui queste misure potranno venir realizzate: alcune saranno ovviamente di più facile implementazione, ma inevitabilmente il lavoro sulla rimozione del geo-blocking e sulla riforma del copyright procederanno a rilento dietro la forte resistenza di quelle lobby il cui obiettivo principale è di rallentare il più possibile i passi del progresso.


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Filezilla

scheda aggiornata 2 ore fa

Semplice e intuitivo client ftp in grado di gestire contemporaneamente più sessioni di trasferimento supportando anche le opzioni di resuming. L'utente ha la possibilità di creare un elenco di indirizzi preferiti ai quali saranno anche associate le credenziali di accesso. Sul fronte della sicurezza supporta sessioni SSL e può essere utilizzato anche tramite proxy. Inoltre, per una più semplice gestione dei trasferimenti molte opzioni sono disponibili in drag and drop.

Qui di seguito le novità introdotte nell'ultima release:

3.9.0.5 (2014-09-06) - Fix auto-updater not being able to download updates


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OnePlus Two atteso nel Q3 ad un prezzo più alto dell'originale

Nonostante il particolare sistema ad inviti, OnePlus One è stato un terminale di successo sul piano delle vendite. Probabilmente non ha garantito notevoli utili alla start-up di Pete Lau, ma di OnePlus One ne sono stati consegnati un milione ad altrettanti clienti, un numero importante per una realtà nascente in un mercato così pregno di proposte alternative. Entro fine anno ne è previsto un seguito, con un sistema meno complesso per l'acquisto e con caratteristiche tecniche rinnovate.

OnePlus One

OnePlus One si caratterizzava per un prezzo di listino impressionante: a meno di 300€ la società neonata offriva uno smartphone fra i migliori in assoluto della sua generazione dotato della rinomata CyanogenMod. Il sistema ad inviti al quale bisognava sottoscriversi ha rallentato la sua diffusione nei primi mesi dalla commercializzazione, diffusione limitata anche da una capacità produttiva non paragonabile a quella delle compagnie già consolidate nel mercato.

Non sorprende quindi che OnePlus Two sia già fra gli smartphone più discussi della next-gen, anche se a parecchi mesi dal suo rilascio ufficiale. Stando alle ultime indiscrezioni, il dispositivo utilizzerà un sensore biometrico con sistema di focalizzazione al laser per la scansione dell'impronta digitale e integrerà lo Snapdragon 810, il SoC di punta della produzione di Qualcomm. Sul piano del design, il prossimo Two somiglierà ad Oppo Find 7, che a sua volta non è troppo diverso dallo stesso OnePlus One.

Che OnePlus attinga dal know-how di Oppo non è di certo una grande novità: molti dei dirigenti della start-up provengono proprio da Oppo, così come lo stesso Pete Lau, e in passato sono stati mostrati dei documenti che testimoniavano la presenza di legami fra le due realtà, quasi ad indicare che OnePlus fosse una sussidiaria della stessa Oppo. Non abbiamo la certezza a riguardo di quest'ultima affermazione, ma è evidente che le due società abbiano molto in comune.

Passiamo alle note dolenti trapelate sul nuovo OnePlus Two: il prossimo dispositivo avrà probabilmente un prezzo più elevato rispetto al predecessore. Una strategia ben ponderata da Pete Lau, ma del resto inevitabile: vendendo il primo modello al prezzo di produzione OnePlus si è fatta conoscere ed apprezzare, ma adesso serve monetizzare per non sprofondare. Un prezzo più alto potrebbe portare all'organizzazione di canali di rivendita più strutturati e all'eliminazione della necessità di partecipare al sistema ad inviti per la clientela.

Dopo aver lanciato One, la start-up ha capito qual è il suo pubblico, e potrà in seguito offrire un servizio commisurato allo stesso. In precedenza si era parlato di una scocca metallica e di uno schermo più piccolo per OnePlus Two, ma non ci sono conferme sull'argomento dalla nuova ondata di indiscrezioni. Secondo Carl Pei, co-fondatore della società, il prossimo smartphone "sarà sorprendente", ma sono necessari ancora parecchi mesi per avere le prime conferme: OnePlus Two è infatti previsto per il terzo trimestre del 2015.


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DRM Battlefield Hardline: troppi cambiamenti all'hardware invalidano l'attivazione del gioco

Written By Unknown on Minggu, 29 Maret 2015 | 23.03

Negli ultimi giorni è montata una polemica a proposito del DRM di Battlefield Hardline, poi parzialmente rientrata. Se si fanno cinque cambiamenti all'hardware del computer sul quale il gioco è installato in meno di 24 ore, infatti, non sarà più possibile accedere ai file di gioco di Battlefield Hardline.

Battlefield Hardline

Nel momento in cui si inserisce una nuova CPU o si cambia la scheda madre o la scheda video, infatti, l'hardware id # cambierà. Se ciò succede più di 5 volte nell'arco di una giornata, allora l'attivazione del gioco su Origin non sarà più considerata valida per quel giorno. Sarà poi possibile accedere al gioco nella giornata successiva.

Da una parte può essere fastidioso, dall'altra ovviamente non riguarda l'utente tradizionale, perché non farà mai tutti quei cambiamenti all'hardware in un giorno, malfunzionamenti a parte. Electronic Arts suggerisce a coloro che lavorano con il benchmarking di rivolgersi all'assistenza tecnica per trovare un modo per aggirare il limite.

Il nuovo sparatutto a tema poliziesco è disponibile dalla scorsa settimana. Per tutti i dettagli leggete la nostra recensione di Battlefield Hardline.


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SSD-Z

scheda aggiornata 2 giorni fa

SSD-Z è un piccolo tool che fornisce informazioni sulle unità SSD installate nel proprio sistema. Sfruttando un database online mette a disposizione tutti i dettagli sul proprio SSD, compresi controller, tecnologia produttiva, tipologia di chip NAND e molto altro.

Queste le principali funzionalità:

  • Details of the controller and processing tech of NAND chips (for known devices).
  • Verify that TRIM is enabled for your system and SSDs.
  • S.M.A.R.T. status and full list of all the device's available attributes.
  • List of all partitions. Including hidden, unmapped and boot partitions.
  • Benchmark IOPS, transfer speed and random access time (work in progress)
  • View the raw device identify data words.

Queste le principali novità della versione più recente:

  • The current user locale is now used to determine if Celcius or Fahrenheit should be used to display the temperature. If you wish to switch, click on the temperature panel on the device tab.
  • The program is now DPI aware, meaning that using a DPI other than 100%, will scale the interface accordingly. This may require a little more tweaking.
  • Many more devices have been added.
  • Better SMART attribute interpretation based on the SSD controller.
  • The minor ATA version is now reported in the ATA Standard tooltip.
  • The actual model name is now shown in the program title. For most drives, this is different than the model name reported by the device itself. If an SSD is not in the internal database, no name will not appear in the program title.
  • Fixed Kingston devices from being detected properly.
  • Fixed an issue where "Samsung 840 PRO" would be detected as "Samsung 840".

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Il 'game changer' di OnePlus è un drone, in arrivo ad aprile

All'inizio di questo mese di marzo, OnePlus ha rivelato che avrebbe annunciato un nuovo prodotto nel corso del mese di aprile. Sono passati diversi giorni e il dispositivo che secondo il produttore cinese dovrebbe cambiare le regole del gioco ancora non ha ricevuto alcuna conferma se non il fatto che pare non trattarsi ne di uno smartphone ne di un tablet.

Proprio in queste ore giungono infatti alcune importanti conferme secondo cui la nuova soluzione One Plus potrebbe non avere nulla a che fare con i dispositivi sopra citati ma nemmeno con una delle categorie di prodotto in maggiore diffusione, ovvero i wearable.

Durante una sessione di domande e risposte su Reddit, un esponente interno a OnePlus avrebbe infatti risposto ad alcune domande poste dagli utenti, una delle quali riguardava proprio il misterioso "game changer". La risposta pare chiara e senza interpretazioni alternative. Si tratta di un drone!

"È un drone, il DR-1, e inizieremo la distribuzione il prossimo mese". Le indicazioni sembrano a questo punto essere abbastanza chiare e una volta dato ciò per assodato ecco che anche alcune immagini teaser diffuse in questi giorni assumono un senso ben definito.

Non è ancora chiaro il perché della scelta di OnePlus di commercializzare un drone e ancora meno riusciamo a capire il motivo per cui lo stesso produttore lo definisca come un prodotto in grado di cambiare le regole del gioco. Forse per il prezzo? Se così fosse non si tratterebbe di una novità dato che OnePlus ha già un prodotto molto interessante da questo punto di vista, ovvero il già noto OnePlus One.


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Ascend P8, Intel Xeon Phi, Lytro Illum, Samsung NX500 e BloodBorne in TGtech

Nino apre questa puntata del TGTech parlando di IP-BOX, un piccolo accessorio che attraverso procedure di bruteforce riesce ad ottenere le password utilizzate su iPhone e iPad. Prova tutte le combinazioni possibili, fino a quando non riesce ad individuare quella corretta e consentire l'accesso ai dati. Nel TG potete trovare qualche particolare in più.

La parola passa a Davide, che parla di Huawei Ascend P8, il nuovo terminale del colosso cinese che sarà definitivamente svelato in un evento a Londra nei prossimi giorni. Proprio in queste ultime ore, in particolare, sono state diffuse le immagini di alcuni disegni progettuali dello smartphone cinese. Davide fa quindi il punto della situazione fra tutti questi rumor.

