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iTunes 11 in arrivo entro pochi giorni

Written By Unknown on Sabtu, 24 November 2012 | 23.03

Secondo alcune indiscrezioni il lancio di iTunes 11 sarebbe imminente. Il nuovo strumento Apple era atteso per il mese di ottobre, ma i numerosi lanci prodotto di quel periodo avevano suggerito di attendere, posticipando il tutto a novembre senza però specificare meglio la data.

Con iTunes 11 ci si attende un'interfaccia grafica rinnovata con caratteristiche comuni sia su dispositivo mobile che Mac. La nuova interfaccia proporrà anche una riorganizzazione degli strumenti e permetterà una modalità expanded per visualizzare al meglio i contenuti della propria libreria.

Nel mese di settembre si erano anche diffuse alcune voci in merito a un possibile servizio di streaming musicale offerto da Apple attraverso una sottoscrizione mensile. Queste voci deriverebbero dalle dichiarazioni di alcune case discografiche e il ritardo accumulato per il lancio del nuovo iTunes 11 potrebbe anche aver consentito a Apple di concludere lo sviluppo del proprio servizio.

Le indiscrezioni si baserebbero sulla richiesta rivolta da Apple ai vari artisti di inviare le proprie immagini grandi almeno 1200 pixel di larghezza. Nel messaggio si fa riferimento al rilascio imminente - entro pochi giorni - del nuovo iTunes.


23.03 | 0 komentar | Read More

Voci di una nuova fabbrica di TSMC in USA, vista la forte domanda (anche di Apple)

TSMC è una realtà taiwanese che fa della produzione di chip in silicio il proprio core business. Sono numerosi i centri produttivi TSMC che comprendono fonderie e lavorazioni del silicio in genere, con una clientela molto vasta e costituita dalle cosiddette aziende "fabless". Queste, infatti, commissionano a TSMC la produzione fisica dei chip, poiché produrli in casa con rese adeguate sarebbe un'operazione esageratamente costosa.

Impensabile, con i livelli tecnologici raggiunti, che un'azienda decida dall'oggi al domani di prodursi i chip da sé: l'estrema complessità dei processi produttivi garantirebbe di poter competere sul mercato solo dopo anni, senza per giunta avere la certezza di riuscirci. Non solo: la costruzione di impianti adeguati ha costi nell'ordine dei miliardi di dollari, motivo per cui è un passo che anche molti colossi dell'ICT si guardano bene dal fare.

Ne consegue che i pochi che già producono chip in grandi volumi siano i soli in grado di poter ampliare i propri centri produttivi, potendo contare su know-how, clientela fidelizzata e molti, molti soldi. Quella che emerge fra le pagine di Xbitlabs è una voce ancora senza conferme, ma sembra che siano in corso indagini per la ricerca di una location adeguata a costruire una fonderia di notevoli dimensioni, rispondenti a precisi parametri.

Cosa cerca l'azienda ancora anonima? Prima di tutto un terreno in grado di poter ospitare edifici per una superficie interna di 300.000 metri quadri, con ambia disponibilità nelle zone limitrofe di acqua, energia e gas. Avviate anche la ricerca di personale qualificato, circa 1000 dipendenti, costituiti però al 40% da ingegneri.

Non solo: nei giorni scorsi alcuni politici USA si sono recati a Taiwan per parlare con alcuni rappresentanti di TSMC, motivo per cui c'è sicuramente qualcosa che bolle in pentola. La spesa per un nuovo impianto è di svariati miliardi di dollari USA, senza contare il beneficio in termini occupazionali che esso può garantire. La zona sembra che sarà dalla parti di New York, mentre occorre fare mente locale anche di un altro fattore.

TSMC avrebbe tutto l'interesse ad aprire una nuova fabbrica in USA. Fra i clienti, oltre a Qualcomm, figurano realtà come NVIDIA ed Apple. Quest'ultima da tempo valuta alternative a Samsung come fornitore di silicio e componentistica varia, motivo per cui tutto quadrerebbe. Ne sapremo qualcosa molto presto, anche perché certe operazioni non possono essere nascoste per molto tempo, anche in considerazione del notevole lavoro da fare.