Paolo, invece, si concentra sulle nuove generazioni di soluzioni Intel Xeon Phi, per la prima volta anche in versioni dedicate all'installazione in socket. Knights Landing è il nome in codice con il quale viene indicata la prossima generazione di proposte Intel Xeon Phi. Si tratta di soluzioni utilizzate in varie forme all'interno di sistemi dedicati all'HPC così da velocizzare l'esecuzione di numerose tipologie di elaborazione.

Dall'alto della sua conoscenza scientifica, Andrea invece racconta degli esperimenti della Purdue University a proposito degli anodi per batterie ricavati dai materiali di imballaggio. I ricercatori hanno, infatti, individuato un metodo che permette di trasformare i piccoli pezzi di schiuma in nanoparticelle o nanofogli di carbonio in grado di operare meglio rispetto alla grafite che viene usata oggi negli anodi delle batterie agli ioni di litio. Nel TG Andrea spiega nei particolari come funziona il tutto.

Roberto cura poi l'argomento Lytro Illum, la Light Field Camera professionale che riesce a mettere a fuoco dopo aver scattato. Con un sensore da 40 megarays e un particolare sistema di microlenti la macchina riesce a riprendere intensità e colore, ma anche direzione dei raggi luminosi che passano per l'obiettivo, ricostruendo una mappa delle profondità degli oggetti ripresi. Passa poi a Samsung NX500, l'ultima nata della famiglia delle mirrorless del produttore coreano che arriva adesso in Italia a 749€. NX500 racchiude il cuore di NX1 in un corpo più compatto e più accessibile dal punto di vista del prezzo.

Chiude Rosario con il suo spazio dedicato ai videogiochi. L'avvenimento più rilevante della settimana nel mondo videoludico è stata l'uscita di Bloodborne, l'action rpg in esclusiva per PS4. Il nuovo videogioco della software house di Demon's Souls e dei Dark Souls ha ricevuto voti d'eccellenza da parte della critica del settore.


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Canon, dodicesimo anno al comando

Canon si conferma, per il dodicesimo anno consecutivo, il leader di mercato tra i produttori di fotocamere digitali a lenti intercambiabili.

Tutto è iniziato nel 2003 con la EOS 300D, che è stata la prima reflex digitale venduta ad un prezzo inferiore ai 1000 dollari, e che per questo è stata anche la prima reflex digitale a diffondersi tra il grande pubblico.


Da quel momento la gamma di reflex Canon ha continuato a crescere e frammentarsi, per consolidare il suo successo e aggredire ogni possibile segmento di consumatore - basti dire che, al momento, è possibile acquistare niente meno che 12 modelli diversi, contando anche le nuove 5DS / 5DS R di imminente introduzione.

Forse la scelta è persino troppo ampia, ma il mercato le da ragione e Canon non accenna a frenare la sua corsa: a inizio 2015 ha presentato come noto le EOS 5DS e 5DS R, le entry level EOS 760D e EOS 750D e la mirrorless EOS M3 - cinque nuovi corpi macchina in un sol colpo!

Tutto questo senza contare le ottiche ... La gamma EF, della quale è stato prodotto ad Aprile 2014 il centomilionesimo esemplare, conta attualmente 97 modelli includendo le lenti EOS Cinema.


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Process Lasso

Written By Unknown on Jumat, 27 Maret 2015 | 23.03

scheda aggiornata 1 ora fa

Process Lasso ottimizza l'esecuzione dei processi in corso intervenendo sui parametri di affinità e di priorità. Questo software può essere utile per rendere più fluido e reattivo il sistema, inoltre gli utenti più evoluti potranno accedere a personalizzazione e ottimizzazioni aggiuntive.


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Internet Download Manager

scheda aggiornata 2 ore fa

Utilty che permette di gestire al meglio le operazioni di download parallelo di vari files dal web, ottimizzando la banda a disposizione e gestendo dinamicamente eventuali disconnessioni da lato server così da non dover riprendere da capo il download.

Queste le ultime novità introdotte:

- Improved IE 11 integration (Windows 8.1) - Added support for new youtube changes - Fixed bugs

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Battlefield Hardline: strategia, velocità, trama. Ma è davvero Battlefield?

Per la prima volta nella storia della serie, un capitolo di Battlefield non viene sviluppato direttamente da DICE ma da un'altra compagnia affiliata a Electronic Arts. L'idea di Battlefield Hardline è scaturita da un confronto informale avvenuto tra Steve Papoustis, general manager e vice presidente di Visceral Games – nonché produttore esecutivo di Hardline – e il CEO di DICE, Karl Magnus Troedsson.

La stima reciproca per i lavori svolti in passato e l'interesse di entrambi gli sviluppatori alla creazione di un capitolo di Battlefield incentrato su tematiche diverse da quelle prettamente militari, ha fatto sì che i due studi iniziassero a pianificare il lavoro per perseguire questo scopo nel modo migliore possibile. Un obiettivo che, aggiungiamo noi, si è rivelato al contempo interessante ma pericoloso, per svariati motivi che tratteremo nel corso di questo articolo.

Innanzitutto Visceral aveva la necessità di apprendere il funzionamento del Frostbite engine, motore su cui fino a quel momento il team non aveva mai lavorato. Pertanto vennero predisposti una serie di step preliminari, il primo dei quali fu rappresentato dalla preparazione dell'espansione End Game, ultimo pacchetto di contenuti scaricabili che venne reso disponibile ai tempi di Battlefield 3.

Il tempo necessario a implementare il nuovo materiale e l'esigenza di prendere confidenza con la tecnologia hanno spinto Electronic Arts a posticipare ulteriormente la release alla finestra primaverile, alimentando i dubbi che già aleggiavano sul progetto e la diffidenza degli appassionati nei confronti delle novità che erano state preannunciate. In questi mesi uno dei principali "mantra" di EA e Visceral Games, per quanto riguardava Hardline, è stato "strategia, velocità, trama". Tre caratteristiche che avrebbero dovuto costituire le colonne portanti del progetto e ne avrebbero giustificato l'esistenza, sul versante single-player ma ancor di più su quello multiplayer, offrendo così una veste inedita ad una serie che invece viene da molti tacciata di eccessivo conservatorismo, già da qualche anno.

Se l'efficace narrazione del primo Bad Company rappresentava l'eccezione che conferma la regola, Hardline a nostro parere merita una trattazione a parte, per il semplice fatto che si tratta di qualcosa che è davvero poco affine all'immaginario caratteristico del franchise di Battlefield, e non soltanto per questioni legate al setting e alla collocazione di storia e personaggi, ma anche per specifiche scelte di gameplay, che abbracciano sia la campagna che la modalità online.

L'esigenza di velocità ha inoltre spinto lo studio ad implementare numerose sezioni a bordo di veicoli, fino a tre volte più rapidi rispetto ai mezzi militari solitamente disponibili in Battlefield. Questa necessità ha avuto delle ovvie conseguenze anche sul level design, con l'ideazione di alcune mappe sufficientemente lunghe da poter fornire spazi adeguati per cercare di dare la dovuta sensazione di adrenalina, vivere inseguimenti al fulmicotone e sopravvivere a sparatorie all'interno dell'abitacolo.

Le idee non sono mancate, eppure la loro realizzazione ha gettato alcune luci e lasciato svariate ombre. Vediamo di capire meglio cosa ha funzionato e cosa, invece, avrebbe meritato ulteriore lavoro e affinamento da parte dello studio di Redwood.


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Disponibile Pillars of Eternity, il seguito spirituale di Baldur's Gate

L'avvenimento viene festeggiato con la pubblicazione del "release trailer", che riportiamo in questa pagina. Pillars of Eternity è un gioco di ruolo classico sviluppato da quella Obsidian Entertainment che è formata da alcuni degli autori degli rpg che hanno fatto la storia dei videogiochi, come Feargus Urquhart (CEO), Chris Parker (COO), Darren Monahan (CIO), Chris Avellone (CCO) e Chris Jones (CTO).

Pillars of Eternity

Il progetto è stato finanziato con l'aiuto dei giocatori: 70 mila "backer", infatti, hanno contribuito alla realizzazione di Pillars of Eternity. Il gioco è stato creato con lo spirito che contrassegnava i grandi classici del passato con Infinity Engine come Baldur's Gate e Icewind Dale.

"Quando arrivano momenti come quello del lancio di un gioco su cui hai lavorato così tanto ti sembra tutto surreale", ha detto in un comunicato Feargus Urquhart, CEO di Obsidian Entertainment. "Oggi è il culmine di un duro lavoro di due anni, ma è diverso rispetto al lancio di un gioco normale. Vista la situazione in cui versava Obsidian quando abbiamo iniziato a lavorare su Pillars of Eternity, il lancio di oggi segna l'inizio di un nuovo capitolo nella storia della nostra software house. Saremo sempre grati a tutti i nostri fans e a tutti i nostri sostenitori per aver reso possibile questo momento. Speriamo vivamente di poter ricompensare questa fiducia".

"È un raro privilegio far parte di un progetto intriso di passione come Pillars of Eternity", ha aggiunto Fredrik Wester, CEO di Paradox Interactive. "Abbiamo promesso a Obsidian che avremmo fatto il possibile per consentire loro di mantenere le promesse fatte ai sostenitori. Diversi di noi qui in Paradox erano già 'backer' su Kickstarter e quindi ci siamo sentiti subito coinvolti nel progetto. Vedere la passione messa da Obsidian in questo lavoro è stato di ispirazione per tutti noi".

Pillars Of Eternity fu rivelato nel 2012 come Project Eternity. Obsidian prometteva un gioco di ruolo basato su party e con visuale isometrica che rendesse omaggio a grandi classici del passato come Baldur's Gate e Planescape Torment. Con un obiettivo di finanziamento iniziale di 1,1 milioni di dollari, il gioco infranse tutti i record di Kickstarter, raccogliendo 4 milioni di dollari. A marzo 2014, Obsidian ha raggiunto un accordo con Paradox Interactive per la distribuzione del gioco.

In Pillars of Eternity il giocatore può configurare il proprio personaggio scegliendo tra le sei razze disponibili: Human, Aumaua, Dwarf, Elf, Godlike e Orlan. Vivrà un'avventura in un vasto mondo di gioco con un gameplay incentrato su un sistema di regole originale ma che allo stesso tempo si ispira alle regole del classici giochi di ruolo mischiate a quelle dei moderni giochi di ruolo cartacei.

Pillars of Eternity si può adesso acquistare sul sito ufficiale o su GOG.com per la versione DRM-free.
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HTC potrebbe annunciare un nuovo tablet il prossimo 8 aprile

Il prossimo 8 aprile, il produttore taiwanese HTC sarà protagonista di un importante evento nel corso del quale potrebbero essere annunciati alcuni nuovi e importanti dispositivi. Uno su tutti il prossimo smartphone dell'azienda orientale, ovvero HTC One M9 Plus, la versione phablet dell'attuale top di gamma One M9, altri due telefoni dal nome One E9 e E9 Plus e, stando alle ultime voci anche un nuovo tablet.

Si tratterebbe di una novità sicuramente interessante poichè, esclusa la parentesi riguardante Nexus 9, la gamma di tablet del produttore taiwanese si limita ad un vecchio HTC Flyer. In accordo con quanto diffuso in queste ore il nuovo tablet HTC potrebbe essere dotato di un display da 8.9 pollici di diagonale a risoluzione 2048x1530.

All'interno del dispositivo sarà probabilmente presente una CPU Allwinner H8 octa-core a 2.2 GHz di frequenza operativa e processo produttivo a 28nm. La GPU è una PowerVR SGX544, mentre saranno 2 i GB di RAM a disposizione. La memoria interna ammonterà probabilmente a 16 o 32 GB, ovviamente espandibili tramite microSD.

Il tablet offrirà inoltre una fotocamera nella parte posteriore da 16 megapixel e un secondo modulo nella parte frontale da 8 megapixel. Interessanti le dimensioni, con uno spessore di soli 7.88 mm nonostante una batteria della capacità di 6700 mAh.

Il sistema operativo presente a bordo in fase di acquisto dovrebbe essere Android 5.0 Lollipop, ovviamente personalizzato con l'interfaccia proprietaria Sense 7. Le prime foto mostrano un design molto simile a quello degli smartphone HTC, con un doppio speaker BoomSound nella parte frontale e una scocca probabilmente in materiale metallico.

Queste sono le informazioni a nostra diposizione fino ad oggi. Attendiamo ulteriori notizie e conferme prima della presunta data di lancio.


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Microsoft Lumia 640 disponibile in Italia dal 3 aprile

Written By Unknown on Kamis, 26 Maret 2015 | 23.03

Annunciato ufficialmente durante lo scorso Mobile World Congress 2015 in quel di Barcellona, il nuovo Microsoft Lumia 640 è un altro dispositivo democratico pensato per la produttività. La società ha svelato i piani per il mercato italiano, ufficializzando prezzo e data di lancio per il suo nuovo esponente della famiglia: Lumia 640 sarà disponibile in Italia a partire dal 3 aprile al prezzo di 189€ e solo in versione 4G LTE.

Microsoft Lumia 640

Riassumiamo brevemente le caratteristiche hardware essenziali del dispositivo: sotto la scocca troviamo un processore quad-core Qualcomm Snapdragon 400 da 1,2GHz supportato da 1GB di RAM e 8GB di storage integrato espandibile attraverso microSD. Lo smartphone adotta un display da 5" a risoluzione HD (1280x720), mentre il tutto viene alimentato da una batteria rimovibile da 2.500mAh.

Due le fotocamere: la principale usa un sensore da 8 megapixel con autofocus e flash LED, mentre la frontale è da 1 megapixel con lenti a fuoco fisso. Con uno spessore di 8,85mm e un peso di 145g, Lumia 640 è un dispositivo compatto in relazione alle dimensioni del display. Verrà proposto nativamente con la suite Office e OneDrive preinstallati, in modo da permettere un minimo di produttività anche in mobilità.

Lumia 640 verrà venduto in quattro declinazioni di colore differenti: ciano lucido, arancione, bianco e nero opaco. A dare vita al tutto troveremo naturalmente Windows Phone, in versione 8.1 con aggiornamento Lumia Denim. Microsoft ha sottolineato che il dispositivo è compatibile con l'aggiornamento a Windows 10, che verrà rilasciato prossimamente entro la fine dell'anno in corso.

Maggiori informazioni su Microsoft Lumia 640 in questa pagina, sul sito ufficiale Microsoft.


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CCleaner Portable

scheda aggiornata 3 ore fa

CCleaner Portable è una particolare versione del ben noto tool CCleaner appositamente realizzata per essere utilizzata e trasportata su pen drive USB. Le funzionalità sono divise in quattro macro-aree denominate Cleaner, Registry, Tools e Options; in queste differenti sezioni sono organizzati semplici ma validi strumenti per la pulizia del sistema e del registro.


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Nuovi processori Core i3 e Pentium in arrivo, ma ancora della famiglia Haswell

Nel corso del terzo trimestre dell'anno Intel renderà disponibili i primi processori basati su architettura Skylake, nome in codice che contraddistingue le soluzoni della famiglia Core costruite con tecnologia. Questo tuttavia non limiterà Intel nel lancio di nuovi processori basati su architettura Haswell, con modelli appartenenti alle famiglia Core i3 e Pentium.

Nella tabella seguente le specifiche tecniche dei nuovi processori attesi al debutto, così come indicato dal sito CPU-World.

Modello

Cores Threads Clock Cache L3 GPU TDP
Core i3-4370T 2 4 3,3GHz 4MB HD4600 35Watt
Core i3-4170T 2 4 3,2GHz 3MB HD4400 35Watt
Core i3-4170 2 4 3,7GHz 3MB HD4400 54Watt
Pentium G3470 2 2 3,6GHz 3MB HD 53Watt
Pentium G3460T 2 2 3GHz 3MB HD 35Watt
Pentium G3260T 2 2 2,9GHz 3MB HD 35Watt
Pentium G3260 2 2 3,3GHz 3MB HD 53Watt

Sono tutte soluzioni di tipo dual core, con la tecnologia HyperThreading che è abilitata nelle soluzioni della famiglia Core i3 mentre è assente in quelle Pentium. Il TDP varia da un minimo di 35 Watt sino a 53-54 Watt per le versioni sprovviste di suffisso T: in entrambi i casi si tratta di valori compatibili con sistemi di raffreddamento dalle dimensioni contenute.

Da segnalare come le CPU Core i3 adottino GPU dalla superiore potenza di calcolo, con i modelli HD4600 e HD4400 a seconda delle versioni di processore, rispetto alla grafica Intel HD abbinata ai processori Pentium. Questo è un approccio abitualmente seguito da Intel, così da meglio diversificare le proprie proposte in funzione del prezzo d'acquisto al quale vengono proposte pur restando invariata l'architettura alla base della componente CPU.


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Da EVGA una GeForce GTX 980 in overclock con dissipatore all-in-one a liquido

Mercoledì, EVGA ha annunciato una nuova scheda video basata su GeForce GTX 980 e caratterizzata da un sistema di dissipazione a liquido all-in-one, dotato pertanto di pompa, tubi, radiatore e ventola in un unico bundle. A differenza di altri sistemi fatti o configurati in casa, il dissipatore non richiede alcun tipo di manutenzione nel corso del tempo, pur mantenendo buoni vantaggi sul fronte delle prestazioni.

EVGA GeForce GTX 980 HYBRID

Sebbene gli all-in-one non siano particolarmente diffusi nell'ambito delle schede video, abbiamo visto lo scorso anno AMD offrire la propria Radeon R9 295X2 con un sistema per la dissipazione termica non troppo differente. La nuova EVGA GeForce GTX 980 HYBRID è similmente dotata di un radiatore da 120mm con inclusa una ventola di pari diametro a velocità variabile.

Una caratteristica indispensabile per garantire al tempo stesso prestazioni elevate quando richiesto dal software in esecuzione, aumentando il regime di rotazione della ventola, e una rumorosità di funzionamento estremamente contenuta quando invece la scheda video non è sotto torchio. Il dissipatore ha una base in rame per la GPU ed è a contatto separatamente anche con VRM e memoria RAM.

Di base la nuova scheda video EVGA viene proposta con un sensibile overclock che porta la frequenza operativa dagli originali 1.126MHz a 1.291MHz (1.393 in boost, contro i 1.216 originali). L'architettura della GPU resta naturalmente la medesima, con 2.048 CUDA Core e interfaccia per la memoria da 256-bit. Invariata anche la frequenza di funzionamento della RAM, pari a 7.010MHz come sulla reference.