23.03 | 0 komentar | Read More

Thermalright continua a proporre kit di raffreddamento ad aria

Thermalright continua a proporre kit di raffreddamento ad aria Paolo Corsini 24 Novembre 2012, alle 08:31 Processori

"Archon SB-E X2 è il nome scelto per indicare il nuovo dissipatore di calore top di gamma di Thermalright, compatibile con CPU Intel e AMD, caratterizzato dalle notevole dimensioni complessive"


Nonostante la crescente diffusione dei sistemi di raffreddamento a liquido di tipo chiuso, per i quali l'installazione all'interno del sistema è facilitata e capaci di ottime prestazioni in dissipazione termica anche di processori di fascia alta, non manca l'interesse verso tradizionali sistemi ad aria di elevate dimensioni.

thermalright_archon_sb-e_x2_01.jpg (109122 bytes)

Thermalright, azienda taiwanese da tempo specializzata in questo tipo di soluzioni, ha annunciato il nuovo dissipatore di calore Archon SB-E X2, evoluzione del modello Archon SB-E già presente sul mercato. Il design prevede una struttura di dissipazione centrale dal notevole sviluppo in altezza, sulla quale sono montate due ventole di raffreddamento in configurazione push-pull.

A caratterizzare questa soluzione un nuovo sistema di fissaggio alla scheda madre, compatibile tanto con CPU AMD quanto con quelle Intel, che permette di generare una pressione addizionale sul processore variabile tra 40 e 70 libbre, così da assicurare una superiore trasmissione del calore generato dalla CPU verso il sistema di dissipazione. A completare la struttura troviamo anche ben 8 heatpipes da 6 millimetri di diametro, che attraversano le alette di raffreddamento in due aree distinte dopo essere state messe a contatto con la base in rame a contatto con la CPU.

thermalright_archon_sb-e_x2_02.jpg (104339 bytes)

Queste le principali caratteristiche tecniche segnalate dal produttore:

  • dimensioni del dissipatore: L155 mm x W53 mm x H170 mm
  • peso: 775g (solo dissipatore)
  • heatpipes: 8 in rame da 6 millimetri
  • base: C1100 in puro rame finita a specchio con Nickel Plating.
  • ventola: TY-141
  • dimensioni della ventola: L152 mm x H140 mm x W26.5 mm
  • peso: 175g
  • velocità della ventola: 900 ~ 1300 RPM (controllata da PWM)
  • rumorosità: 17 ~ 21 dBA
  • portata d'aria: 28.3 ~ 73.6 CFM
  • prezzo di vendita suggerito: US$ 99.95

Un dissipatore di calore di questo tipo è ovviamente rivolto al pubblico degli utenti più appassionati, alla ricerca di un sistema di raffreddamento in grado di smaltire una notevole quantità di calore. Il prezzo indicativo nel mercato nord americano, tasse escluse, è di 99,95 dollari, cifra allineata a quanto richiesto per i kit a liquido integrati.

Commenti (21)

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Commento # 1 di: Opossum27 pubblicato il 24 Novembre 2012, 08:51

bravi, ora potete dire che ce l'avete più lungo di quelli della Noctua.

con 100 dollari il liquido ci sta tutto, raffredda molto meglio e non fa bordello.

scaffalone.

Commento # 3 di: Evangelion01 pubblicato il 24 Novembre 2012, 10:52

Originariamente inviato da: Opossum27
bravi, ora potete dire che ce l'avete più lungo di quelli della Noctua.

con 100 dollari il liquido ci sta tutto, raffredda molto meglio e non fa bordello.

scaffalone.

non diciamo fesserie senza aver provato le cose, grazie. il "bordello" dipende dalle ventole utilizzate e thermalright produce delle ottime fluid bearing, silenziose e performanti, che girano piano e son silenziosissime. le prestazioni in rumore e temperature sono pari o addirittura superiori a kit liquido stand-alone da 100 €, senza contare che non si hanno rischi di perdite dal circuito, o problemi di rumore e usura della pompa... l'unico vantaggio di questi kit liquido è l'ingombro, ma a quel punto se uno ha un case adeguato ( e chi prende certe soluzioni di solito lo possiede ) fa benissimo a preferire questi dissy ad aria. il mio noctua d14 tanto per dire regge tranquillo un 2600k @ 4500 con una lian-li tarata a 600rpm assolutamente inudibile. se uno vuole davvero le prestazioni da un liquido deve puntare su impianti autocostruiti Lunasio - yibris o roba simile, con costi molto più alti.