EVGA GeForce GTX 980 HYBRID

Il kit per il raffreddamento a liquido è proposto anche in versione stand-alone per tutti i possessori della GeForce GTX 980 di EVGA tradizionale. Secondo le specifiche rilasciate dalla società, questo dovrebbe garantire un consistente abbattimento delle temperature a pieno carico (da 70 a circa 45°C), anche se non possiamo naturalmente confermare la veridicità di tali affermazioni non disponendo di un sample di prova.

EVGA non ha ancora ufficializzato informazioni su prezzo e disponibilità della scheda, mentre ulteriori dettagli possono essere trovati in questa pagina, sul sito ufficiale della società.


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Annunciato Halo Online per la Russia. È un'esclusiva PC

343 Industries, la software house che si occupa della serie principale di Halo, ha annunciato Halo Online, un progetto che verrà portato avanti congiuntamente dai partner Saber Interactive e Innova Systems. Si tratta di uno sparatutto multiplayer gratuito unicamente per PC e destinato solo al mercato russo. Il lancio della closed beta è previsto nel corso della primavera.

Halo Online è basato su una versione profondamente modificata del motore grafico di Halo 3. La tecnologia è stata ottimizzata per fare in modo che Halo Online possa girare anche sulle configurazioni meno performanti. Non ci sarà la modalità campagna e il gioco sarà ambientato sulla stazione spaziale Anvil dell'UNSC. Su questa installazione i soldati Spartan-IV allenano le proprie abilità per la battaglia e sperimentano le nuove tecnologie.

Durante la closed beta il team di sviluppo continuerà a migliorare l'esperienza di gioco modificando il gameplay, le feature e l'economia in-game. Sembra, quindi, che si tratti di un titolo free-to-play con microtransazioni interne. Per il momento non è previsto il lancio di Halo Online nei territori esterni alla Russia. Saber Interactive è una software house americana, con una filiale distaccata a San Pietroburgo, che in passato ha realizzato TimeShift, Inversion e la versione Xbox 360 di Halo: Combat Evolved Anniversary.

"Halo Online ci dà la possibilità di imparare come invogliare nuovi giocatori a entrare nell'universo Halo", si legge sul sito di 343 Industries. "Siamo entusiasti di poter rilasciare un'esperienza multiplayer di Halo esclusivamente per PC costruita su misura per i giocatori russi".


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Pro e contro della scocca premium: Samsung Galaxy S6 disassemblato in video

Written By Unknown on Rabu, 25 Maret 2015 | 23.03

Il nuovo video pubblicato da ETrade Supply mostra gli aspetti negativi di un design premium a tutti i costi. Compromessi ai quali molti altri produttori di smartphone si erano dovuti chinare in passato, e citiamo fra questi Apple, HTC o Sony, e che Samsung non poteva più evitare. La società ha abbandonato il policarbonato per un design in vetro e metallo, dovendo giungere agli stessi bivi in fase di produzione.


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Amazon Fire TV Stick: arriva in Europa l'alternativa più potente a Chromecast

Amazon Fire TV Stick rappresenta l'ultimo assalto del colosso dell'e-commerce di Jeff Bezos nel mercato multimediale. È un piccolo dongle HDMI economico che vanta caratteristiche simili a Google Chromecast ed è proposto ad un prezzo di listino comparabile. Tuttavia l'hardware integrato è decisamente più potente, e le capacità della chiavetta di Amazon più invitanti.

Amazon Fire TV Stick

Proprio su questo aspetto aveva battuto Amazon in fase di presentazione: "Fire TV Stick è l'accessorio per il media streaming più potente disponibile in commercio", recitava il comunicato. Il cuore della piccola chiavetta è un processore dual-core supportato da 1GB di RAM, mentre lo spazio di archiviazione flash è di ben 8GB. La chiavetta si collega a un dispositivo esterno via Wi-Fi grazie all'antenna dual-band integrata.

Amazon Fire TV Stick era stata annunciata lo scorso mese di ottobre come esclusiva per il mercato americano, ma nelle scorse ore ha fatto una prima apparizione anche in Europa, nello specifico in Germania e Regno Unito. Giusto in tempo per ricevere l'ultimo aggiornamento: la Fire TV Stick può adesso accogliere un pendrive USB per espandere notevolmente lo spazio di storage, e supporta connessioni Wi-Fi con modalità di autenticazione via web.

In più, la chiavetta consente adesso di inviare l'audio via Bluetooth ad auricolari esterni. L'arrivo in Germania e Regno Unito fa ben sperare circa un possibile approdo anche in altri stati europei, fra cui l'Italia. Potrebbe essere quindi solo questione di tempo prima di vedere la Fire TV Stick anche nel Belpaese, ad un prezzo simile a quello tedesco, 39€. In Regno Unito viene proposta a 35 sterline, ma gli utenti Prime possono accedere a succulente scontistiche.

Chi ha già sottoscritto un abbonamento Prime può riceverla a 19 sterline, mentre chi sottoscrive l'abbonamento insieme all'acquisto di Fire TV Stick può ottenere quest'ultima a 7£. L'offerta scade fino a giovedì, mentre le prime spedizioni partiranno non prima del 15 aprile.


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Audacity

scheda aggiornata 2 ore fa

Audacity è un software open source per registrare ed editare file audio. Dotato di un'interfaccia molto semplice, consente di registrare tracce audio in tempo reale attraverso un microfono o un mixer collegato al computer. Con alcune schede audio consente anche di catturare l'audio in streaming. I file editati possono essere esportati in diversi formati molto comuni.


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Intel saluta il papà di Centrino: Mooly Eden lascia dopo 33 anni

Shmuel "Mooly" Eden ha deciso di lasciare Intel dopo 33 anni di militanza. Come accade solitamente in questi casi, Eden ha deciso di concludere la sua avventura all'interno della più grande compagnia di semiconduttori al mondo "per cercare altre sfide": se ciò significhi un ruolo dirigenziale in una qualche altra azienda lo sapremo nel prossimo futuro.

Famoso per il suo copricapo e magari ignoto ai più, Mooly Eden ha avuto la responsabilità di posizioni molto importanti durante la sua carriera in Intel tra cui quella di Senior Vice President. Eden è inoltre stato General Manager della divisione Perceptual Computing e Presidente di Intel Israel dove, tra il 1999 ed il 2003, ha inoltre diretto il centro di ricerca e sviluppo.

Mooly Eden ha inoltre assunto la guida del gruppo che ha sviluppato numerosi progetti fondamentali per il percorso di Intel, incluso il processore Pentium e, sul fronte mobile, i processori Pentium e la piattaforma Centrino. Nel corso del 2005 Eden è divenuto vicepresidente e direttore generale della divisione Mobile Platforms e nel 2009 ha condotto la divisione PC Client supervisionando la pianificazione delle piattaforme, delle architetture e della commercializzazione delle proposte desktop e mobile dell'azienda di Santa Clara.

L'apporto di Eden ad Intel è stato significativo, così come riconosciuto dalla stessa azienda nelle usuali dichiarazioni di commiato: "Il suo contributo alla compagnia è stato enorme". Allo stesso modo anche Eden ha affermato: "Ho avuto il privilegio di dirigere molti gruppi in Intel in una lunga serie di attività. Oltre a questo ho avuto il privilegio di lavorare con persone creative che nel corso degli anni sono divenuti buoni amici".


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OCZ presenta il nuovo SSD Vector 180 e il nuovo tool SSD Guru

OCZ presenta i nuovi SSD della serie Vector 180, rinnovando di fatto il proprio listino nella fascia top di gamma per il settore consumer enthusiast con interfaccia SATA 6Gbps. Da quando Toshiba ha acquisito la sezione SSD di OCZ abbiamo assistito ad un adeguamento dei modelli disponibili con il passaggio ai chip NAND Flash di Toshiba stessa

La serie OCZ Vector 180 utilizza il già noto controller Barefoot 3, mentre il form factor rimane  quello da 2,5 polici slim da 7mm. Passando ai chip utilizzati, si parla dei Toshiba A19 MLC Toggle NAND 19nm. Viene immediatamente da chiedersi cosa ci sia di diverso fra i nuovi Vetor 180 ed i Vector 150 presentati circa un anno e mezzo fa, visto che le caratteristiche per ora coincidono.

OCZ

Si parte dalle capienze, che ora arrivano fino a 960GB mentre con il Vector 150 si arrivava al massimo a 480GB. 120GB, 240GB e 480GB sono le altre capienze in cui è possibile trovare OCZ Vector 180, mentre le prestazioni dichiarate sono nell'ordine dei 550MB al secondo in lettura e 530MB al secondo in scrittura per tutte le unità tranne quella da 120GB, la cui scrittura massima scende a 450MB al secondo.

OCZ Vector 180 si arricchisce anche della già nota garanzia di 5 anni ma con il servizio ShieldPlus, che permette di mandare in garanzia l'unità danneggiata senza scontrino come prova d'acquisto ma semplicemente con il serial number. Oltre a questo, OCZ Vector 180 viene fornito non solo con Acronis True Image, ma anche con il nuovo tool SSD Guru, utile per la gestione completa dell'unità che può essere impostata per massimizzare prestazioni, affidabilità o capienza. Prezzi? Meglio tenere d'occhio i listini dei principali store online, visto che per ora sono in pochissimi ad averli e le cifre riportate potrebbero subire presto un ridimensionamento. L'unità da 240GB è attualmente in redazione per un test.


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Utilu Mozilla Firefox Collection

Written By Unknown on Selasa, 24 Maret 2015 | 23.03

scheda aggiornata 2 ore fa

Utilu Mozilla Firefox Collection permette di installare in modo indipendente differenti versioni del browser Mozilla Firefox. La disponibilità di differenti versioni di questo browser permette di verificare facilmente la compatibilità delle proprie pagine web anche con versioni di browser disponibili da tempo per il download.


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Apple e la maxi evasione fiscale in Italia: conclusa l'indagine, ecco il verdetto

Si concludono le indagini sul presunto caso di evasione fiscale da parte di Apple in Italia. La società produttrice di iPhone, iPad e della serie di prodotti Mac era stata accusata di "dichiarazione dei redditi fraudolenta", per non aver certificato un indotto di circa 879 milioni di euro nel periodo che va dal 2008 al 2013. La divisione italiana della Mela è adesso impegnata con gli organi giudiziari per trovare un accordo su un eventuale risarcimento a favore dell'Agenzia delle Entrate.

Apple Store di Bologna
Apple Store di Bologna, via Rizzoli

Coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Greco e dai pm Adriano Scudieri e Carlo Nocerino, l'esito dell'indagine colpisce direttamente l'amministratore delegato di Apple Italia Enzo Biagini e il direttore finanziario Mauro Cardaio, oltre a Michael Thomas O'Sullivan della divisione irlandese Apple Sales Internazional. La colpevolezza è stata stabilita in base all'articolo 5 del Decreto legislativo 74 del 2000, con Apple colpevole di omessa dichiarazione, per un reato che prevede pene da uno a tre anni.

Un reato di cui sono stati accusati parecchi fra i big del settore tecnologico, i cui profitti realizzati in determinati paesi vengono contabilizzati dalle divisioni estere che godono di pressioni fiscali più favorevoli. Ed è così che gli utili generati da Apple Italia andavano a finire nelle casse della Apple Sales International irlandese, con un giro di soldi che ha suscitato le curiosità dei pm, in un primo momento convinti si trattasse di reato di dichiarazione dei redditi fraudolenta per un periodo di tempo più breve.

Lo scorso novembre 2013, agli albori dell'inchiesta, Apple Italia dichiarava l'infondatezza delle accuse: "Apple paga ogni dollaro ed euro delle tasse dovute ed è continuamente oggetto di controlli fiscali da parte di governi di tutto il mondo". Una linea che la società ha continuato a seguire durante l'indagine, ma che non ha portato ai risultati sperati. Adesso che l'indagine è conclusa, Apple dovrà rispondere di un'evasione fiscale pari a circa 879 milioni di dollari, con l'obiettivo di trovare un'intesa dal punto di vista tributario o penale.


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Apple e la maxi evasione fiscale in Italia: concluse le indagini sul caso

Si concludono le indagini sul presunto caso di evasione fiscale da parte di Apple in Italia. La società produttrice di iPhone, iPad e della serie di prodotti Mac era stata accusata di "dichiarazione dei redditi fraudolenta", per non aver certificato un indotto di circa 879 milioni di euro nel periodo che va dal 2008 al 2013. La divisione italiana della Mela è adesso impegnata con gli organi giudiziari per trovare un accordo su un eventuale risarcimento a favore dell'Agenzia delle Entrate.

Apple Store di Bologna
Apple Store di Bologna, via Rizzoli

Coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Greco e dai pm Adriano Scudieri e Carlo Nocerino, l'esito dell'indagine colpisce direttamente l'amministratore delegato di Apple Italia Enzo Biagini e il direttore finanziario Mauro Cardaio, oltre a Michael Thomas O'Sullivan della divisione irlandese Apple Sales Internazional. La colpevolezza è stata stabilita in base all'articolo 5 del Decreto legislativo 74 del 2000, con Apple colpevole di omessa dichiarazione, per un reato che prevede pene da uno a tre anni.

Un reato di cui sono stati accusati parecchi fra i big del settore tecnologico, i cui profitti realizzati in determinati paesi vengono contabilizzati dalle divisioni estere che godono di pressioni fiscali più favorevoli. Ed è così che gli utili generati da Apple Italia andavano a finire nelle casse della Apple Sales International irlandese, con un giro di soldi che ha suscitato le curiosità dei pm, in un primo momento convinti si trattasse di reato di dichiarazione dei redditi fraudolenta per un periodo di tempo più breve.

Lo scorso novembre 2013, agli albori dell'inchiesta, Apple Italia dichiarava l'infondatezza delle accuse: "Apple paga ogni dollaro ed euro delle tasse dovute ed è continuamente oggetto di controlli fiscali da parte di governi di tutto il mondo". Una linea che la società ha continuato a seguire durante l'indagine, ma che non ha portato ai risultati sperati. Adesso che l'indagine è conclusa, Apple dovrà rispondere di un'evasione fiscale pari a circa 879 milioni di dollari, con l'obiettivo di trovare un'intesa dal punto di vista tributario o penale.


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Samsung NX500 arriva in Italia a 749€

Samsung NX500 arriva in Italia a 749€

"La nuova Samsung NX500 adotta lo stesso sensore APS-C CMOS retroilluminato da 28,2 megapixel della sorella maggiore NX1 con 205 punti a rilevazione di fase e possibilità di registrare filmati 4K: arriva in Italia a 749€"

Samsung annuncia oggi il lancio sul mercato italiano di Samsung NX500, l'ultima nata della famiglia delle mirrorless del produttore coreano. Descrivere in sintesi Samsung NX500 è semplice: racchiude infatti cuore di NX1 in un corpo più compatto e più accessibile dal punto di vista del prezzo. Come la sorella maggiore NX1, di cui a questo indirizzo trovate la nostra recensione completa, la nuova mirrorless della casa coreana utilizza il processore DRIMeV e il sensore APS-C CMOS retroilluminato da 28,2 megapixel con 205 punti a rilevazione di fase, 153 dei quali a croce, in grado di operare in cooperaizone con le 209 zone a rilevazione di contrasto.

La fotocamera è in grado di registrare filmati in formato 4K a 24p in con codec H.265, oppure a 1080p a 60 fps e offre anche la possibilità con la funzione Interval Capture di creare video time lapse in formato Ultra HD. Si tratta, inoltre, di una macchina in grado di scattare a raffica a 9 frame al secondo, con sensibilità fino a 51.200 ISO.

La fotocamera fa a meno del mirino e affida il puntamento al display touchscreen - orientabile ribaltabile - da 3" e 1036k punti; naturalmente non mancano la connettività Wi-Fi e NFC per la connessione a smartphone e tablet, anche per lo scatto remoto con l'app dedicata. Tra le altre specifiche si segnalano l'otturatore fino a 1/6000s e Samsung Auto Shot (SAS) che utilizza il sistema motion detection per individuare in autonomia il momento ideale per scattare. Disponibile nel colore nero al prezzo suggerito al pubblico di 749,00 €, la NX500 è preordinabile in esclusiva sullo store online di Samsung fino al 30 Marzo con la possibilità di ricevere in regalo una Memory Card SD Pro da 32GB.


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Wozniak boccia l'Apple Watch Edition, e continua: 'Questa tecnologia ci renderà schiavi'

In fase di presentazione Apple ha definito il nuovo Watch come il dispositivo proprietario più personale di sempre, ed è proprio uno dei pionieri del personal computer a parlarne, Steve Wozniak, con una riflessione aggiuntiva sulle versioni più costose. Agli albori di Apple, Woz e Jobs incarnavano due visioni del mondo informatico molto differenti e possiamo dire che se Wozniak fosse ancora in Apple, probabilmente Apple Watch Edition non ci sarebbe mai stato.

Steve Wozniak

Il co-founder della Mela è positivo nei confronti di Watch Sport e Watch, ma le versioni Edition non rientrano nel concetto che lui stesso ha di tecnologia: "Se compri i modelli più costosi, non stai comprando uno smartwatch la cui peculiarità è il numero di app disponibili", ha dichiarato il co-fondatore di Apple a The Australian Financial Review in uno dei giudizi più fulgidi - e forse banali - che ad oggi ha ricevuto lo smartwatch aureo di Cupertino.

"Come un Rolex, lo compri per il prestigio e il marchio e diventa un simbolo di chi sei. La differenza fra un Watch da 10 mila dollari ed uno da 17 mila dollari è racchiusa nella sola scelta del cinturino, e un ingegnere come me non capisce questo modo di considerare la tecnologia, non è il mondo che mi appartiene". Secondo Woz, insomma, Apple Watch Edition non è un prodotto informatico, e non va comprato in quanto tale.

Tuttavia, aggiungiamo noi, l'orologio d'oro della Mela si scontrerà irrimediabilmente con i compromessi del settore tecnologico, con un orologio da decine di migliaia di euro che potrebbe divenire ben presto un oggetto obsoleto, senza però assumere i connotati tipici di un prodotto senza tempo. Come verrà inteso il primo Apple Watch in oro da qui a qualche anno? Un prodotto che avrà fatto la storia, o un fermacarte molto costoso?

Wozniak ha comunque continuato sull'argomento dicendo la sua: "Non comprerò l'Edition fino a quando non sarà una cosa che vorrò utilizzare ogni singolo giorno continuamente come parte permanente della mia vita. Solo in quel momento potrei considerare di scegliere la più bella versione da gioielleria".