Commento # 4 di: Opteranium pubblicato il 24 Novembre 2012, 11:05

Originariamente inviato da: Opossum27
con 100 dollari il liquido ci sta tutto, raffredda molto meglio e non fa bordello.

totalmente non vero, a meno che tu non intenda il liquido serio, con pompa, radiatore, serbatoio e compagnia (il quale crea un discreto bordello). I kit precotti da 50-80 € raffreddano uguale o inferiore ai dissipatori a torre di buona qualità. Cercare test su internet per conferma.
Inoltre, in quei cosi, a produrre rumore sono sia la ventola che la pompa mentre in un dissipatore a torre c'è solo la prima (e spesso di qualità superiore).
Per non parlare del fatto che, con alcune cpu, puoi anche tenerli completamente fanless..

p.s. il thermalright hr-02 macho che adopero sta sui 40-50 € con ventola da 140 pwm, inudibile ai minimi e lieve ai massimi, e tiene un i7-3770 tra i 36 e i 43 gradi

Commento # 5 di: Estwald pubblicato il 24 Novembre 2012, 11:37

Originariamente inviato da: Opossum27
bravi, ora potete dire che ce l'avete più lungo di quelli della Noctua.

con 100 dollari il liquido ci sta tutto, raffredda molto meglio e non fa bordello.

scaffalone.

E' la terza versione dell'Archon quindi è da un bel po' che possono vantare certe "dimensioni" rispetto a Noctua (e il True Spirit 140 è a sua volta lì come altezza).

Comunque che con "100$ di liquido" si ottenga una soluzione più silenziosa dell'Archon ... è tutta da dismostrare ...

Commento # 6 di: Obrigado pubblicato il 24 Novembre 2012, 12:33

sul mio sistema, corsair h80, montato e smontato in 5 minuti.

le pompe di tutti i kit preconfezionati sono estremamente rumorose se paragonate al rumore prodotto da un buon dissipatore ad aria.

poi esistono persone che tollerano il ronzio della pompa... ma io no.


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HTC Deluxe, la versione europea di J Butterfly?

HTC Deluxe, la versione europea di J Butterfly? Davide Fasola 24 Novembre 2012, alle 09:01 Telefonia

"Sono comparse online in queste ore alcune nuove immagini relative a quello che potrebbe diventare il nuovo top di gamma HTC, ovvero Deluxe, versione europea del già noto J Butterfly"


Annunciato qualche tempo fa nella versione per il mercato cinese con il nome di HTC J Butterfly, quello che dovrebbe essere il nuovo top di gamma dell'azienda taiwanese continua a far parlare di sè e proprio in queste ore sono comparse online alcuni nuovi rendering del terminale nella versione che potrebbe arrivare tra qualche tempo anche in Europa.

Sono ancora poche le caratteristiche note, anzi, al momento le uniche informazioni che possiamo intuire derivano proprio esclusivamente dalle immagini trapelate. Il design sembra fare un passo indietro e riporta la memoria a Sensation & Co. mentre l'accostamento dei colori è molto simile a quanto visto con l'ultima serie One.

Ancora non si hanno certezze nemmeno riguardo al nome che potrebbe essere ripreso da quello del mercato orientale o da quello americano, ovvero Droid DNA o ancora, più probabilmente, come vociferato, potrebbe cambiare completamente nome e chiamarsi HTC Deluxe.

Per quanto riguarda la scheda tecnica è facile ipotizzare la presenza di un processore Qualcomm della serie S4 PRO dotato di gpu Adreno 320, mentre il display dovrebbe misurare 5 pollici di diagonale e avere risoluzione FullHD 1920x1080.

La data ipotizzata per l'annuncio ufficiale è quella del 6 di dicembre ma, a nostro parere, è molto più facile che il terminale veda la luce nel corso dei primi mesi del prossimo anno. Un annuncio in occasione del prossimo CES di Las Vegas o del successivo Mobile World Congress pare infatti molto più auspicabile.

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Prezzi SSD e hard disk, il punto della situazione

Prezzi SSD e hard disk, il punto della situazione Alessandro Bordin 24 Novembre 2012, alle 09:31 Storage

"I prezzi in continuo calo degli SSD rimangono comunque elevati rispetto a quelli degli hard disk tradizionali, nonostante tutto. Ecco un aggiornamento sulla situazione "


CDRInfo ha pubblicato una interessante ricerca condotta da Idealo, avente come tema il monitoraggio dei prezzi delle unità Solid State Drive, così come dei dischi tradizionali, le cui quotazioni sono state fortemente influenzate dalle inondazioni che hanno colpito uno dei maggiori centri produttivi verso la fine dell'anno passato.

Partiamo proprio da questo problema: nel terzo trimestre del 2011 i prezzi medi relativi ai dischi tradizionali, al loro minimo storico, erano di €0,0825/GB, saliti poi nel trimestre seguente a €0,1367/GB. Alla base dell'impennata delle cifre vi era la scarsa disponibilità delle unità disco, dovute all'allagamento degli impianti produttivi. I prezzi, in ogni caso, sono ancora alti rispetto al periodo precedente le alluvioni in Thailandia: il terzo trimestre di quest'anno ha visto infatti la media assestarsi su un €0,122/GB, cifra inferiore rispetto alla fine del 2011 ma comunque ben lontana dai minimi.

Il sospetto, probabilmente fondato, sta nel fatto che le poche aziende rimaste in grado di produrre hard disk in grandi volumi non abbiano alcun interesse a fare una guerra di prezzi. Seagate ha rilevato la divisione hard disk di Samsung, mentre Western Digital quella di Hitachi; con pochissimi player rimasti, il sospetto di un cartello sui prezzi, che fa l'interesse delle aziende stesse, risulta quantomeno probabile.

Nel corso degli ultimi sei trimestri, la situazione riferita ai Solid State Drive ha seguito dinamiche differenti. I prezzi sono in continua discesa, ma comunque ben più elevati rispetto a quelli degli hard disk tradizionali.  Da secondo al terzo trimestre del 2011 si è passati da €1.69/GB a €1.54/GB, mentre fra il primo e il terzo trimestre del 2012 le cifre parlano rispettivamente di €1.45/GB e €1.21/GB. Nel giro di un anno, insomma, abbiamo assistito a tagli di prezzo nell'ordine del 30%, che collocano in ogni caso gli SSD su prezzi differenti rispetto a quello dei normali dischi, ovviamente a parità di capienza.

Commenti (32)

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Commento # 1 di: roccia1234 pubblicato il 24 Novembre 2012, 09:50

Questi dati sono completamente sballati

Ad oggi gli SSD "normali" sata 3 sono sotto la soglia di 1€/gb.

I meccanici costano, oggi, con prezzi ancora elevati, tra 0,0785€/GB e 0,045€/GB (per i 2 TB)

Pre alluvione i prezzi erano sotto i 0,05€/GB, con i più economici che raggiugnevano anche 0,03€/GB (sempre parlando di 2 TB).

I vostri dati indicano sempre prezzi almeno doppi rispetto alla realtà .

Commento # 8 di: matsnake86 pubblicato il 24 Novembre 2012, 11:35

Originariamente inviato da: roccia1234
Questi dati sono completamente sballati

Ad oggi gli SSD "normali" sata 3 sono sotto la soglia di 1€/gb.

I meccanici costano, oggi, con prezzi ancora elevati, tra 0,0785€/GB e 0,045€/GB (per i 2 TB)

Pre alluvione i prezzi erano sotto i 0,05€/GB, con i più economici che raggiugnevano anche 0,03€/GB (sempre parlando di 2 TB).

I vostri dati indicano sempre prezzi almeno doppi rispetto alla realtà .

mah.. non mi sembra. Un hd da rivenditore è coerente con le cifre dell'articolo.

Se poi stiamo a guardare i prezzi dei siti che evadono l'iva allora è ovvio che costano di meno.