Il co-fondatore della Mela si è invece espresso positivamente a riguardo del possibile ingresso di Apple nel settore dell'automotive. Secondo Woz, Apple ha bisogno di nuovi mercati da aggredire, ma comunque si dimostra estraneo alla vicenda: "Non so se Apple lo stia facendo davvero, o se stiano solo lavorando sulle loro applicazioni per CarPlay, ma sembra che la società stia assumendo un sacco di nuovo personale in grado di assemblare un veicolo", ha risposto.

Alla domanda sul futuro della tecnologia e dell'umanità, Wozniak si rivolge con gli stessi toni distopici utilizzati da altri pionieri del mondo informatico. L'ingegnere che ha dato vita ai primi computer Apple sostiene che ci accingiamo a divenire sempre più dipendenti dalle macchine, a tal punto che stiamo consegnando loro un potere enorme: "I computer si accingono a prendere il posto degli esseri umani, non c'è dubbio", ha detto Woz.

"Come hanno già previsto Stephen Hawking o Elon Musk, le previsioni sul futuro fanno paura. Se costruiamo questi dispositivi in modo che si prendano cura di noi per tutto, alla fine inizieranno a pensare in maniera più veloce di noi stessi, e non potranno che sbarazzarsi di noi per operare in maniera più efficiente".


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Bell Labs Prize alla seconda edizione: ricercatori, fatevi avanti

Written By Unknown on Senin, 23 Maret 2015 | 23.03

Giunge alla seconda edizione il Bell Labs Prize, ovvero un concorso internazionale che premia le idee e innovazioni più brillanti di giovani ricercatori e scienziati. In palio ci sono ben 175.000 dollari (divisi in diversi premi) ma anche l'interessantissima possibilità di sviluppare il proprio progetto accanto a ricercatori di fama mondiale. Il sito ufficiale ufficiale è raggiungibile all'indirizzo https://www.bell-labs.com/, mentre la scadenza per la partecipazione è fissata nel 22 di aprile 2015 (partecipazione gratuita). Di seguito riportiamo il comunicato in versione integrale.

Al via la seconda edizione del Bell Labs Prize che premierà le idee che cambieranno il modo di comunicare

Premi in denaro per 175.000 dollari per i vincitori e per 100.000 dollari per l'istituzione accademica collegata al primo classificato. Possibilità di collaborare con ricercatori di fama mondiale.

I Bell Labs, l'organizzazione di ricerca e sviluppo di Alcatel-Lucent, annunciano la seconda edizione del Bell Labs Prize, un concorso internazionale che offre ai ricercatori dei paesi ammessi la possibilità di realizzare le loro idee innovative e di collaborare con ricercatori di fama mondiale.

I vincitori porteranno a casa premi in denaro pari a 175.000 dollari e la possibilità di continuare a sviluppare le loro idee presso i Bell Labs. L'obiettivo del Premio è di permettere agli innovatori di tutto il mondo di:

- Collaborare con la comunità globale dei Bell Labs, fatta di ricercatori capaci di cambiare le regole del gioco in molti campi – scienza, ingegneria, matematica, informatica.

- Affrontare le grandi sfide delle comunicazioni, della collaborazione e della connettività che abiliteranno il futuro tra 10 anni, trovando le soluzioni che sono 10x migliori delle attuali, per una o più dimensioni.

"Dopo il grande successo dell'anno scorso, quando abbiamo avuto modo di verificare alcune fantastiche idee – dai social networks, alle bio-reti, alle reti wearable – ci aspettiamo che anche l'edizione di quest'anno abbia lo stesso impatto … e oltre," ha dichiarato Marcus Weldon, presidente Bell Labs. "Crediamo che l'energia, l'innovazione e la collaborazione che il Premio Bell Labs porta nel settore e nella comunità dei ricercatori sia incredibile e crediamo fermamente che i vincitori cambieranno radicalmente il nostro mondo".

Il Bell Labs Prize

Il Premio Bell Labs è un concorso che premia le proposte innovative 10x nel campo delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni e relativi sistemi software e applicazioni. La competizione è aperta a chiunque nei paesi partecipanti 'abbia' un'idea e soddisfi i requisiti di partecipazione.

I tre vincitori riceveranno un premio di 100.000 dollari (primo premio), 50.000 dollari (secondo premio) o 25.000 dollari (terzo premio). Inoltre, lungo il percorso, alcuni top talent potrebbero rientrare nel programma di assunzioni dei Bell Labs. La scadenza per la partecipazione è il 22 aprile 2015. Per ulteriori informazioni visitate il sito dei Premio Bell Labs. La partecipazione è gratuita. Non valido dove proibito.

I vincitori Bell Labs Prize 2014

A dicembre 2014, il primo premio del valore di 100.000 dollari è stato attribuito a Emmanuel Abbe, assistant professor presso la Princeton University per il suo lavoro riguardo la Teoria di Shannon per Social Network e oltre, il secondo premio (50.000 dollari) è andato a Patrick Reynaert, professore associato presso l'Università di Leuven (Belgio) per Gigabits attraverso la plastica e 25.000 dollari del terzo premio sono andati al team composto da Matilde Sanchez Fernandez, Ana García Armada e Eva Rajo-Iglesias dell'Università Carlos III di Madrid, che hanno presentato il progetto Liberare il Wireless Power dei terminali: Blended Antenna HUBs per un'esperienza mobile cloud senza limiti.


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Windows 7 non più supportato da Boot Camp sui nuovi Mac

Boot Camp non supporta Windows 7 suoi nuovi MacBook Pro da 13" e MacBook Air. La novità è stata segnalata da MacRumors dopo che è stata rinvenuta sui documenti di supporto ufficiali sul sito Apple. La "vecchia" ma parecchio diffusa versione del sistema operativo non è più compatibile nemmeno sui MacBook Pro del 2013, mentre gli utenti di MacBook Pro, Air e iMac del 2014 potranno continuare ad installarla.

Windows su Mac

Boot Camp è un software ufficiale sviluppato da Apple che consente agli utenti di installare Windows sul proprio Mac. In sostanza è un boot loader che permette al sistema operativo di Redmond di coesistere con Mac OS X sui sistemi della Mela. L'abbandono del supporto dei più vecchi Windows appartiene ad una pratica che Apple aveva già operato anche in passato: il supporto per Windows XP e Windows Vista, ad esempio, era cessato nello scorso 2010.

L'abbandono di Windows 7 era del resto atteso, ma forse non così presto considerando l'ottima diffusione di cui ancora gode dopo sei anni dalla commercializzazione. Ad aver giocato un ruolo fondamentale nella decisione è stato probabilmente l'imminente arrivo di Windows 10, previsto in estate, che integra funzionalità ed elementi dell'interfaccia che potrebbero coinvolgere al passaggio molti più utenti rispetto all'attuale Windows 8, versione accolta con scarso calore dal pubblico.

La lista di dispositivi compatibili con Boot Camp è disponibile sul sito ufficiale, mentre per chi ha la necessità di utilizzare Windows 7 su uno dei computer Apple può ancora fare affidamento alle macchine virtuali, sfruttando uno dei tanti software di terze parti della categoria disponibili su Mac OS X, come ad esempio VMware Fusion o Parallels Desktop 10.


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Apple TV: in arrivo il 4K, Siri e un SDK dedicato?

Apple sta pianificando di svelare un nuovo Apple TV con funzionalità vocali (Siri) integrate e supporto per un App Store dedicato: la presentazione avverrà in occasione dell'annuale appuntamento Worldwide Developers Conference di giugno, durante il quale la Mela metterà a disposizione degli sviluppatori un nuovo SDK per realizzare applicazioni per il nuovo dispositivo.

Tra le informazioni disponibili pare quindi che la nuova Apple TV sarà provvista di assistente vocale Siri, supporto ad app di terze parti e sarà basata sul processore A8, già presente nei recenti iPhone 6 e iPhone 6 Plus. Si tratterebbe quindi di un sostanziale rinnovo rispetto al modello esistente e, secondo ulteriori indiscrezioni, il nuovo dispositivo sarà provvisto di una quantità di storage sensibilmente superiore rispetto agli 8GB della versione attuale.

E' ormai parecchio tempo che Apple TV non riceve alcun aggiornamento hardware, mentre per quanto riguarda il listino si è registrato un taglio di prezzo durante le scorse settimane. Apple ha però continuato ad aggiungere nuovi contenuti e a cercare alleanze, come ad esempio la recente partnership con HBO per spettacoli in esclusiva.

Il processore A8 presente sugli smartphone della Mela offre un livello prestazionale sufficiente da poter gestire output video alla risoluzione 4K, il che permetterebbe alla nuova Apple TV di essere in grado di supportare contenuti UHD. L'aggiunta di Siri potrebbe invece portare nuove possibilità di impiego per Apple TV, trasformandola in una sorta di centro nevralgico per HomeKit. Altre nuove possibilità sono infine offerte da una sezione dedicata dell'App Store, la quale potrebbe rapidamente popolarsi di contenuti videoludici trasformando Apple TV in una console di gioco e stabilendo così l'ufficiale ingresso della Mela nel campo di battaglia del gaming da salotto.


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Google Chrome Portable

scheda aggiornata 1 ora fa

Google Chrome Portable è una versione estremamente leggera e portatile del browser Google Chrome, ottimizzato in modo tale da poter essere facilmente trasportato.


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Lenovo: Gianfranco Lanci nominato Corporate President in aggiunta al ruolo di COO

Lenovo ha annunciato un riallineamento del proprio business per gruppi di prodotto e aree geografiche, facendo seguito alle recenti acquisizioni, mettendo in atto una struttura organizzativa progettata per ottenere una ulteriore crescita a livello globale.