Commento # 9 di: roccia1234 pubblicato il 24 Novembre 2012, 11:45

Originariamente inviato da: matsnake86
mah.. non mi sembra. Un hd da rivenditore è coerente con le cifre dell'articolo.

Se poi stiamo a guardare i prezzi dei siti che evadono l'iva allora è ovvio che costano di meno.

Se vai al negozietto sotto casa o mediaworld ci credo che trovi quei prezzi.

Io mi sono basato su amazon.it ed eprice (quindi neanche i prezzi più bassi del web). Dubito che organizzazioni del genere evadano l'iva.

Commento # 10 di: maxmax80 pubblicato il 24 Novembre 2012, 12:04

il sospetto di un cartello sui prezzi, che fa l'interesse delle aziende stesse, risulta quantomeno probabile.

direi proprio che NON è un sospetto, è la realtà!
in seguito alla vera e propria maial*ta perpetrata da Western Digital,
anche il "correttissimo" concorrente Samsung ha pensato bene di adeguarsi nella spremitura dei consumatori e degli assemblatori OEM con la scusa dei problemi intercorsi con l' alluvione...

complimenti.


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Processori saldati sulla scheda madre anche per sistemi desktop?

Written By Unknown on Jumat, 23 November 2012 | 23.03

Processori saldati sulla scheda madre anche per sistemi desktop? Paolo Corsini 23 Novembre 2012, alle 12:05 Processori

"I margini di aggiornamento di un sistema desktop verranno ridotti sensibilmente se, come sembra, Intel deciderà di passare a package BGA, quindi saldato onboard, per le CPU Broadwell attese dal 2014"


I processori per sistemi desktop sono storicamente sempre stati sviluppati con un design che ne prevedesse l'abbinamento a schede madri attraverso socket. Nel corso degli anni abbiamo visto il passaggio a diverse tipologie di socket, introdotti per mettere a disposizione nuove funzionalità integrate nelle CPU, ma l'approccio alla base è rimasto sempre invariato: una scheda madre può accettare processori compatibili con il socket che su di essa è montata, a seconda delle necessità e delle preferenze dell'utente.

E' possibile che questa flessibilità vada persa nel corso dei prossimi anni: stando a quanto pubblicato dal sito PC Watch, infatti, Intel avrebbe optato per passare ad un package di tipo BGA per le CPU desktop appartenenti alle famiglie Broadwell, proposte attese al debutto nel corso del 2014 in sostituzione delle CPU Haswell attese sul mercato il prossimo anno.

Package BGA implica che la CPU sia saldata direttamente sulla scheda madre e che da questa non possa venir rimossa, esattamente come accade per le soluzioni sviluppate per sistemi notebook. Se in PC portatili l'aggiornamento della CPU è approccio che non è mai stato reso accessibile, visto proprio l'utilizzo di un package che prevede la CPU saldata alla scheda madre così da minimizzare dimensioni e consumi, in sistemi desktop rappresenta una novità.

Un approccio di questo tipo potrebbe limitare fortemente i margini di upgrade dei sistemi, oltre a generare costi più elevati per i produttori e i rivenditori. CPU saldate alla scheda madre implica infatti un aumento nel numero di differenti schede madri presenti sul mercato, scelta che renderà più difficile per i rivenditori l'avere a disposizione tutte le opzioni possibili dal versante CPU. E' ipotizzabile che questo possa portare ad una progressiva semplificazione dell'offerta, con un numero più ridotto di CPU disponibili nel complesso.

D'altro canto non è da scartare uno scenario futuro che veda CPU con package BGA proposte per i sistemi desktop di fascia medio bassa, lasciando architetture differenti in tradizionale package LGA, quindi abbinate a socket sulla scheda madre, per le proposte di fascia più alta. Tanto AMD quanto Intel, del resto, propongono al momento due diverse tipologie di socket e di processori per i propri sistemi desktop, uno orientato alla fascia media e l'altro per le proposte di categoria enthusiast.

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Commento # 3 di: the_joe pubblicato il 23 Novembre 2012, 12:18

Originariamente inviato da: Crisa...
per i sistemi low end, tipo quelli degli uffici o comunque a basso costo non vedo dove potrebbe essere il problema, anzi potrebbero scendere di prezzo anche in modo significativo

tanto nel 99,9% dei casi non verranno mai upgradati se non nella ram

Condivido, basta che restino alcune versioni con pakage da installare su slot e tutti contenti.....tanto la maggior parte dei pc muore così come è nato, solo con più polvere dentro.....

Commento # 8 di: luckye pubblicato il 23 Novembre 2012, 12:25
Falso problema

il problema di poter aggiornare il sistema è relativo: in campo business non si è mai fatto (salvo qualche rattoppo per lo stagista di turno ; in ambito domestico praticamente nessuno sarebbe in grado di cambiare il processore (e non credo che sappiano che si può fare).
Rimangono i power user che tanto cambiano sistema ben prima della sua obsolescenza e gli irriducibili (di cui faccio parte) che, come nel mio caso, hanno un Core i7 (del 2008) che gli basta e avanza...
Anche quest'ultimi a voler vedere, sanno che cambiare cpu=cambio scheda madre; è vero che probabilmente troverei una Cpu usata più performante della mia, ma è anche vero che il mercato corre e i prezzi sono bassi...spendere magari 40euro nel mercatino al posto di 90 per una cpu nuova che consuma meno,scalda meno, ha una serie di cose in più (sata3,usb3,audio integrato migliore,Pci exp. 3....) non ha senso.
Ovviamente partendo dal presupposto che il prezzo medio scenda...

Commento # 10 di: NighTGhosT pubblicato il 23 Novembre 2012, 12:28

Il problema, come hanno fatto notare....e' che le combinazioni procio-mobo....sono davvero tante.

Saranno davvero previste TUTTE? Questa e' la vera domanda.....perche' se io voglio il processore X sulla mother Y......ma non e' prevista/disponibile quell'accoppiata.......mi devo attaccare al tram?

Quello e' il problema principale.


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Nuovi iPad Apple? Samsung li aggiunge nella denuncia

Nuovi iPad Apple? Samsung li aggiunge nella denuncia Alessandro Bordin 23 Novembre 2012, alle 13:21 Telefonia

"Passati pochi giorni dalla presentazione dei nuovi iPad di Apple, Samsung non aspetta oltre e va ad aggiungerli alla lista di apparecchi del concorrente che, a suo dire, violano i propri brevetti "


Su Electronista appare una notizia che fornisce gli ultimi aggiornamenti nella battaglia legale che vede contrapposte Apple e Samsung, impegnate a darsele di santa ragione in diversi tribunali sparsi in tutto il mondo. Questo Risiko aziendale ha fatto segnare vittorie alterne, spesso in contraddizione, a riprova di come alcuni brevetti siano effettivamente soggetti a diversa interpretazione a seconda delle giurie.

Non solo: lo stesso sistema di brevetti, quello statunitense soprattutto, è recentemente oggetto di dibattito in quando risulta difficile comprendere i limiti entro i quali alcune idee debbano essere ritenute esclusive oppure no. Giusto o meno che sia, la situazione attuale ormai non permette alcun margine al fair play fra Apple e Samsung, attentissime a denunciale anche il minimo sospetto per una vistosa questione di principio.

L'ultima mossa l'ha fatta Samsung, con l'aggiunta dei nuovi iPad e iPad mini alla denuncia già registrata in tribunale. La lista quindi comprende, oggi, l'intero universo iOS, accusato di utilizzare illecitamente brevetti legati alle tecnologie di comunicazione UMTS nonché altri non meglio precisati brevetti.

Apple, in agosto, aveva richiesto il bando dal mercato USA di ben 20 modelli Samsung, assortiti fra smartphone, tablet e ibridi. Una battaglia senza esclusione di colpi, di cui si conoscono però almeno i termini per i procedimenti in corso. I prossimi due anni saranno quelli in cui quasi tutti i processi arriveranno ad una sentenza, a meno di nuove denuncie in nuove sedi nei mesi a venire. Il rischio è quello di rivivere una seconda guerra dei trent'anni, ovviamente meno cruenta e combattuta interamente in abito elegante, all'interno dei tribunali di tutto il mondo.

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