Il riallineamento prevede un ruolo ancora più elevato per Gianfranco Lanci, nominato Corporate President di Lenovo con effetto dal 1 ° aprile (no, non è uno scherzo, si tratta dell'inizio del nuovo anno fiscale). Lanci diventa di fatto leader di tutte le organizzazioni per aree geografiche di Lenovo e aggiunge la responsabilità dell'Enterprise Business Group al suo attuale ruolo di capo del PC Group.

Avrà quindi responsabilità globale end-to-end delle prestazioni e della gestione aziendale in queste aree, pur mantenendo la sua attuale posizione di Lenovo Chief Operating Officer. Lanci era entrato in Lenovo nel mese di aprile del 2012, con 30 anni di esperienza nel business dei personal computer, con numerosi ruoli di leadership ricoperti presso Texas Instruments e Acer.

Fra gli annunci di Lenovo segnaliamo anche la nomina di Gerry Smith a Executive Vice President e Chief Operating Officer di PC & EBG (Personal Computer ed Enterprise Business Group). Nel suo nuovo e più ampio ruolo, Smith avrà la responsabilità di stimolare la crescita e la redditività per due settori chiave che rappresentano oggi più dell'80% del fatturato totale, e diventa leader delle Global Operations per queste aree di business.

Smith approda a Lenovo nel 2006, portando la sua esperienza di leadership ed esecuzione end-to-end. Ha contribuito a costruire la supply chain globale di Lenovo con ottimi risultati a livello mondiale: anche suo il merito di aver portato Lenovo sul gradino più alto nella classifica di vendite PC a livello globale. Quello appena trascorso è un anno storico per l'azienda. Dieci anni dopo la sua acquisizione del business dei PC da IBM, Lenovo ha completato le due sue più grandi acquisizioni: Motorola Mobility, che ha reso Lenovo n.3 negli smartphone a livello mondiale, e i server System x di IBM, che hanno ampliato le potenzialità del business Enterprise di Lenovo. Allo stesso tempo, la Società ha raggiunto il traguardo record del 20% di quota di mercato come produttore di PC n.1 al mondo, con ricavi e profitti record.


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AMD Freesync, Nvidia Titax X, Windows 10 gratis, Carbon3D e aquile temerarie in TGtech

Written By Unknown on Minggu, 22 Maret 2015 | 23.03

L'edizione odierna di TGtech, registrata in uno dei pochi luoghi in Italia dove l'eclisse solare non si è fatta vedere a causa di una coltre di nubi, giustappone temerari pennuti, tecnologie che promettono di essere rivoluzionarie e inviati che soffrono il jet lag alle notizie in arrivo dal mondo della tecnologia. Apre le danze Paolo Corsini, che infila un uno-due parlando della nuova scheda video Nvidia GeForce GTX Titan X e della tecnologia AMD Freesync.

La parola passa poi a Nino Grasso, nella sua incarnazione Nino Gratis: è questa infatti una delle parole che è stata maggiormente accostata a Windows 10 in questa settimana. Nino ci rende edotti in merito a tutte le novità comunicate a proposito del prossimo sistema operativo di casa Microsoft.

Andrea Bai ci parla di stampa 3D, in particolare della nuova stampante a polimerizzazione di resina presentata da Carbon3D, una startup californiana, che in collaborazione con l'University of North Carolina ha sviluppato una tecnologia in grado di accelerare i tempi di stampa di due ordini di grandezza. Invece di realizzare un oggetto strato per strato, l'idea di Carbon3D permette di stampare l'oggetto in maniera continua.

Roberto Colombo ci porta invece sul dorso dell'aquila Darshan, che ha spiegato le sue ali dalla cima del grattacielo più alto del mondo il Burj Khalifa di Dubai (829,8 metri): il video prodotto dalla action camera Sony 'indossata' dal volatile è il terzo di una serie pensata per attirare l'attenzione del pubblico sulla tutela delle specie a rischio.

Rosario Grasso ci parla invece direttamente da San Josè, California, dove si sta tenendo la GPU Technology Conference 2015, organizzata da Nvidia. Interessanti i campi in cui vengono messe alla frusta le GPU della casa californiana, spicca tra tutti quello del Deep Learning.


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Online una guida completa alla programmazione con API Mantle

AMD ha reso disponibile nei giorni scorsi la Mantle API Programming Guide, un manuale di ben 450 pagine che illustra ai programmatori quali siano le potenzialità delle API Mantle e come trarne beneficio nella scrittura di codice per le proprie applicazioni.

Il download della guida alla programmazione delle API Mantle è disponibile gratuitamente a questo indirizzo.

Ricordiamo come poco più di 2 settimane fa, in concomitanza con il Game Developer Conference, AMD abbia tenuto una conferenza pubblica con la quale è stato evidenziato quello che sarà lo sviluppo futuro di queste API alla luce della prossima disponibilità delle API DirectX 12 di Microsoft. Il 2015 sarà per queste API un anno di transizione, con uno sviluppo futuro delineato nei seguenti punti:

  • AMD continuerà a supportare i partner sviluppatori di giochi che hanno scelto di implementare il supporto Mantle all'interno di propri titoli;
  • AMD ha intenzione di rendere disponibile una SDK di Mantle pubblica;
  • AMD continuerà a sviluppare le API Mantle, operando come una piattaforma di innovazione grafica per l'azienda disponibile per partner selezionati che presentino specifiche necessità.

Il futuro di Mantle è quindi sempre più legato a quello delle API DirectX 12; queste ultime sono del resto basate su un approccio alla programmazione che mira a ridurre sensibilmente l'overlay presente con le API DirectX 11 e in questo modo permettere di ottenere un sensibile incremento delle prestazioni lato GPU oltre che un minor carico di lavoro per la componente CPU.

Quelle Mantle sono API disponibili al momento, con le quali gli sviluppatori anche grazie alla documentazione tecnica fornita da AMD possono sviluppare nuove applicazioni che sfruttino al meglio le potenzialità delle GPU AMD con architettura Graphics Core Next.


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Galaxy S6 e S6 Edge anche in oro 24k: si parte da 2.300 euro e l'IVA è esclusa

Dopo l'Apple Watch di 115 mila dollari tempestato di diamanti, arriva un nuovo prodotto pensato per un'utenza estremamente esclusiva. Parliamo delle nuove personalizzazioni in oro da 24 carati, oro rosa e platino di Galaxy S6 e Galaxy S6 Edge realizzate da Goldgenie. Il prezzo non è sicuramente alla portata di tutti, ma comunque non troppo esagerato se consideriamo i materiali pregiati utilizzati.

Samsung Galaxy S6 Edge

Si parte da circa 2.300 euro tasse naturalmente escluse per il modello più abbordabile, ovvero il Samsung Galaxy S6 tradizionale in oro da 24 carati, mentre tutti i modelli personalizzati da Goldgenie saranno venduti in una scatola in legno di ciliegio degna di un prodotto di gioielleria. Il dispositivo potrà essere inoltre personalizzato ulteriormente con un intaglio del nome dell'utente o di un suo motto personale.

Samsung ha finalmente abbandonato del tutto la proverbiale plastica sui suoi top di gamma della serie Galaxy S, proponendo ai propri utenti un prodotto che non sfigura di fronte alla concorrenza, che da tempo utilizza materiali più pregiati. Lo ha fatto unendo una scocca in metallo e un retro in vetro curvo, scegliendo inoltre tecnologie esclusive per introdurre anche un display di tipo curvo sulla famiglia di smartphone.

Ma i prodotti Goldgenie vanno come di consueto molto oltre e sono rivolti ad un pubblico decisamente esclusivo e ovviamente molto ricco. C'è chi definisce pacchiani i prodotti di questo tipo, chi invece sostiene che siano perfetti per ostentare la più becera opulenza. Ma è indubbio che prodotti di questo tipo abbiano un loro piccolo seguito, soprattutto considerando il riscontro di tipo pubblicitario che queste società ottengono mischiando procedure di lavorazione artigianale a prodotti di massa.

Samsung Galaxy S6 Platinum Goldgenie

Del resto, sotto la scocca i nuovi prodotti di Goldgenie sono praticamente identici alle controparti vendute da Samsung, e offrono le stesse performance sotto il loro guscio di lusso, oltre ad una garanzia a vita. Le fasi di preorder sono attive da venerdì 20 marzo e si concluderanno il 7 aprile, mentre dal 10 aprile verranno accettate le prime ordinazioni, con le prime consegne previste dopo 14 e 21 giorni dal lancio commerciale del dispositivo. E non dite che non vi avevamo avvisati!


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MacBook Pro con display che si macchiano irreparabilmente: nuova petizione contro Apple

Alcuni utenti di MacBook Pro con display Retina sarebbero alla ricerca della soluzione su un problema ormai noto come staingate. In sostanza, i possessori del non proprio economico laptop della Mela avrebbero notato a pochi mesi dall'acquisto delle consistenti macchie permanenti sul rivestimento anti-glare del display. Sono stati addirittura preparati un sito apposito e una petizione su Change, in cui si chiede ad Apple di rispondere in qualche modo sulla problematica.

Staingate, MacBook Pro con display Retina

Ad essere coinvolti nel nuovo caso, sarebbero i dispositivi prodotti da metà 2012 a metà 2014, con i modelli più recenti che potrebbero in effetti palesare le problematiche in un futuro non troppo distante. Il rivestimento che riduce la riproduzione dei riflessi dell'ambiente circostante sul display inizia a graffiarsi o rimuoversi in alcune aree dopo circa sei o sette mesi dall'acquisto, con l'unica soluzione apparente che sembra quella di rivolgersi all'efficiente ma costosa assistenza della Mela.

La risposta di Apple è stata in alcuni casi positiva, con alcuni utenti che hanno segnalato di essere riusciti ad ottenere la riparazione gratuita nel primo anno dall'acquisto, mentre altri utenti hanno ricevuto un secco "no" dai Genius di Apple, i quali hanno specificato che danni di tale natura non rientrano all'interno del servizio assistenziale offerto gratuitamente dalla società. In questi casi, i costi di riparazione sono nell'ordine delle centinaia di dollari, con alcune segnalazioni che riportano anche cifre intorno agli 800 dollari.

Le motivazioni del resto possono essere molteplici: in alcuni casi è stato il semplice contatto con la tastiera a causare la rimozione di parte del rivestimento anti-riflesso, mentre in altri una particolare veemenza da parte del possessore durante le fasi di pulizia del display, o anche l'uso di prodotti chimici non idonei alla pulizia del delicato pannello. In ogni caso, tuttavia, è un problema che non dovrebbe presentarsi su un dispositivo portatile, soprattutto se venduto a prezzi sensibilmente più elevati rispetto alla concorrenza diretta.

Sebbene si tratti di un fenomeno già noto da oltre un anno, solo da alcune settimane ha acquisito un certo spessore, con il culmine raggiunto con il sito staingate.org di denuncia, con l'obiettivo di diffondere il più possibile il problema e attendere una risposta ufficiale da parte della Mela. In più è stata istituita anche una petizione su Change.org, in cui si richiede alla società la riparazione gratuita per tutti gli utenti che hanno riscontrato la problematica. Ad oggi sono 438 i sostenitori della causa, con l'obiettivo di raggiungere complessivamente le 1000 firme.


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Acer C910 Chromebook ufficiale: stesse prestazioni di Pixel ma a metà prezzo

A poco più di una settimana dal rilascio di Chromebook Pixel da parte di Google, Acer svela C910 Chromebook, un nuovo notebook basato su Chrome OS in grado di pareggiare la potenza del concorrente ad un prezzo più competitivo. Acer offre adesso lo stesso i5-5200U del Pixel sul suo Chromebook, ma con un prezzo di base a partire da 499 dollari nel mercato statunitense. La dotazione di porte e la qualità del prodotto non sarà naturalmente la stessa del prodotto di Big G.

Acer C910 Chromebook

I Chromebook hanno preso piede oltreoceano, tuttavia il loro successo è ancora decisamente incerto su altri mercati. Google non riesce a venderne in grandi volumi, con Microsoft che fa di tutto per contrastare l'ondata dei notebook economici di Mountain View proponendo il suo Windows a prezzi stracciati agli OEM. Ma Chromebook non è un progetto morto, con Acer che si configura fra i maggiori produttori della categoria.

Il nuovo C910 Chromebook utilizza un processore Intel Core i5-5200U di quinta generazione, e viene proposto in due varianti con display LCD IPS Full HD (1920x1080) e HD (probabilmente Tn da 1366x768), entrambi con rivestimento anti-glare, ed entrambi con una diagonale da 15,6 pollici. Con un peso di 2,2kg e uno spessore di 24,2 mm, il nuovo computer portatile può resistere fino a 60kg di peso, e cadute da 45cm.

La batteria consente di raggiungere il pieno giorno lavorativo grazie ad un'autonomia di 8 ore in funzione, almeno stando ai dati rilasciati dalla società, mentre sul fronte della connettività avremo ampia scelta: Wi-Fi 802.11ac 2x2 con tecnologia MIMO, Bluetooth 4.0, due porte USB di cui una 3.0, e una porta HDMI. Acer C910 Chromebook supporta anche schede di memoria SD grazie ad un card reader integrato. La lista delle specifiche tecniche si completa infine con 4GB di RAM e 32GB per l'SSD integrato.

Acer C910 Chromebook

Si tratta di un modello simile ad Acer Chromebook 15, anche se più orientato alla produttività e con un hardware più veloce. Il nuovo C910 verrà lanciato negli Stati Uniti nel mese di aprile, ad un prezzo di base suggerito al pubblico di 499,99$, superiore a Chromebook 15 per via dell'hardware rinnovato. Il modello con display più avanzato avrà un costo di listino probabilmente più elevato, ancora non specificato dalla società. Non è chiaro, inoltre, se il nuovo notebook raggiungerà anche altri mercati oltre quello statunitense.


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AMD Freesync, Nvidia Titax X, Windows 10 gratis, Carbon3D e aquile temerarie in TGtech

Written By Unknown on Sabtu, 21 Maret 2015 | 23.03

L'edizione odierna di TGtech, registrata in uno dei pochi luoghi in Italia dove l'eclisse solare non si è fatta vedere a causa di una coltre di nubi, giustappone temerari pennuti, tecnologie che promettono di essere rivoluzionarie e inviati che soffrono il jet lag alle notizie in arrivo dal mondo della tecnologia. Apre le danze Paolo Corsini, che infila un uno-due parlando della nuova scheda video Nvidia GeForce GTX Titan X e della tecnologia AMD Freesync.

La parola passa poi a Nino Grasso, nella sua incarnazione Nino Gratis: è questa infatti una delle parole che è stata maggiormente accostata a Windows 10 in questa settimana. Nino ci rende edotti in merito a tutte le novità comunicate a proposito del prossimo sistema operativo di casa Microsoft.

Andrea Bai ci parla di stampa 3D, in particolare della nuova stampante a polimerizzazione di resina presentata da Carbon3D, una startup californiana, che in collaborazione con l'University of North Carolina ha sviluppato una tecnologia in grado di accelerare i tempi di stampa di due ordini di grandezza. Invece di realizzare un oggetto strato per strato, l'idea di Carbon3D permette di stampare l'oggetto in maniera continua.

Roberto Colombo ci porta invece sul dorso dell'aquila Darshan, che ha spiegato le sue ali dalla cima del grattacielo più alto del mondo il Burj Khalifa di Dubai (829,8 metri): il video prodotto dalla action camera Sony 'indossata' dal volatile è il terzo di una serie pensata per attirare l'attenzione del pubblico sulla tutela delle specie a rischio.

Rosario Grasso ci parla invece direttamente da San Josè, California, dove si sta tenendo la GPU Technology Conference 2015, organizzata da Nvidia. Interessanti i campi in cui vengono messe alla frusta le GPU della casa californiana, spicca tra tutti quello del Deep Learning.


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MacBook Pro con display che si macchiano irreparabilmente: nuova petizione contro Apple

Alcuni utenti di MacBook Pro con display Retina sarebbero alla ricerca della soluzione su un problema ormai noto come staingate. In sostanza, i possessori del non proprio economico laptop della Mela avrebbero notato a pochi mesi dall'acquisto delle consistenti macchie permanenti sul rivestimento anti-glare del display. Sono stati addirittura preparati un sito apposito e una petizione su Change, in cui si chiede ad Apple di rispondere in qualche modo sulla problematica.

Staingate, MacBook Pro con display Retina

Ad essere coinvolti nel nuovo caso, sarebbero i dispositivi prodotti da metà 2012 a metà 2014, con i modelli più recenti che potrebbero in effetti palesare le problematiche in un futuro non troppo distante. Il rivestimento che riduce la riproduzione dei riflessi dell'ambiente circostante sul display inizia a graffiarsi o rimuoversi in alcune aree dopo circa sei o sette mesi dall'acquisto, con l'unica soluzione apparente che sembra quella di rivolgersi all'efficiente ma costosa assistenza della Mela.

La risposta di Apple è stata in alcuni casi positiva, con alcuni utenti che hanno segnalato di essere riusciti ad ottenere la riparazione gratuita nel primo anno dall'acquisto, mentre altri utenti hanno ricevuto un secco "no" dai Genius di Apple, i quali hanno specificato che danni di tale natura non rientrano all'interno del servizio assistenziale offerto gratuitamente dalla società. In questi casi, i costi di riparazione sono nell'ordine delle centinaia di dollari, con alcune segnalazioni che riportano anche cifre intorno agli 800 dollari.

Le motivazioni del resto possono essere molteplici: in alcuni casi è stato il semplice contatto con la tastiera a causare la rimozione di parte del rivestimento anti-riflesso, mentre in altri una particolare veemenza da parte del possessore durante le fasi di pulizia del display, o anche l'uso di prodotti chimici non idonei alla pulizia del delicato pannello. In ogni caso, tuttavia, è un problema che non dovrebbe presentarsi su un dispositivo portatile, soprattutto se venduto a prezzi sensibilmente più elevati rispetto alla concorrenza diretta.

Sebbene si tratti di un fenomeno già noto da oltre un anno, solo da alcune settimane ha acquisito un certo spessore, con il culmine raggiunto con il sito staingate.org di denuncia, con l'obiettivo di diffondere il più possibile il problema e attendere una risposta ufficiale da parte della Mela. In più è stata istituita anche una petizione su Change.org, in cui si richiede alla società la riparazione gratuita per tutti gli utenti che hanno riscontrato la problematica. Ad oggi sono 438 i sostenitori della causa, con l'obiettivo di raggiungere complessivamente le 1000 firme.


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